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Venezia, slittano ancora i tempi per il Mose

Ancora slittano i tempi per la definitiva chiusura dei lavori del Mose. Sono quaranta le opere che entro la fine del 2018 dovranno essere completate e già dai primi mesi del 2019 dovrebbe partire l’auspicata sperimentazione del Mose (Modulo Sperimentale elettromeccanico). Un impegno alquanto gravoso spiegato e discusso a Ca’ Farsetti nelle competenti commissioni consiliari […]

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Il ministro Delrio a Venezia, visita al Mose e a Porto Marghera

Ancora slittano i tempi per la definitiva chiusura dei lavori del Mose.

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Sono quaranta le opere che entro la fine del 2018 dovranno essere completate e già dai primi mesi del 2019 dovrebbe partire l’auspicata sperimentazione del Mose (Modulo Sperimentale elettromeccanico).

Un impegno alquanto gravoso spiegato e discusso a Ca’ Farsetti nelle competenti commissioni consiliari in materia di Infrastrutture, Attività produttive e Opere pubbliche.

In bilico quindi e ancora provvisoria appare la funzionalità effettiva delle dighe mobili, il Consorzio Venezia Nuova ipotizza come data il 2021 per la realizzazione di quelle strutture che dovrebbero impedire le alte maree. Il collaudo appare lontano, per quel che è stato definito un ‘cronoprogramma’, per i problemi rilevati dalle stesse imprese che lavorano sul Mose.

I problemi sono anche di carattere economico, oltre che temporale e tecnico, gestione e manutenzione necessitano come minimo di 80milioni di euro l’anno, le paratoie saranno affidate all’Arsenale per la loro manutenzione, permettendo così di garantire oltre 200 posti di lavoro in centro storico.

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L’impresa Condotte, una delle protagoniste del Consorzio, ha chiesto il concordato preventivo per poter rispondere finanziariamente all’esigenza della realizzazione dei lavori, lamentando di fatto «l’oggettiva difficoltà di incasso degli ingenti crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni».

A questo punto si intreccia un problema legale che investe la complessità dei rapporti tra Consorzio Venezia Nuova e Imprese, mentre i cantieri Mantovani sono fermi e l’attività bloccata fino a quando non arriveranno quei 35milioni di euro spettanti in virtù di un accordo con la Prefettura, a fine febbraio, per pagare i lavori arretrati, continuare le opere e restituire il lavoro agli operai.

Il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio (che ha garantito ulteriori 220 milioni di euro per la prosecuzione dei lavori) da Roma, con il prefetto Paola Basilone e il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, durante una riunione operativa ha convenuto sulla necessità di ultimare i lavori, ma i tempi della realizzazione dell’opera non sono prevedibili e in forse appare anche l’attuale gestione.

Andreina Corso

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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