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Un eroe, appaga la voglia dello spettatore di cinema della verità

In concorso per la palma d’oro 2021 a Cannes, vincitore del gran premio della giuria, “Un eroe” ha subito una realizzazione tormentosa, causa CoVid, e anche le uscite nelle sale italiane son state a singhiozzo. “Un eroe” è un film che è stato tenuto molto in palma di mano dallo spettatore alla ricerca di cinema […]

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In concorso per la palma d’oro 2021 a Cannes, vincitore del gran premio della giuria, “Un eroe” ha subito una realizzazione tormentosa, causa CoVid, e anche le uscite nelle sale italiane son state a singhiozzo.
“Un eroe” è un film che è stato tenuto molto in palma di mano dallo spettatore alla ricerca di cinema della verità e della denuncia.
È un buon film, a parere di chi scrive; di certo coinvolge per la tematica narrata, una sorta di ingiustizia che trova in chi la subisce un’effimera rivalsa anche mediatica per poi ritorcerglisi contro. Ciò non toglie, a parer mio, che il film non proponga chissà quali originalità di linguaggio e talvolta sia vittima di un montaggio un po’ confuso.

Il protagonista, anima “candida”, al quale succede un “colpo di fortuna” (con implicazioni che riguardano la sua compagna, che deve restare nell’ombra poiché non sono sposati) si troverà coinvolto in dubbi e accuse che porteranno il protagonista a praticare atti violenti, dettati dalla disperazione e dall’esasperazione, che capovolgeranno la situazione facendo sì che il rimedio sia peggiore della cura.
Nel racconto si toccano tematiche familiari, relazionali, incombenza dei social media usati nel più deleterio dei modi e uno scherzo del destino finale che suona beffardo quanto compassionevole.

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Abbiamo un protagonista non limpido, non si capisce mai se sia autenticamente empatico o solo strategico, o un mix delle due cose, in un percorso di consapevolezza. Ma il film non pare quel capolavoro che si dice. Probabilmente c’è una specie di senso di colpa da parte nostra rivolto verso la materia narrata e dalla denuncia espressa nella morale finale del film che ci inibiscono nel constatare che “Un eroe” lascia tracce meno profonde nella nostra anima di spettatori di quanto ci è stato promesso di provare. Forse anche a causa di una messinscena un po’ confusa che non aiuta molto a districarci nel tessuto narrativo.
Tranne l’ultima immagine, che si fida del potere del mostrato senza dimostrazione, gravida di tutto ciò che abbiamo prima visto e che lo riassume con la sola forza delle luci.

UN EROE
(Qahremān,2021. Iran-Francia)
Regia: Asghar Farhadi
Con: Amir Jadidi, Sahar Goldoost, Sarina Farhadi

Giovanni Natoli
Giovanni Natoli
Giornalista, critico cinematografico e musicista. Puntuale testimone della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Facebook
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