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Arsen Revazov, il 4D che gioca con gli infrarossi mostrando le bellezze di Venezia

Pellicole ad infrarossi non ne fanno più, e lui sta già pensando ad una produzione “fai-da-te”. E’ stata inaugurata in questi giorni la mostra dell’artista russo Arsen Revazov: “Italy from the fourth dimension”, 28 fotografie che ritraggono alcune bellezze di Venezia e dell’Italia in 4D con un gioco di sovrapposizioni in bianco e nero realizzate […]

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Arsen Revazov foto venezia 4D infrarossi

Pellicole ad infrarossi non ne fanno più, e lui sta già pensando ad una produzione “fai-da-te”. E’ stata inaugurata in questi giorni la mostra dell’artista russo Arsen Revazov: “Italy from the fourth dimension”, 28 fotografie che ritraggono alcune bellezze di Venezia e dell’Italia in 4D con un gioco di sovrapposizioni in bianco e nero realizzate con la particolare tecnica dello sviluppo a luce infrarossa.

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La mostra è visitabile in Frezzeria, a San Marco: Una storia che nasce come quella di tanti altri turisti che arrivano a Venezia e se ne innamorano. Revazov in questo caso è andato oltre: dopo aver visitato e vissuto a Venezia ha deciso di prendervi casa, imparare a parlare l’italiano, un po’ il veneziano e cercare in città anche uno spazio per esporre le sue opere, le sue foto, per aprirsi ad altre contaminazioni artistiche.

«Per le mie opere ho scelto il formato 6×6 obbligato dal Tesseract Arsen Revazov venezia ritratto BOXperché volevo fotografare le piazze – ha spiegato l’artista – Ho girato quasi tutta la serie con un Alpa ©. Amo questa fotocamera. È affidabile come un coltellino svizzero e sofisticata come un orologio svizzero. La doppia esposizione è il metodo che ho usato per scoprire ciò che l’Italia ha e deve guardare come se fosse nella quarta dimensione. Si tratta di un semplice trucco ed è stato utilizzato (anche se raramente) dal XIX secolo. Si fanno due scatti con un solo negativo. Cioè, si prende uno scatto e non si riavvolge il film. E poi ancora una volta si preme e si scatta sullo stesso negativo. Non è difficile: basta ridurre l’esposizione di un terzo. Non è come se in mano aveste una macchina fotografica digitale dove è possibile vedere un’anteprima. E non come Photoshop dove si può nascondere un livello, sistemare un livello. Bisogna pensare a due fotogrammi contemporaneamente, che è l’idea della quarta dimensione: si deve immaginarla per recuperarla. Sì, è complicato. Ma non troppo se si usa la mente».

L’effetto 4 D lo regala poi la luce infrarossa. «Molti mi chiedono – riprende il fotografo russo – perché uso la luce infrarossa. Semplice: perché è invisibile. Scatto oggetti creati dalla natura che la mente umana non potrebbe mai vedere, perché la retina nei nostri occhi non rileva fotoni in questo intervallo. Quindi, il Arsen Revazov venezia ritratto 2 BOXmondo nelle mie opere è uguale alla realtà ma allo stesso tempo un po’ diverso. È molto simile al nostro mondo, ma non è abbastanza simile a ciò che vediamo».

Le foto realizzate da Arsen Revazov sono anche in vendita, il prezzo varia dai 3mila ai 5mila euro, ma per quelle in formato più piccolo i prezzi sono più ridotti. Lo spazio: quello della Frezzeria a San Marco, preso in affitto da Ar33 Studio per diventare una sede che duri nel tempo.

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Oggi le pellicole in grado di stampare la tecnica ad infrarossi non sono più in commercio e l’artista Russo ha avviato la sua ricerca in internet per recuperare quelle ancora disponibili e sta pensando di avviare una sua personale produzione.

«Arsen è molte cose, tutte in una, ma prima di tutto è un artista – spiega Alvise Schiavon, direttore di Ar33 Studio, veneziano doc che ha iniziato con Revazov questa avventura -. Ed io l’ho capito subito dopo averlo conosciuto a Venezia quando la nostra discussione variava dagli argomenti “tipici” veneziani, come le barche, le case e il cibo fino all’arte e alla cultura in generale. Quando Arsen mi ha mostrato le sue opere ho subito apprezzato in loro la classicità formale con l’approccio contemporaneo, l’umorismo a volte nascosto con l’austerità del bianco e nero, la rivelazione di un mondo nascosto o invisibile nel nostro ambiente».

Giorgia Pradolin

10/05/2015

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Arsen Revazov venezia 2 LARGE

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