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Certo, le necessità di Venezia sono tante e variegate. Ma anche i fondi che arrivano – da diverse fonti – non sono pochi, con priorità di spesa a volte discutibili.
Come si fa, ad esempio, a lasciare in un degrado sempre maggiore, elementi architettonici (sia pur minori, ma significativi della storia e della cultura veneziana) come questi tre, che peraltro si trovano in un’area non distante da quella Marciana?
1. Edicola, posta all’inizio di Calle della Pietà. Irrispettose mani spesso vi posano rifiuti vari, altre hanno scassinato quella che era la cassetta delle elemosine per “gli esposti” (i bambini abbandonati) del vicino Istituto. Mentre peggiora lo stato di conservazione del bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino, con la Pietra d’Istria sempre più divorata dall’inquinamento.
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2. Lapide nel sottoportico che porta in Campo San Zaccaria, posta dagli Esecutori contro la blasfemia (istituzione, risalente al 1537, voluta dal Consiglio dei Dieci). Oramai ben poco leggibile.
Fortunatamente è stato ripulito lo spazio sottostante dai diversi manifesti che venivano affissi. Da notare che si trova in una posizione analoga all’edicola di cui sopra: evidente che anch’essa risente dell’inquinamento che proviene dal vicino traffico acqueo. Infatti una simile lapide (in città se ne contano una decina) posizionata in un luogo più protetto del Campo, appare in migliori condizioni.
3. Sempre in Campo San Zaccaria, nella facciata della Caserma dei Carabinieri, altra edicola in pessime condizioni. Della Confraternita di San Giosafat, posta nel 1565 dal gastaldo Battista Arrigoni, che riuniva i “fruttarioli” (la Scuola riuniva anche i “naranzeri” e gli “erbaioli”).
Questi ultimi due rilievi sono significativi, in particolare, dello spirito associativo e della solidarietà, secondo manifestazioni caratteristiche della realtà lagunare.
Grazie dell’attenzione e cordiali saluti.
Cristina Romieri,
Venezia Lido
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Purtroppo la disgrazia sta tutta nella Repubblica Italiana e nei Veneti italianizzati
Quando non posso fare una TAC perchè non ci sono soldi per la Sanità Pubblica, mi chiedo se dobbiamo avere più cura delle operi minori, o degli esseri viventi, mentre un capitello per quanto di valore lo potrò sempre vedere in copia uguale all’originale, non potrò mai più vedere le persone che non ci saranno più. La mia priorità è l’essere umano. Shylock the first
è molto giusto quello che dici ma non è così la seuqenza delle cose… adesso chiudono il giustinian, non è che i soldi risparmiati vadano per restaurare i capitelli, te lo assicuro… per contro ti confermo che arriva un fiume di denaro (anche di privati) per la salvaguardia di venezia
sergio T, se arrivano tanti soldi come dice lei, vadano per opere di interesse generale, per esempio, perchè se chiudono tutti gli Ospedali come è nelle loro intenzioni, non rendono l’Ospedale Civile di Venezia davvero funzionale ? sono sicuro che Lei sa meglio di me,se uno è ricoverato al Civile, per fare degli esami lo trasportano a Mestre con qualsiasi tempo meteorologico ? che piova o che ci sia il sole, o che ci sia vento, le sembra normale ? credo che per 60 mila residenti potrebbe diventare un’eccellenza, servono Primari ( ben retribuiti ),Dottori che lavorino solo per l’Ospedale ( ben retribuiti ), personale Infermieristico ( ben retribuito ), personale ausiliario ( sono loro che si fanno il mazzo, ben retribuito ), capisco la salvaguardia di Venezia e dei suoi capitelli, ma non credo che la stadio ed il bosco sia una necessità primaria per la salvezza di Venezia o dei suoi residenti.Troppe persone si interessano troppo di animali, pietre, e sassi, a volte più di quanto dovrebbero, dimenticandosi dei propri simili. Shylock the first
Negli anni ho raccolto e fatto centinaia di fotografie riguardanti le cosiddette opere minori, che minori non sono per nulla….purtroppo stanno per sparire perché la pietra a causa dell’inquinamento si è trasformata in gesso …C’è poco da fare se non sostituirle con delle copie ….di molte ormai rimane solo una foto negli archivi perché completamente disgregate…
Opere minori ma che minori non sono. Fanno parte del patrimonio culturale, storico ed artistico di una città straordinaria come Venezia, dove questi artisti “minori” che magari lavoravano a bottega di artisti considerati grandi di allora.
Le loro opere segnano la storia ed il tempo passato e sono da considerarsi comunque e senza ombra di dubbio il grande e infinito patrimonio artistico veneziano. Anche questi capolavori andrebbero restaurati e restituiti alla città.