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lunedì 27 Settembre 2021

Zaia, gli auguri di buon anno: «Speriamo sto 2020 vada fora…»

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Tre milioni di tamponi molecolari fatti in Veneto dall’inizio dell’emergenza Covid, quasi 18 mila nelle ultime 24 ore; altri 17 mila i rapidi per poco meno di 3.000 positivi. «La media dell’incidenza dei positivi da qualche giorno pare ridursi – ha ricordato il presidente del Veneto Luca Zaia aggiornando la situazione -. I ricoverati sono 3.438, 112 morti nelle ultime 24 ore in regione. Il tema della vaccinazione è cruciale per gli over 70, molti di loro hanno sostegni e tutor, quindi è evidente la difficoltà per il tema dell’assenso». Saranno raccolte le informazioni. Il governatore del Veneto ha fatto gli auguri di buon anno ricordando ammalati e lavoratori della sanità. «Speriamo sto 2020 vada fora dae bae», ha detto in dialetto scherzando, e ha aggiunto: «Guardate che il mondo si è fermato in quest’anno, se qualcuno lo avesse previsto gli avrebbero dato del pazzo. Il Veneto è una grande comunità», e ha ringraziato tutti. «Buon 2021, sperando lo si possa ricordare come un grande anno. Arriverà il sole prima o poi».

Veneto arancione

Al 7 gennaio il Veneto avrà fatto 20 giorni di restrizioni. «Tra ordinanza e Dpcm la chiusura c’è stata; se si ritiene non ci sia stato risultato, vuol dire che non ha funzionato. L’algoritmo valuta tutto il sistema e noi ad oggi pazienti a piedi non ne abbiamo lasciati, oltre a tutto il contact tracing molto importante in Regione. Se l’Iss (istituto superiore di sanità) vede che la regione è da zona rossa, prenderà provvedimenti. Ma ricordo che le restrizioni non sono retribuite perché, alla fine (come ristori ndr), cosa abbiamo visto? Abbiamo sempre seguito le indicazioni del ministero della Sanità. Se servono restrizioni è giusto vengano valutate ma dal punto di vista tecnico. «Vi ricordo che ci sono restrizioni che non hanno avuto effetto – ha affermato il governatore – Mentre sulle scuole superiori – Abbiamo ragazzi che ci scrivono di voler tornare a scuola e altri no. La percezione è diversa». Per ora in base alla direzione presa dal ministero della Sanità le superiori rientrerebbero al 50%.

Le polemiche sulle terapie intensive

«Nella primavera di quest’anno è stato fatto un dossier in totale autonomia dai tecnici sulle terapie intensive: i mille respiratori ci sono, li abbiamo acquistati. I tecnici sono persone responsabili. Ormai questo tema sta diventando un tormentone», ha risposto seccamente Zaia. «Queste non sono scelte politiche. Sono dati tecnici. Il problema delle terapie intensive in Veneto non c’è». «Oggi – ha ripreso il direttore della sanità del Veneto Luciano Flor – in Veneto alle 8 c’erano 48 posti liberi di terapia intensiva con il personale presente. Teniamo monitorato il dato 4 volte al giorno, ogni sei ore. Questo numero rappresenta una tranquillità perché mal che vada, non dimettendo nessuno, avremo disponibilità per 3, 4 giorni. Ieri i posto letto occupabili nelle rianimazioni erano 50».

Vaccini

Il direttore Flor, ha aggiornato sui vaccini: da domani le confezioni avranno sei e non più 5 dosi: «avevamo 38 mila persone da vaccinare a settimana, ora saranno un quinto in più in Veneto». Si parte dal personale sanitario dei pronto soccorso, medicine, malattie infettive, pneumologie e in parallelo le case di riposo. «Se entro gennaio si terminano sanitari, case di riposo (ospiti e operatori) e il personale delle sanità territoriale, avremo fatto tutta la prima parte e saremo sul punto di partire con il richiamo».

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