Violentata a 13 anni. Riesce a scappare solo alle 6 di mattina, quando i rapitori si addormentano

ultimo aggiornamento: 10/10/2019 ore 09:15

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Picchia figlia di 6 anni con una racchetta per i voti di scuola, arrestato cinese

Violentata a 13 anni. E’ successo a Como ad opera di due ventenni, messi in stato di fermo per atti sessuali su minore di 14 anni.
La violenza tra sabato e domenica. La ragazzina è riuscita a fuggire dai due aguzzini alle 6 di mattina, quando i genitori avevano già fatto denuncia di scomparsa.

Due nigeriani sono ora in stato di fermo. A casa di uno di loro, tra le lenzuola, tracce inequivocabili della violenza.


La ragazzina ha dovuto ricostruire i fatti: è stata avvicinata per strada alle 21.30 da uno dei due giovani, che le ha strappato di mano il cellulare.

La minore l’ha inseguito per farselo ridare, non voleva perderlo, ma quando sono arrivati sotto la casa di lui, il 20enne l’ha trascinata di forza nel suo appartamento, dove subito dopo è arrivato l’altro. La vittima ha riferito di avere subito abusi sessuali da parte di entrambi.

Gli aggressori sono di origine nigeriana, come la vittima.


La ragazzina, alla fine, ma solo alle sei del mattino, mentre i due dormivano, è riuscita a scappare a casa, dalla famiglia, che nel frattempo aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri di Cantù.

La madre e due familiari sono poi andati a casa dei due, dove è nata una colluttazione che ha richiamato una pattuglia della Polizia.

I due presunti violentatori sono stati portati in Questura, mentre la ragazza è andata in ospedale, dove i sanitari hanno confermato la violenza sessuale. Contestualmente i poliziotti hanno acquisito nell’appartamento teatro della violenza gli indumenti e le lenzuola che presentavano tracce evidenti.

Il Pm ha disposto il fermo dei due.

“La violenza sessuale è uno dei reati più meschini che esistano. Siamo arrivati addirittura, a Como, al rapimento e allo stupro di una bambina di 13 anni. I responsabili, due connazionali della giovane di 20 anni, meritano una pena esemplare”. E’ questo il commento di Riccardo De Corato, Assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia.

“Si tratta di cittadini nigeriani regolarmente presenti in Italia: come previsto dalla legge quindi non venga più rinnovato loro il permesso di soggiorno, in quanto questo genere di reati sono ostativi a ogni tipo di rinnovo, e vengano rimpatriati. Il Governo, tra i tanti accordi per i rimpatri, ne ha fatti anche con la Nigeria? Mi auguro che gli aguzzini della minorenne scontino la pena senza alcun tipo di riduzione e dopo vengano immediatamente accompagnati all’aeroporto”.

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