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Antidepressivi e disturbi sessuali

La gran maggioranza di chi utilizza farmaci antidepressivi lamenta qualche disfunzione sessuale sopravvenuta dopo l’inizio della terapia e prima non presente; si tratta di disturbi che riguardano sia maschi che femmine e colpiscono una delle 3 tappe della sessualità: il desiderio (o libido), l’eccitazione e l’orgasmo. Ma perché avviene questo fenomeno apparentemente paradossale dal momento […]

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La gran maggioranza di chi utilizza farmaci antidepressivi lamenta qualche disfunzione sessuale sopravvenuta dopo l’inizio della terapia e prima non presente; si tratta di disturbi che riguardano sia maschi che femmine e colpiscono una delle 3 tappe della sessualità: il desiderio (o libido), l’eccitazione e l’orgasmo. Ma perché avviene questo fenomeno apparentemente paradossale dal momento che il buon umore solitamente è associato anche ad una maggior soddisfazione sessuale?

Quasi tutti i farmaci antidepressivi efficaci attualmente in uso, si legano ad una grossa molecola che ha il compito di riportare parte della serotonina dentro il neurone che l’ha secreta in abbondanza, per evitare squilibri e sprechi; la molecola di antidepressivo, legandosi a tale trasportatore, è in grado di rallentarne l’attività provocando un accumulo di serotonina tra un neurone e l’altro: l’aumentata concentrazione di serotonina nel cosiddetto spazio sinaptico iper-eccita il secondo neurone provocando una cascata di eventi elettrochimici nel cervello la cui tappa finale è il miglioramento del tono dell’umore.

Fin qui tutto bene ma il rovescio della medaglia è che l’eccesso di serotonina provoca un’alterazione del delicato equilibrio tra serotonina, noradrenalina e dopamina, che sono i tre neurotrasmettitori implicati non solo nella regolazione del tono dell’umore ma anche nella regolazione della funzione sessuale sia sul piano “meccanico”, puramente fisico, che su quello emotivo del piacere e della soddisfazione generale. In sostanza non è tanto l’eccesso di serotonina a provocare i disturbi sessuali ma il suo prevalere.

In aggiunta, sembra che gli antidepressivi serotoninergici provochino anche una diminuita sintesi di ossido nitrico, effetto esattamente opposto a quello espletato da Viagra, Cialis, Levitra, vasodilatatori usati per la disfunzione erettile.

Il fatto che sia proprio l’eccesso relativo di serotonina a provocare i disturbi sessuali, è avvalorato anche dal fatto che più un antidepressivo è serotoninergico puro (Citalopram, Escitalopram, Fluvoxamina; un po’ meno Paroxetina, Sertralina, Fluoxetina, Venlafaxina: sono i cosiddetti SSRI) e più disturbi dà mentre le molecole con doppia azione ben bilanciata su serotonina e noradrenalina (Clomipramina e un po’ meno Duloxetina) danno molti meno disturbi; vi sono poi i noradrenergici pressoché puri come Nortriptilina e Reboxetina o Bupropione che non danno disturbi sessuali anche se, mancando della componente serotoninergica, sono poco efficaci.

Ancora, troviamo gli antidepressivi Mirtazapina e Agomelatina che hanno due meccanismi d’azione totalmente diversi tra loro e unici: non provocano disturbi sessuali ma non aumentando la serotonina sono entrambi assai poco efficaci come antidepressivi.

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Un discorso a parte merita l’antidepressivo Trazodone (Trittico è il nome commerciale) che pur essendo un serotoninergico puro, dà pochi disturbi sessuali perché agisce anche come vasodilatatore e stimolante del desiderio tanto che in piccole dosi viene utilizzato in andrologia.

Infine, nomino la Vortioxetina (Brintellix è il nome commerciale), molecola antidepressiva ultima nata: dicono non dia disturbi sessuali ma sulla sua efficacia antidepressiva ci sono moltissimi e ben fondati dubbi.

Che fare dunque se una terapia utile per la depressione e quindi necessaria dà disturbi sessuali rilevanti e non accettabili?

Attenzione alle goccine per dormire

Le possibilità sono queste:

Diminuire gradualmente il dosaggio dell’antidepressivo in uso dal momento che spesso, una volta raggiunto in modo stabile un buon risultato con un dosaggio pieno, si può scendere anche fino a metà dose senza conseguenze negative sull’umore.

Cambiare molecola passando da un serotoninergico puro ad una molecola con doppia componente serotoninergica + noradrenergica (di solito tali molecole sono più efficaci anche sulla depressione perché i serotoninergici puri tendono a dare appiattimento emotivo e “pigrizia”)

Affiancare al serotoninergico puro un antidepressivo noradrenergico come Nortriptilina, Reboxetina o Bupropione

Se vi è un grave problema di disfunzione erettile, utilizzare (previa consulenza andrologica!) un vasodilatatore come Viagra e simili.

Utilizzare, in associazione all’antidepressivo, farmaci fitoterapici afrodisiaci come Rosa di Damasco, Maca o Zafferano oppure il prodotto di sintesi Trittico, a basso dosaggio.

Fare un’attività fisica regolare che oltre a tanti altri benefici, provoca liberazione di endorfine, attivazione adrenergica-noradrenergica e produzione di testosterone, l’ormone della libido sia nel maschio che nella femmina.

Dott. Angelo Mercuri

[N.B: Ogni farmaco va assunto sotto il controllo o con il parere del medico]

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Dott. Angelo Mercuri
Dott. Angelo Mercuri
Angelo Mercuri, medico e psicoterapeuta, si è laureato e specializzato a Padova; vive e lavora tra Venezia e Mestre. Medico, psicoterapeuta e scrittore, si occupa principalmente di psicofarmacologia e del rapporto tra stile di vita, ambiente e disagio psico-emotivo. Sito internet:  www.angelomercuri.it      mail: info@angelomercuri.it
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