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A Venezia fontanelle desolatamente chiuse in gran parte della città. In alcune, mani compassionevoli hanno messo una bacinella d’acqua, per dissetare – rinnovandola – colombi, gatti, ecc. che lì vivono.
Altre città hanno chiuso le grandi fontane ma non le fontanelle (in talune peraltro c’è già incorporato un contenitore sottostante), essenziali – soprattutto in questo caldo periodo – per animali e umani per i vari utilizzi, diminuendo così anche l’acquisto – e purtroppo spesso il rilascio scorretto – di bottiglie di plastica.
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Fontanelle che potrebbero venir dotate – pur comprendendo le problematiche connesse – di pulsante o rubinetto, da azionare quando serve.
È apprezzabile l’intento di ridurre gli sprechi d’acqua, prezioso bene pubblico che per tante popolazioni è drammaticamente negato (e di ciò bisognerebbe renderci conto maggiormente).
Ma per contrastare l’attuale grave siccità e i connessi cambiamenti climatici, servono scelte e interventi a breve e medio termine non più rinviabili, istituzionali, globalmente e localmente (come ad esempio la verifica della rete degli acquedotti che hanno una notevole dispersione), ma anche individuali.
Sottolineo che la “produzione” di carne, comunque per me inaccettabile per il rispetto dovuto ad altri esseri viventi, comporta un grandissimo consumo d’acqua, oltre ad essere responsabile di una notevole quantità di emissioni di gas serra.
Senza contare gli enormi disboscamenti, in particolare in Amazzonia, più o meno legalizzati, che si ripercuotono peraltro drammaticamente sui popoli nativi e su tutto questo nostro devastato Pianeta.
Cristina Romieri,
Lido di Venezia
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Forse i loro elettori che vendono bottigliette d’acqua a 2 o 3 euro sono felici così…
Mettere dei pulsanti sarebbe la soluzione più logica con una spesa minima, ma forse i nostri amministratori non hanno la capacità di trovare soluzioni semplici.