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Venezia, serve un miracolo contro la Juventus per sperare

Al Penzo si gioca una finale: Il Venezia ha bisogno di un’impresa per non tornare in Serie B. Novanta minuti per restare aggrappati alla Serie A. Novanta minuti per trasformare la paura in speranza, la disperazione in impresa. Stasera al Pier Luigi Penzo (ore 20.45) il Venezia si gioca la permanenza nella massima serie in […]

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Al Penzo si gioca una finale: Il Venezia ha bisogno di un’impresa per non tornare in Serie B. Novanta minuti per restare aggrappati alla Serie A. Novanta minuti per trasformare la paura in speranza, la disperazione in impresa. Stasera al Pier Luigi Penzo (ore 20.45) il Venezia si gioca la permanenza nella massima serie in una delle sfide più difficili dell’anno: di fronte c’è la Juventus, a caccia dei tre punti che le garantirebbero matematicamente un posto in Champions League. Ma per gli arancioneroverdi questa non è una semplice partita. È l’ultima spiaggia.

Il destino del Venezia non dipende solo da sé stesso. Oltre a una vittoria contro i bianconeri, serviranno infatti risultati favorevoli dagli altri campi: il Lecce dovrà cadere contro la Lazio all’Olimpico, e l’Empoli non dovrà avere la meglio sul Verona al Castellani. Solo in questo caso, lo “sgambetto” alla Vecchia Signora manterrebbe viva la fiammella della salvezza. In caso di pareggio tra Empoli e Verona, un successo lagunare aprirebbe le porte al playout contro i toscani. Insomma, il margine di errore è praticamente nullo.

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Un Penzo sold out e una squadra in silenzio

A rendere tutto più teso è il clima di silenzio che aleggia attorno alla squadra. Nessuna conferenza stampa prepartita, nessuna informazione ufficiale sulle condizioni dei giocatori, in particolare su Oristanio, uscito in lacrime da Cagliari dopo una brutta botta. Una scelta che, a fronte dell’importanza della gara, ha lasciato spiazzati anche i tifosi. La società ha scelto di chiudersi in un rigoroso silenzio, lasciando parlare solo il campo.

L’assenza più pesante sarà quella di capitan Idzes, squalificato. Per sostituirlo nel cuore della difesa, Eusebio Di Francesco valuta il giovane Marcandalli, adattabile in un 3-5-2 che dovrebbe vedere Schingtienne e Candé a completare il reparto. Sverko è una possibile alternativa, sebbene lontano dal campo da mesi. In avanti, al fianco di Yeboah, potrebbe esserci Maric, più mobile rispetto a Gytkjaer e Fila.

Davide contro Golia

Sulla carta, il confronto con la Juventus appare impari. I bianconeri sono in crescita e, come ha detto alla vigilia il tecnico Igor Tudor, “serviranno testa e cuore, dovremo sudare fino alla fine”. La Juve si presenta a Venezia con molte alternative e qualche recupero importante: tornano a disposizione McKennie, Veiga e Koopmeiners, mentre in attacco Vlahovic è in vantaggio su Kolo Muani per una maglia da titolare. Tudor, che in due mesi ha portato ordine e fiducia, cerca anche una riconferma per la prossima stagione. Ma sa bene che al Penzo troverà un ambiente infuocato.

Venezia e il cuore del suo popolo

Il Penzo sarà sold out, come nelle grandi occasioni. Una cornice carica di passione che non ha mai smesso di credere nella squadra. In un momento così delicato, il Venezia non dimentica però il suo legame con il territorio: questa sera, prima del match, saranno consegnati 11.690 euro raccolti attraverso il “Calendario Perazza 2025”. I fondi andranno al reparto pediatrico dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e alle sezioni locali dell’Enpa, a testimoniare come il club arancioneroverde sia anche un presidio sociale, non solo sportivo.

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Sognare non costa nulla

L’ultima gara casalinga della stagione, a un anno esatto dalla vittoria nei playoff contro la Cremonese, potrebbe segnare il ritorno in Serie B o l’inizio di un’insperata rinascita. Il Venezia deve crederci fino all’ultimo secondo, perché il calcio, si sa, regala storie incredibili proprio quando tutto sembra perduto. E una città intera è pronta a sostenere i suoi colori, anche contro ogni pronostico.

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A cura della redazione di www.lavocedivenezia.it .
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