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Vittorio Veneto, minori stranieri tirano giù bandiera italiana col tricolore e la bruciano

Bandiera italiana bruciata. Un gesto antipatico, commesso forse per autentico spregio verso il tricolore. Un gesto che rappresenta anche un reato, il vilipendio, seppur derubricato. Commesso, soprattutto, nella casa di chi ti ospita, da quelle persone da cui sarebbe lecito aspettarsi, se non gratitudine, comportamenti rispettosi, avendo beneficiato di accoglienza. Invece il senso del gesto […]

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Vittorio Veneto, minori stranieri tirano giù bandiera italiana degli Alpini e la bruciano

Bandiera italiana bruciata. Un gesto antipatico, commesso forse per autentico spregio verso il tricolore. Un gesto che rappresenta anche un reato, il vilipendio, seppur derubricato.
Commesso, soprattutto, nella casa di chi ti ospita, da quelle persone da cui sarebbe lecito aspettarsi, se non gratitudine, comportamenti rispettosi, avendo beneficiato di accoglienza.

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Invece il senso del gesto pare proprio quello: offendere il simbolo più importante dello Stato che ci ospita tutti esprimendone disprezzo.

Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, teatro dell’odioso gesto. Nella zona a pochi passi dalla stazione ferroviaria di via Trento e Trieste, la bandiera italiana che si ergeva dalla locale sede degli Alpini è stata trovata a terra bruciata una mattina di metà agosto.

Viene sporta denuncia e iniziano le indagini. Vengono passate al setaccio tutte le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Pochi giorni fa, alla fine, l’individuazione dei responsabili: due giovani stranieri residenti con le rispettive famiglie a Vittorio Veneto.

I due giovani sono entrambi minorenni: il primo, di origini marocchine, prossimo ai 18 anni, il secondo, romeno, di 17 anni.

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Per loro è scattata una denuncia alla Procura per i minori di Venezia per il reato di vilipendio ai simboli dello Stato.

Il caso – come scrive il Gazzettino – ha subito riportato alla mente i vandalismi registrati la scorsa primavera, alla vigilia delle solenni celebrazioni del 25 aprile, durante le quali a Vittorio Veneto arrivò il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e dell’adunata sezionale delle penne nere, organizzata nel piccolo Comune di Tarzo. Fu proprio qui, a 15 minuti d’auto da Vittorio Veneto, che ignoti ridussero a brandelli una quarantina di vessilli tricolori affissi nella centralissima via Roma.

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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Nessuna condanna propongo di farli andare in merceria a comprare le stoffe necessarie, fargliele tagliare, cucire e ricostruire perfettamente la bandiera per poi issarla cantando a memoria l’inno nazionale davanti alla pubblica piazza

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