Zaia: “Con coronavirus centri migranti non danno garanzie”

ultimo aggiornamento: 07/08/2020 ore 15:20

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Zaia: "Con coronavirus centri migranti anacronistici"

Il presidente del Veneto Luca Zaia, ha parlato oggi anche di coronavirus a margine della presentazione a Venezia del campionato italiano di ciclismo 2020 in Veneto. Le domande inevitabili dei giornalisti vertevano sull’ipotesi del Dpcm per nuove misure di sicurezza per i trasporti pubblici e sui collegamenti ‘migranti-focolai’.

“Noi siamo dalla parte della sicurezza però trovo altrettanto inverosimile che si porti avanti questa soluzione per i trasporti”.


Il testo ipotizzato, secondo Zaia “da un lato garantisce gli aerei dal fare il tutto esaurito, quindi possiamo andare in aereo e stare fianco a fianco con una persona per ore, e non ci vengano a dire che c’è ricambio d’aria. Dall’altro nei treni o negli autobus il Governo vuole che si torni al distanziamento. Io sono per mettere in sicurezza i cittadini, però al Governo mi dovrebbero spiegare una cosa: il 13 aprile ha firmato un accordo con le parti sociali per la sicurezza sul lavoro, dove c’è scritto che due lavoratori, tre, cento, mille lavoratori che lavorano fianco a fianco possono starci otto ore con la mascherina, ma gli stessi lavoratori in autobus – ha concluso – non ci possono andare”.

Un altro punto di vista è stato espresso dal governatore sui centri migranti: “Si trasformano in focolai, non danno garanzie sanitarie”. “Queste strutture sono ormai anacronistiche, sono fuori dalla storia, e lo sono ancora di più da un punto di vista sanitario”. Queste le parole del presidente del veneto, Luca Zaia, a proposito dei focolai di Coronavirus registrati in due centri per migranti, a Treviso e Jesolo.

“Questi assembramenti – ha proseguito Zaia – si trasformano in focolai. Sono circoscritti, li stiamo controllando, a Treviso facciamo i tamponi ogni settimana e anche lì ne usciremo, però è pur vero che se questa strutture non le avessimo avute non avremmo il problema. E’ un dato di fatto: questo tipo di aggregazioni non dà garanzie dal punto di vista sanitario. lo dicevamo quando parlavamo di tubercolosi, quando parlavamo di scabbia o della recrudescenza di altre malattie”.


“Noi diciamo solo che dobbiamo evitare questi assembramenti, soprattutto – ha precisato Zaia – quando non sono vigilati dal punto di vista sanitario, perché questo è ormai chiaro a tutti”.

Riguardo al centro di Jesolo, secondo Zaia “è anche incomprensibile, perché la gestione da parte della Croce Rossa doveva essere una garanzia. L’area della Cri è per noi extraterritoriale. Pensare che lì abbiamo scoperto un focolaio semplicemente perché uno degli ospiti doveva subire un’operazione chirurgica, e poi abbiamo trovato tutti gli altri positivi, dà la dimensione che la gestione non è stata fatta in maniera ottimale”, ha concluso.

L’occasione per queste dichiarazioni è stata a lato della presentazione del Campionato italiano di ciclismo.
“Domenica 23 agosto ci sarà la prova in linea da Bassano a Cittadella, ai cittadini dico portate le mascherine ma partecipate, nel rispetto delle normative per il Coronavirus” ha annunciato il governatore.

La presentazione è avvenuta oggi a Palazzo Balbi alla presenza del comitato organizzatore e della Fci.
Il campionato si svolgerà dal 21 al 23 agosto.
La gara in linea del 23 sarà da Bassano del Grappa per Marostica a Cittadella.
Il 21 agosto vi saranno le prove a cronometro maschile e femminile.

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