Inaugurato il “Venice Hotel Market” 2020 all’aeroporto Marco Polo di Venezia

ultimo aggiornamento: 18/07/2020 ore 08:22

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E’ stato inaugurato questa mattina il “Venice Hotel Market” all’aeroporto Marco Polo, tradizionale evento che, tra seminari, workshop, presentazioni e il market place, ha attirato a Tessera gli albergatori e gli imprenditori della ristorazione e del beverage veneziani.

L’Associazione Veneziana Albergatori (Ava) ha infatti scelto di rilanciare e di proporre per il Venice Hotel Market un’edizione speciale. L’attuale situazione di emergenza a livello internazionale e le difficoltà determinate da un clima di incertezza hanno infatti reso necessario ripensare il Vhm 2020, la giornata dedicata al mondo dell’ospitalità.

Ava ha quindi voluto riunire tutti gli albergatori, ma anche ristoratori, baristi e altri professionisti dell’ospitalità veneziana, in una giornata che rappresenti “la ripartenza”. E ha scelto un luogo simbolico: dopo due edizioni alla Scuola Grande San Giovanni evangelista, quest’anno la fiera dedicata al turismo e all’ospitalità sarà ospitata dall’aeroporto Marco Polo di Venezia.

Alla regia dell’evento, anche quest’anno, Stefania Stea (vicepresidente Ava) e Lorenza Lain (tesoriera Ava), insieme al presidente dell’Associazione, Vittorio Bonacini e al direttore Claudio Scarpa. Per Save, che generosamente ha messo a disposizione gli spazi, sarà presente l’Ad Monica Scarpa.

Nel pomeriggio anche una visita del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

“In stretta collaborazione con Save – spiega il presidente Ava Vittorio Bonacini -, Ava vuole quindi tirare le somme su quanto è accaduto negli ultimi mesi e inaugurare, con la riapertura degli hotel ma anche con il ritorno di molte compagnie aeree che hanno riaperto le tratte su Venezia, una ripresa ma anche una nuova fase per il turismo veneziano”.

Negli spazi ampi e luminosi dello scalo veneziano, è tornata quindi l’esposizione con il tradizionale Market Place per incontrare i partner dell’ospitalità e per conoscere le ultime tendenze su arredo e oggettistica, cibo e vino, ma anche esibizioni e il dj-set. Ma all’interno di questo palinsesto sono previsti seminari, conferenze e altri appuntamenti dedicati ai professionisti del turismo e della ristorazione che l’anno scorso hanno partecipato a centinaia.

L’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, ha preso parte al taglio del nastro con l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, Stefania Stea (vicepresidente Ava, Associazione veneziana albergatori) e Lorenza Lain (tesoriere Ava), insieme al presidente dell’associazione, Vittorio Bonacini, e al direttore Claudio Scarpa. Per Save spa, che ha messo a disposizione gli spazi, presente l’amministratore delegato Monica Scarpa.

“In questa situazione difficile post lockdown – ha dichiarato l’assessore Venturini – ci sono tre punti cardine su cui lavorare. Il primo ruota attorno alla necessità, finora disattesa, che lo Stato e il governo riconoscano la centralità del settore turismo in Italia e lo affrontino assegnandogli la dignità che merita. Non ci troviamo di fronte a una costola di altri ministeri, come la Cultura. Il turismo è turismo, e merita i necessari sostegni per superare questa fase di difficoltà”.

“Ciò significa soprattutto ammortizzatori sociali per garantire la liquidità aziendale e il non licenziamento dei lavoratori, con prolungamento di almeno altri 18 mesi della cassa integrazione. Ciò – ha continuato l’assessore – deve andare di pari passo con una concezione più estesa della filiera turistica, che a Venezia è molto vasta e comprende per esempio il trasportatore di bagagli al porto come quello di merci da e per gli alberghi, per arrivare fino a tutte quelle figure professionali che, pur rientrando a pieno titolo nel settore, non sono riconosciute come tali per il riconoscimento di previdenze e crediti”.

L’assessore Venturini si è poi concentrato sulla partita che coinvolge l’Italia a livello europeo: “Sarà fondamentale spendere bene le risorse che arriveranno da Bruxelles – ha affermato – allocandole dove c’è più bisogno. Sono soldi dei contribuenti e non sono infiniti, dovranno servire a mantenere salde le aziende turistiche e a evitare che il settore venga svenduto a operatori esteri che poi porterebbero gli utili altrove”.

Infine il ragionamento si è concentrato sulla necessità di poteri speciali per le città turistiche, che più delle altre stanno soffrendo le conseguenze delle restrizioni per il contrasto del Coronavirus: “Tutti abbiamo capito che non possiamo pensare di fare la guerra all’aeroporto o al porto, che invece rappresentano due asset d’accesso dei turisti importantissimi per la competitività di un territorio – ha puntualizzato Venturini – Dobbiamo lavorare insieme affinché si parta non come prima, ma meglio di prima, ma per farlo servono poteri che oggi le città turistiche non hanno. Tra le nostre richieste inviate a Roma per iscritto c’è anche il conferire una specificità alle città d’arte o, almeno, a Venezia. Una specificità che non può essere più negata, in particolare per la gestione di alcuni fenomeni come le locazioni turistiche brevi o le dinamiche commerciali che trasformano le botteghe cittadine in negozi turistici. Su questo – ha concluso – i Comuni non hanno alcuna possibilità di intervenire, gestire o limitare alcunché”.

Come detto, argomento obbligato tra i professionisti dell’ospitalità veneziana la situazione d’emergenza che si è creata a causa del Covid-19, ma non solo: numerosi i seminari e le conferenze su, per esempio, i provvedimenti del governo per la categoria, il sostegno della vendita diretta attraverso le nuove tecnologie, gli strumenti e le novità di Google per la disintermediazione delle strutture ricettive, il miglioramento dell’esperienza di pagamento dei clienti cinesi, la realtà delle shopping community e delle reti d’impresa nel settore dell’hospitality. In chiusura il dj set di Francesco Trizza.

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