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Venezia, uomo si immerge dal piazzale della stazione e non riemerge

VENEZIA – Il corpo di un uomo è stato recuperato all’alba di ieri nel Canal Grande, di fronte al piazzale della stazione ferroviaria di Santa Lucia. La scoperta è avvenuta tra le 4.30 e le 5 del mattino, quando alcuni passanti hanno notato un corpo galleggiare sull’acqua e hanno immediatamente avvertito le forze dell’ordine. Sul […]

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VENEZIA – Il corpo di un uomo è stato recuperato all’alba di ieri nel Canal Grande, di fronte al piazzale della stazione ferroviaria di Santa Lucia. La scoperta è avvenuta tra le 4.30 e le 5 del mattino, quando alcuni passanti hanno notato un corpo galleggiare sull’acqua e hanno immediatamente avvertito le forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo natanti, la polizia locale e il personale del Suem 118. Mentre i vigili del fuoco hanno provveduto al recupero della salma, i sanitari hanno constatato il decesso dell’uomo. Successivamente il corpo è stato trasferito all’obitorio per i primi accertamenti.

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Le verifiche iniziali hanno permesso di identificare la vittima: si tratta di R.H., 33 anni, residente in provincia di Firenze e di origini cinesi. Il giovane si trovava a Venezia, ma secondo le prime informazioni non risultava alloggiato in alcuna struttura ricettiva della zona.

Gli investigatori hanno avviato fin da subito le indagini per chiarire le circostanze dell’accaduto. Dalle prime analisi non sono emersi segni di violenza o elementi che possano far pensare a un’aggressione. Le ipotesi più accreditate, al momento, sono due: un gesto volontario o un incidente avvenuto mentre l’uomo si trovava in prossimità dell’acqua.

Nel corso della mattinata i carabinieri hanno visionato le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza comunali presenti nella zona. Dai filmati sarebbe emerso che l’uomo, poco prima delle 4, si era tolto i vestiti e li aveva ripiegati con ordine sulla fondamenta, accanto agli effetti personali e ai documenti, per poi scendere verso l’acqua. Dopo essersi immerso, non sarebbe più riemerso.

L’ordine con cui gli indumenti erano stati disposti a terra ha inizialmente fatto ipotizzare un gesto deliberato, ma gli investigatori non hanno trovato elementi certi per confermare questa ipotesi. Al contrario, è emersa la possibilità che l’uomo volesse semplicemente fare un bagno e sia scivolato, forse a causa dello strato viscido di alghe che ricopre i gradini in pietra delle fondamenta, o che abbia accusato un malore subito dopo l’immersione.

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La temperatura notturna, scesa sotto i dieci gradi in questi giorni, potrebbe aver contribuito a un improvviso shock termico nel momento in cui l’uomo è entrato in acqua. Questo, unito alla scarsa visibilità e alla profondità del canale, avrebbe potuto rendere impossibile risalire in superficie.

Gli inquirenti hanno escluso la presenza di altre persone al momento dei fatti. Dalle immagini delle telecamere non risulta infatti che qualcuno fosse nei pressi dell’uomo quando si è tuffato, né che vi siano stati comportamenti riconducibili a una colluttazione o a un tentativo di spinta. Anche i primi rilievi medico-legali hanno confermato l’assenza di segni di violenza sul corpo.

Il ritrovamento degli effetti personali, in particolare dei documenti di identità, ha consentito di risalire rapidamente all’identità del giovane e di contattare i familiari, residenti in Toscana. Il sostituto procuratore di turno, Laura Cameli, informata dai carabinieri dell’esito degli accertamenti, ha disposto la restituzione della salma alla famiglia.

Dalle 5 del mattino, per consentire i rilievi e il recupero del corpo, l’area del Canal Grande di fronte alla stazione è stata temporaneamente interdetta al traffico acqueo. Gondolieri, taxi e barche per il trasporto merci sono stati invitati a spostarsi più avanti lungo il canale. Le operazioni si sono protratte per alcune ore, fino al completo ripristino della viabilità fluviale.

La ricostruzione dei fatti, basata sugli orari delle segnalazioni e sulle immagini delle telecamere, sembra delineare una dinamica priva di coinvolgimenti esterni. R.H. si sarebbe trovato da solo in zona nelle prime ore del mattino, quando Venezia è quasi deserta. Le autorità ipotizzano che stesse passeggiando nei pressi della stazione, forse per ammirare la città in un momento di quiete, prima di decidere di avvicinarsi all’acqua.

Non è raro, secondo gli operatori locali, che durante la notte alcune persone si spingano lungo le fondamenta per osservare la laguna o scendere sugli scalini per rinfrescarsi. Tuttavia, la presenza di alghe e la scarsa illuminazione rendono quei punti particolarmente pericolosi.

L’episodio ha destato emozione tra i residenti e gli operatori che lavorano quotidianamente in quell’area del Canal Grande, frequentata fin dalle prime ore del giorno da pendolari, turisti e addetti al trasporto. La zona, tra le più trafficate della città, è tornata alla normalità solo dopo che i carabinieri hanno concluso i rilievi e rimosso le transenne.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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