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Una tragedia che ha riportato alla mente ai meno giovani di noi la tragedia di Alfredino Rampi. Questa volta non c’è stata una diretta tv durata una notte intera con l’Italia davanti alle tv, ma il dolore è uguale, ti prende allo stomaco. Vincenzo, bambino di soli dieci anni, ha perso la vita cadendo in un pozzo artesiano durante una gita scolastica.
Vincenzo, stava giocando, inconsapevole del pericolo sotto di lui. Il coperchio di un pozzo ha ceduto improvvisamente sotto il suo peso, facendolo precipitare per quindici metri.
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Carmela Caligiore, un’operatrice dell’associazione che aveva organizzato la gita, ha capito subito il dramma ed ha provato di tutto per cercare di salvarlo. Purtroppo per il piccolo Vincenzo non c’è stato nulla da fare. L’operatrice, addirittura, che ha tentato di salvarlo calandosi nel pozzo, è scivolata a sua volta, rimanendo intrappolata.
Erano quasi le 13 di ieri. L’associazione “Doniamo sorrisi”, parte della fondazione Anffas, aveva organizzato un campo estivo dedicato all’integrazione di bambini disabili e normodotati. Tra i partecipanti c’erano Vincenzo e suo fratello. Durante una pausa presso una fattoria locale, i bambini giocavano liberamente vicino alle altalene, tranne Vincenzo che si è avvicinato al muretto che delimitava il pozzo. Forse ha iniziato a saltare sul coperchio di lamiera e quest’ultimo ha ceduto, spalancandosi sotto i suoi piedi.
Carmela Caligiore, accortasi della tragedia, ha tentato immediatamente di soccorrere il bambino, ma è rimasta anche lei nel pozzo rimanendoci incastrata. Ha chiesto di calarla con una fune ma poi non riusciva più andare né su, né giù. E’ stata liberata solo dai pompieri. Nonostante gli sforzi dei soccorritori, giunti con l’elicottero “Drago 148” e una squadra del Nucleo speleo-alpino fluviale, però, per il piccolo Vincenzo non c’è stato nulla da fare. È deceduto a causa delle gravi ferite riportate o, forse, per annegamento nell’acqua stagnante che riempiva parzialmente il pozzo. Verrà eseguita l’autopsia per stabilire la causa del decesso.
Il comandante dei vigili del fuoco di Siracusa, Ugo Macchiarella, ha dichiarato: «Siamo intervenuti immediatamente dopo la chiamata di soccorso. Purtroppo, quando siamo riusciti a recuperare il bambino, era già privo di vita. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma non c’è stato nulla da fare».
Carmela Caligiore è stata salvata, riportando solo contusioni e problemi respiratori. Dopo essere stata soccorsa e portata in ospedale a Siracusa, è stata dimessa in serata. La donna, ancora sotto shock, non riesce a darsi pace, ripetendo: «Non ce l’ho fatta, perché?».
La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, cercando di far luce sulle dinamiche della tragedia e verificare se il pozzo fosse adeguatamente segnalato. Il presidente della Fondazione Anffas e proprietario della fattoria, Giuseppe Giardina, sarà il primo ad essere ascoltato dai carabinieri. Sul corpo del piccolo Vincenzo verrà effettuata un’autopsia.
Il paese, intanto, è in lutto. Tutte le celebrazioni previste in onore di San Paolo Apostolo sono state sospese per rispetto della tragedia. Il sindaco, Salvatore Gallo, ha espresso il profondo cordoglio della comunità: «Nessuno può avere voglia di festeggiare, siamo sconvolti».
In serata, la comunità si è riunita in una veglia di preghiera per ricordare il piccolo Vincenzo e sostenere i suoi genitori, Salvo e Paola, entrambi impiegati nel servizio comunale di raccolta e smaltimento rifiuti. Psicologi e operatori stanno offrendo supporto alla famiglia, devastata dalla perdita del loro amato figlio.
Una tragedia che ha toccato il cuore di tutti e ci lascia riflettere sulla fragilità della vita. Continueremo a seguire gli sviluppi di questa drammatica vicenda.
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