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Venezia sfiora la vittoria con la Juve, Di Francesco: “Andrò da Sant’Antonio”

A una Juventus che in campionato non guarisce dalla sua pareggite acuta fa da controcanto un Venezia eroico e mai domo che rialza la testa alla fine. La vittoria veneziana sfuma solo al 95′ a causa di un rigore (discutibile) di Vlahovic e sarebbe stata la prima storica vittoria lagunare in casa dei bianconeri. Un […]

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A una Juventus che in campionato non guarisce dalla sua pareggite acuta fa da controcanto un Venezia eroico e mai domo che rialza la testa alla fine. La vittoria veneziana sfuma solo al 95′ a causa di un rigore (discutibile) di Vlahovic e sarebbe stata la prima storica vittoria lagunare in casa dei bianconeri. Un risultato comunque positivo per Eusebio Di Francesco, tuttora ultimo ma non più da solo, almeno fino a che il Monza non scenderà in campo a Lecce oggi all’ora di pranzo.

I gol: nel pt 19′ Gatti, nel st 16′ Ellertsson, 38′ Idzes, 51′ Vlahovic (rigore). Ma il tabellino non descrive bene una partita che si è giocata per buona parte sotto il tetto di fischi di tifosi bianconeri. Vlahovic evita la figuraccia contro l’ultima in classifica (sic…) : il serbo al 95′ evita il tonfo su rigore, poi dopo un confronto con i tifosi rientra negli spogliatoi prima dei compagni e si becca gli insulti della Sud. Grande assente Thiago Motta: squalificato e costretto ad assistere alla sfida dalla tribuna.

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In panchina c’è il vice Hugeux, in campo è la stessa Juve vista contro il City ad eccezione degli americani McKennie e Weah al posto di Locatelli e Conceicao.
Di Francesco invece cerca l’impresa sotto la Mole affidandosi a capitan Pohjanpalo e in mediana sceglie il grande ex Nicolussi Caviglia.

Al 19′ la sfida si sblocca su calcio piazzato: la traiettoria di Koopmeiners è allungata da Thuram, sul secondo palo Gatti è dimenticato da Idzes e deve appoggiare in rete da pochi passi. La partita sembra tutta in discesa per la Juve, anche perché il Venezia perde anche Svoboda per un problema al ginocchio ed è sostituito da Altare, ma nell’ultimo quarto d’ora escono fuori gli arancioneroverdi in tenuta azzurra-marina-laguna. L’azione più bella alla mezz’ora: Pohjanpalo fa la sponda per Andersen e il destro al volo del centrocampista colpisce la parte alta della traversa. E servono pure gli interventi alla disperata di Thuram e Koopmeiners per chiudere su altri tentativi dei lagunari, che nonostante la pressione rientrano negli spogliatoi sotto di un gol.

All’ora di gioco, ecco l’episodio che gela lo Stadium: cross di Zampano, Ellertsson, di testa, anticipa Savona e Di Gregorio è battuto. Dalla panchina entrano i rinforzi Douglas Luiz e Conceicao per Koopmeiners e Weah, sul cross di Vlahovic deviato da Idzes è reattivo Stankovic ad alzare in angolo. La Juve si inceppa di nuovo, il Venezia sogna proprio con il difensore indonesiano che vince il duello con Gatti e supera Di Gregorio.

Ai bianconeri dagli spalti viene chiesto di tirare fuori gli attributi, ma il pareggio arriva solo con una specie di beffa: Giua giudica da rigore un fallo di mano di Candela e Vlahovic non sbaglia dal dischetto al 95′. La partita è finita nel rettangolo ma continua fuori: la squadra va a rapporto sotto la curva Sud, il serbo è il più bersagliato e si alza il coro “Uomo di m…”.

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“Personalmente l’anno scorso a Torino l’ho persa al 90′, oggi l’ho pareggiata. Credo che siano due punti persi, non abbiamo avuto malizia e dovevamo gestire meglio la palla sul calcio d’angolo che poi porta all’episodio del rigore. Mi dispiace, perché una partita del genere la dobbiamo portare a casa e l’avremmo meritata per quanto mostrato. Se abbiamo pareggiato, comunque, è solo colpa nostra”. Così Eusebio Di Francesco, intervistato da Sky Sport nel dopopartita di Juventus-Venezia.

“Nel finale sul corner era palla nostra, certe cose ce le devi avere – dice ancora il tecnico del Venezia -. Devi capire che la palla non deve più tornare dall’altra parte. Non dico di fare fallo, ma un minimo di malizia ci vuole. La società riconosce che c’è un lavoro dietro e c’è crescita, ma mancano questi particolari che non si possono più sbagliare”.

A Di Francesco non “gira bene” da troppo tempo…”Me lo merito, andrò da Sant’Antonio, che Padova è vicina… – commenta – , ma la squadra c’è. Non mi piace attaccarmi alla fortuna e alla sfortuna, una squadra che non c’è non fa questa prestazione”.

E speriamo nell’intercessione del Santo, dato che la seconda metà della classifica è questa:
Empoli 19, Torino 19, Roma 16, Parma 15, Genoa 15, Cagliari 14, Lecce 13, Como 12, Verona 12, Monza 10, Venezia 10 .

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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