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giovedì 24 Giugno 2021

Venezia, Unesco e turisti: dopo 2 anni non si sa ancora come contarli

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Solo un collegamento tra Comune, Unesco e Ministero ai Beni Culturali, può garantire un controllo e una supervisione sulla sopportabilità di presenze turistiche in città, ma per ora non è possibile conoscere il dato necessario all’esame della situazione, che è stata analizzata dalla competente commissione presieduta da Giorgia Pea, a Ca’ Farsetti

L’Assessora al Turismo Paola Mar ha spiegato che i dati che potrebbero influire sullo studio in atto, sono incompleti, e che per il momento non è possibile rispondere all’esigenza dell’Unesco di conoscere il numero dei flussi turistici e quindi di consentire una valutazione oggettiva di chi visita la città, che non è solo una risorsa per Venezia, ma anche un emblematico problema.

Questa dichiarata “impossibilità” è stata criticata da Monica Sambo e Nicola Pellicani del pd, dal M5S con Elena La Rocca, che ritengono questo ritardo molto preoccupante (evidentemente la tecnologia non basta) e in controtendenza rispetto l’urgenza che la città esprime.

Il progetto, dopo due anni e mezzo di governo dovrebbe interessare il rapporto con il turismo, anche attraverso la nascita di una cabina di regia in grado di far conoscere il numero delle persone che calpestano l’Area Marciana e insieme l’offerta di indirizzi specifici sui servizi, sui periodi dell’anno più accessibili a chi vuole visitare Venezia.

La commissione consiliare dovrà farsi carico di tutte quelle domande insite nel documento dell’Unesco, che dopo aver minacciato di cancellare la città lagunare dai siti Patrimonio dell’Umanità, ha concesso due anni di tempo per la ricerca di soluzioni riparative. Prima fra tutte la difesa della residenza e la tutela ambientale.

Dal canto suo, l’Assessora Paola Mar ha ricordato fra le altre, la positività della campagna “Enjoy and respect Venice”, una sorta di calendario informativo per il turista, per renderlo collaborativo e in grado di scegliere consapevolmente quando e come Venezia è in grado di rendere omaggio all’ospite.
Molte cose sono state fatte, ha considerato il consigliere Maurizio Crovato e altre sono in cantiere, ma la strada è ancora lunga e le richieste dell’Unesco, invece, si fanno pressanti.

Venezia attende che qualcosa succeda e che possa cambiare il destino di una città d’acqua che presenta tante bellezze insieme ad altrettante contraddizioni legate alla sua unicità, patrimonio d’arte e di umanità.

Un resoconto curato da tutte le forze economiche e culturali della città potrebbe fornire all’Unesco e non solo, la visione di una città che affronta con coraggio le sue contraddizioni, ma per farlo, deve essere messa nelle condizioni di essere una città che “vive”, che ha a cuore i suoi residenti, che sa creare armonie tra flussi, trasporti e tutela ambientale, che sa inventare lavoro e nuove opportunità.
La continua offerta turistica, che sta investendo anche Mestre, non fa che respingere tutte le buone intenzioni.

Andreina Corso

(foto: Enzo Pedrocco)

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Una persona ha commentato

  1. entro dieci anni Venezia sarà come Torcello. A spintoni ce ne andremo tutti, Mestre turistica-Murano turistica, Lido turistico, Vignole turistica. Traffico acqueo e di terra diretto verso Venezia, intasamenti ed inquinamento di ogni tipo. Venezia città di palafitte sprofonda per Porto Marghera, un’altro scavo e sparisce.

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