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Venezia, si insediano Consiglio comunale e giunta. Brugnaro: «Smaschererò le bugie»

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Osservanza stretta delle misure precauzionali anti Covid, con controlli della temperatura corporea, autocertificazioni, visiere in plastica e igiene delle mani, prima dell’accesso a Ca’ Farsetti, per i consiglieri e gli assessori che oggi, giovedì 15 ottobre, si sono insediati in Comune. A coordinare i lavori il consigliere Alessandro Scarpa Marta, dopo quasi un’ora e mezza di ritardo rispetto alla tabella di marcia che avrebbe voluto l’apertura alle 14. Accesso interdetto alla cittadinanza, che ha potuto seguire la diretta sul sito del Comune. Per i giornalisti accesso scaglionato alla sala consiliare solo per 10 minuti alla volta.

«Apro a tutti i consiglieri e candidati sindaco, la disponibilità vera, mia personale e non solo, perché finalmente Venezia riscopra il senso di città, ce lo chiedono i cittadini. La campagna elettorale è finita, abbiamo bisogno di proposte, idee, di confrontarci. È un momento storico straordinariamente importante è difficilissimo».

Inizia così l’intervento del riconfermato sindaco Luigi Brugnaro, durante l’insediamento del nuovo Consiglio comunale di Venezia. Trentasette i consiglieri presenti, in un’assemblea municipale a porte chiuse, con mascherine e distanziamento tra gli scranni della Sala consiliare, nel rispetto delle norme anti-covid. «Ringrazio i cittadini per la grande fiducia e per l’attestato di stima non solo nei miei confronti ma di chi ha lavorato con noi», ha aggiunto Brugnaro, prima di presentare la nuova giunta, composta oltre che dalla sua lista da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Parlando delle sfide che la nuova ondata di Covid muove al Paese, Brugnaro ha aggiunto: «non sappiamo quando finirà l’epidemia, ma siamo consapevoli che l’economia mostrerà il lato drammatico nei prossimi mesi. A Venezia abbiamo sofferto tantissimo, qualcuno ha speculato. Abbiamo affrontato prima l’acqua granda e poi l’epidemia, io son stato chiuso in centrale operativa per mesi. Abbiamo dato un esempio di compattezza a tutti».

Consiglieri

Presenti 37 consiglieri, numero valido che ha permesso di procedere alle votazioni. Chiamati e confermati tutti i consiglieri: Alessandro Baglioni, Pier Paolo Baretta, Alex Bazzaro, Riccardo Brunello, Maika Canton, Paolino D’Anna, Ermelinda Damiano, Alberto Fantuzzo, Marco Gasparinetti, Enrico Gavagnin, Paola Mar, Giovanni Giusto, Giovanni Martini, Emanuele Muresu, Emanuele Rosteghin, Giuseppe Saccà, Monica Sambo, Matteo Senno, Paolo Ticozzi, Cecilia Tonon, Sara Visman, Stefano Zecchi, Paolo Romor, Gianfranco Bettin, Alessandro Scarpa, Chiara Visentin, Emanuela Zanatta, Enrico Gavagnin, Deborah Onisto, Silvia Peruzzo Meggetto, Francesca Rogliani, Francesco Zingarlini, Aldo Reato, Chiara Visentin, Paolo Tagliapietra, Alessio De Rossi, Giorgia Pea, Nicola Gervasutti, Barbara Casarin, Riccardo Brunello. Poi è stato il turno degli assessori.

La giunta

La giunta aveva fatto la sua prima uscita pubblica qualche giorno fa, ufficializzati: Laura Besio, Renato Boraso, Sebastiano Costalonga, Massimiliano De Martin, Paola Mar, Silvana Tosi, Simone Venturini, Francesca Zaccariotto, Michele Zuin, e Andrea Tomaello, il vicesindaco. A maggioranza, 22 voti a favore e tutta l’opposizione astenuta, è stata eletta presidente del Consiglio Ermelinda Damiano che, dopo i ringraziamenti per la riconferma al medesimo ruolo della consiliatura precedente, ha promesso il suo impegno per la città e si è commossa nel farlo. Il consigliere Stefano Zecchi è stato l’unico a proporre il nome di Deborah Onisto, come presidente.

Mose

Il sindaco Luigi Brugnaro ha poi eseguito il giuramento sulla Costituzione. Ha ricordato le forze di maggioranza che lo hanno appoggiato, Forza Italia, Fratelli D’Italia, Lega e la lista Civica Le Città e poi ha iniziato un lungo discorso, a cominciare dal debito ereditato dall’amministrazione precedente, che negli anni del primo mandato la maggioranza, quasi tutta riconfermata, ha riassestato per 80 milioni. «Andrò casa per casa a smascherare le bugie di chi ha speculato – ha detto Brugnaro, chiedendo ai consiglieri di maggioranza di non cedere alle provocazioni – Alle critiche sul Mose rispondo che oggi per la seconda volta la città ha mostrato che l’opera funziona. Non è costato molto – ha ricordato – se paragonato al ponte Morandi di Genova, per il quale i soldi sono stati trovati subito ed è diventato un modello».

Un discorso di oltre trenta minuti quello del primo cittadino, che ha toccato molti punti dell’amministrazione, dai nuovi equilibri politici nelle Municipalità, all’apertura verso le opposizioni. Il sindaco ha parlato anche del tema Recovery fund. «Questo consiglio comunale – ha osservato – ha il dovere di ragionare su proposte concrete perché l’Italia si ricordi di Venezia nel rilancio dell’economia: ci sono 200 miliardi di Recovery fund che verranno gestiti nei prossimi mesi». Quindi il tema dell’unione tra forze politiche veneziane, per fare squadra a Roma.

Porto

Il sindaco ha ricordato le questioni rimaste aperte riguardo al porto, la crocieristica, l’offshore e i lavoratori che hanno protestato «perché senza stipendio da mesi», rischiando anche la commozione. E sul progetto di un porto offshore, il primo cittadino ha detto di ritenerlo un’alternativa per le merci, non per il turismo, anche perchè, «potrebbe esser pronto tra 15 anni». Infine l’appello ai sindacati, «non dividere sempre come se nelle scuole comunali non funzionasse nulla. C’è qualcuno – ha detto – che cerca il protagonismo, soprattutto certi esponenti di certe sigle. Chiedo abbiate più pazienza e meno prepotenza. Aiuteremo l’assessore Besio che si è insediata da poco, ci sono degli equilibri da rispettare». Nell’intervento del primo cittadino anche la difesa del termovalorizzatore di Fusina. Nella seduta sono stati infine votati i vicepresidenti del Consiglio: Paolo Romor e Alberto Fantuzzo con 22 e 12 voti rispettivamente. Infine si è svolta la votazione sull’ultimo punto all’ordine del giorno con l’elezione dei componenti della commissione elettorale comunale: Riccardo Brunello, Matteo Senno, Emanuela Zanatta (componenti effettivi); Francesca Rogliani, Maika Canton, Giuseppe Saccà (componenti supplenti).

Gli interventi

Si è aperto infine il dibattito in cui sono intervenuti Pier Paolo Baretta, che ha proposto l’apertura di un confronto per il recovery fund, le scelte urbanistiche e il sociale; Sara Visman, che ha chiesto un dialogo sui temi; Giovanni Andrea Martini ha sottolineato il valore della trasparenza e del coinvolgimento della cittadinanza. Marco Gasparinetti ha ribadito l’urgenza di intervenire sui temi della crisi economica, sanitaria, della scuola e del trasporto pubblico; Stefano Zecchi, ponendo l’accento sull’autonomia, ha parlato di Venezia come di una città di accoglienza culturale e intellettuale. Alex Bazzaro ha auspicato l’arrivo di nuove risorse per Venezia. Cecilia Tonon ha proposto una politica fatta di punti comuni, di contatto con le Municipalità e il territorio. Paolino D’Anna ha evidenziato l’importanza di lavorare per il bene della città e Paolo Romor ha evidenziato il significato dell’apertura alla collaborazione e a un confronto costruttivo. Alberto Fantuzzo ha invitato tutti i colleghi a fare un salto indietro per compierne due in avanti per il bene della città. Giovanni Giusto ha evidenziato il difficile momento che sta vivendo Venezia ribadendo come non sia più tempo di contrapposizioni ma di azioni concrete. Maika Canton ha chiuso gli interventi confermando la disponibilità al dialogo.

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