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domenica 01 Agosto 2021

Violenza a bordo, tra portoghesi, veri e finti poveri. Il difficile lavoro dei verificatori

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controlli controllori autobus

Forse la signora non li aveva quei tre euro e cinquanta richiesti dal controllore per un viaggio San Donà –Treviso e alla legittima insistenza dell’addetto si è infuriata, gli ha dato del razzista insieme ad un pugno in faccia. L’uomo si è fatto medicare in ospedale e ne è uscito con una prognosi di 4 giorni. La signora è stata fermata ed identificata a Treviso.

Un brutto gesto che si aggiunge ad altri eventi che si consumano su autobus e tram, che mettono in evidenza molte carenze sul piano civico e contemporaneamente ricalcano i difficili rapporti interpersonali fra passeggeri che non hanno il biglietto e i controllori che lo pretendono.

Si aggiunge altresì la maleducazione di chi sfoga sui mezzi pubblici rabbia e risentimento, c’è chi getta bottiglie contro i bus, chi pretende di scendere in posti non autorizzati: il tutto rivela un clima davvero insopportabile e il presidente ATVO Fabio Turchetto, che ha denunciato la donna, afferma che in tutto il mondo i controlli si eseguono prima che i passeggeri salgano sul bus e che sarebbe opportuna una educazione da parte di tutti al rispetto di un bene comune.

Forse sarebbe opportuno intercettare e riconoscere le vere forme di povertà, capita talvolta di assistere a scene davvero penose, quando una persona sale a bordo senza biglietto perché non ha i soldi per comprarlo e il controllore insiste (giustamente), creando situazioni alquanto spiacevoli e imbarazzanti che fanno di una persona senza biglietto, un soggetto da capire.

Andreina Corso | 27/08/2016 | (Photo d’archive) | [cod contram]

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