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Vaccini a Venezia, il dott. Flor: “Ora li usiamo tutti”

Vaccini a Venezia, sono finiti i tempi in cui occorreva fare scorta o mettere da parte. Parola del dott. Flor: “Ora usiamo tutti quelli che arrivano”. “Da oggi somministreremo tutti i vaccini che arrivano perché abbiamo in casa la scorta per poter procedere al richiamo dei 21 giorni”. “Abbiano vaccinato 9 mila persone al giorno […]

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Vaccini a Venezia, sono finiti i tempi in cui occorreva fare scorta o mettere da parte.
Parola del dott. Flor: “Ora usiamo tutti quelli che arrivano”.
“Da oggi somministreremo tutti i vaccini che arrivano perché abbiamo in casa la scorta per poter procedere al richiamo dei 21 giorni”.
“Abbiano vaccinato 9 mila persone al giorno e ora – dipende dalla disponibilità dei vaccini – possiamo farne molti di più. Da qui a fine marzo dovremmo somministrare 370 mila dosi e la disponibilità che abbiamo è superiore alle 400 mila, mantenendo sempre i 21 giorni di scorta”.
Il direttore della sanità del Veneto, Luciano Flor, ha parlato al consueto punto stampa di aggiornamento sull’emergenza.
Riguardo al personale sanitario: “ci sono code residuali. Stiamo facendo i servizi pubblici ed essenziali, il mondo della scuola, le forze dell’ordine. Poi si procederà con le persone nate nel 1939”.
“Nel frattempo

si sono aggiunte alcune categorie della prima fascia: gli iscritti all’ordine dei farmacisti, le categorie speciali e infine i malati oncologici, con i trapianti e con la fibrosi cistica”.
Sulla situazione attuale della macchina sanitaria, il dg ha precisato che “fatto 100, cioè nel massimo avuto il 31 dicembre, oggi siamo a 25 nei reparti di rianimazione: avevano 400 casi, oggi ne abbiamo 99. Siamo in crescita di poco”.
“Continuiamo – ha spiegato – con le dimissioni, ma sono di più i pazienti che entrano che quelli che lasciano i reparti”.
“Lo stesso vale per i malati nei reparti non intensivi dove siamo in leggerissima crescita”.
“I numeri però – ha spiegato Flor – sono molto bassi ma è indubbia la crescita delle persone che si ammalano. Siamo lontanissimi dai dati che chiederebbero la chiusura della scuola, ma non dobbiamo aspettare che si alzino e per questo proseguiamo a monitorare con grande attenzione l’andamento complessivo della malattia”.
L’impasse sui vaccini anti-Covid sta attanagliando l’Italia, un’importante notizia è arrivata però questa mattina.
AstraZeneca è in contatto con l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per una possibile autorizzazione del vaccino

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“E’ una decisione che deve prendere l’Aifa con il ministero della Salute, ma abbiamo dalla Scozia dati aggiuntivi che possono essere utili. In Francia e in Germania si sta già valutando questa ipotesi, vedremo nei prossimi giorni”. A dirlo a Buongiorno, su Sky TG24, Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca Italia.
Alla domanda se il vaccino è indicato per questa fascia d’età, Wittum ha risposto che “basta guardare la scheda tecnica dell’Ema, il vaccino è approvato dai 18 anni”.
Sull’uso di una singola dose di vaccino, l’amministratore delegato di AstraZeneca Italia ha detto che “in Inghilterra è stata presa questa decisione: dai dati preliminari della Scozia sembra che questa strategia funzioni”.
“Le agenzie regolatorie dicono che sono necessarie due dosi. Nel nostro caso più del 40% dei soggetti dello studio clinico ha preso la seconda dose dopo otto settimane e c’è la possibilità di spaziare l’intervallo di somministrazione fra prima e seconda dose fino a 12 settimane. Intervallare fino a tre mesi è una reale possibilità”.
Nel caso però si volesse “passare alla strategia della dose unica – continua – dovremmo fare uno studio per provarlo”.
Quanto alle varianti, Wittum ha precisato che su quella “inglese abbiamo già i dati, c’è un’efficacia assolutamente sovrapponibile. Nel caso delle altre varianti stiamo studiando diverse opzioni in laboratorio. Il vaccino – ha concluso – si può adattare alle diverse varianti. Nelle prossime settimane speriamo di avere dei risultati e vedere quale sarà l’efficacia del vaccino su queste varianti”.

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