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lunedì 14 Giugno 2021

“Virus uscito dal laboratorio di Wuhan, ecco le prove”, giornale mostra lo scoop

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"Virus uscito dal laboratorio di Wuhan, ecco le prove": il Wall Street Journal scopre che tre ricercatori dell'ormai celebre laboratorio hanno contratto il virus e sono stati ricoverati in ospedale ben prima che il Sars-Cov2 facesse la sua comparsa nel mercato degli animali vivi.

“Il virus è uscito dal famoso laboratorio di Wuhan”, lo dice una testata giornalistica mondiale, non un giornaletto qualunque, che del suo scoop ha trovato anche le prove.
E l’amministrazione Biden sposa questa tesi confermando che i suoi 007 erano arrivati alle stesse conclusioni.
Se la teoria sarà confermata va da sé che tutto quanto ci hanno raccontato sul salto di specie animale, sul mercato degli animali, sulla matrice del codice genetico “naturale”, sono balle.
Il virus è stato costruito in laboratorio in questa ricostruzione e la prova è che tre scienziati del laboratorio lo hanno contratto ben prima che la pandemia esplodesse.
Tre ricercatori del laboratorio cinese di virologia a Wuhan si ammalarono infatti nel novembre del 2019 a tal punto da farsi ricoverare in ospedale.
Sono le nuove rivelazioni di un rapporto d’intelligence Usa finora top secret che rilanciano i sospetti che il virus Covid-19 possa essere frutto di un incidente di laboratorio.
Sono rivelazioni che, in ogni caso, rafforzano e sollecitano le crescenti richieste di una più ampia indagine indipendente sulle sue origini. Una seria.

Lo scoop è del Wall Street Journal e arriva in coincidenza con l’Assemblea mondiale della sanità a Ginevra, l’organo legislativo dell’Oms che dovrebbe discutere di una nuova inchiesta sul coronavirus nonché di un trattato per garantire più cooperazione e trasparenza a livello internazionale anche in vista di nuove pandemie.
E a favore di un’indagine si schiera anche il noto immunologo Anthony Fauci che non nasconde dubbi sull’origine del virus.
Alla domanda se sia stato originato naturalmente, ha risposto: “non ne sono convinto, penso che dovremmo indagare su ciò che è successo in Cina”.
Secondo il Wall Street Journal, i dettagli degli 007 vanno oltre il documento diffuso dal Dipartimento di Stato nei giorni finali dell’amministrazione Trump, che parlava di diversi ricercatori dello stesso laboratorio ammalatisi nell’autunno 2019 “con sintomi compatibili sia con il Covid-19 che con le comuni malattie stagionali”, come l’influenza.
Ora c’è un numero preciso di ricercatori, un periodo più circostanziato e la notizia dei ricoveri, nel mese antecedente al primo caso confermato di Covid, l’8 dicembre 2019.
Anche se manca la diagnosi e non è inusuale per i cinesi andare in ospedale quando non si sentono bene, o per scarso accesso ai medici generici o perché possono avere cure migliori.
Le fonti del Wsj divergono però sulla solidità delle informazioni.

Secondo una persona che non può essere resa pubblica, le informazioni sono state fornite da un partner internazionale e sono potenzialmente significative ma richiedono ulteriori accertamenti.
Secondo un’altra, provengono da vari interlocutori e sono molto precise.
Pechino ha reagito indignata sollecitando Washington a farla finita con le teorie del complotto: “Gli Usa continuano a promuovere la teoria della fuga dal laboratorio” ma il rapporto “non è veritiero”.
“Sono davvero interessati a individuare l’origine del virus o a distogliere l’attenzione?”, ha chiesto il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, rilanciando gli interrogativi sulla base militare di Fort Detrick in Maryland e “sugli oltre 200 biolab gestiti dagli Stati Uniti”.

Il team dell’Oms che ha indagato a Wuhan ha concluso in un rapporto comune con gli esperti cinesi che il virus si è propagato molto probabilmente da un pipistrello all’uomo attraverso un altro animale e che una fuga da laboratorio è “estremamente improbabile”. Tuttavia nello stesso giorno il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ammesso che il team non ha indagato adeguatamente l’ipotesi dell’incidente in laboratorio e ha sollecitato un’inchiesta più completa, anche perché l’istituto di Wuhan non ha condiviso i dati grezzi, i registri di sicurezza e altri documenti sulle sue ricerche sui coronavirus nei pipistrelli, che molti considerano la probabile causa del virus.

Negato finora anche l’accesso alla banca del sangue di Wuhan per testare campioni prima del dicembre 2019.
Così quella che è stata a lungo considerata dagli scettici una teoria cospirativa, sta attraendo sempre più interesse da parte di scienziati che denunciano la carenza di trasparenza da parte della Cina o di prove definitive per un’ipotesi alternativa. Mentre Usa, Ue ed altri Paesi sostengono la necessità di una inchiesta internazionale indipendente.

Data prima pubblicazione della notizia:

2 persone hanno commentato

  1. Ho riletto con interesse l’articolo di Repubblica, di Riccardo Luna “Coronavirus, la bufala dello scienziato che ha venduto il virus alla Cina” del 05 Aprile 2020. In quell’articolo si coglie degli spezzoni della partita a ping pong sulle origini del C19. Ad un certo punto nell’articolo si legge: “La bufala non regge per due motivi: tra i capi di imputazione non c’è il traffico di virus e soprattutto è stato dimostrato che SARS Cov2 non è stato fabbricato in laboratorio ma arriva dal mondo animale.” Ora a partire da queste nuove “verita’” è possibile dare di nuovo credito all’ipotesi che invece il virus sia stato esportato dall’America (fort detrick) alla Cina attraverso alcuni esportatori? Mi viene in mente un professore universitario arrestato per collaborazioni con la Cina o dei militari di gruppi sportivi. La verità è sfuggente! Ma soprattutto chi si arroga a credibile venditore di verità usando etichette e stickers quali “bufala”, “gomblotto”, “cospirazione”, “no-xxx”, che credibilità può avere?

  2. La Cina nega e insabbia sempre tutto ciò che riguarda una propria responsabilità riguardo lo sviluppo del virus… non si potrà mai sapere. Spero però che, laddove si possa attuare, ci si allontani da questo paese. Spero che “grazie” alla pandemia si rifletta e rivaluti meglio i vantaggi e svantaggi della globalizzazione..

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