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Venezia, ruba portafoglio ad una turista che però è assieme alla figlia poliziotta: due arresti

Stava per essere l’ennesimo borseggio tra le calli di Venezia, l’ennesimo numero di questa pessima statistica, quando tutto è stato scoperto perché questa volta le borseggiatrici hanno scelto la vittima “sbagliata”. L’episodio è avvenuto martedì pomeriggio in campo San Zulian, nel cuore delle Mercerie, una delle aree più frequentate dai turisti e spesso teatro di […]

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Stava per essere l’ennesimo borseggio tra le calli di Venezia, l’ennesimo numero di questa pessima statistica, quando tutto è stato scoperto perché questa volta le borseggiatrici hanno scelto la vittima “sbagliata”. L’episodio è avvenuto martedì pomeriggio in campo San Zulian, nel cuore delle Mercerie, una delle aree più frequentate dai turisti e spesso teatro di piccoli furti ai danni dei visitatori. Protagoniste della vicenda una donna romana in vacanza con la figlia, agente della Polizia di Stato in servizio alla questura di Roma.

Secondo quanto ricostruito, le due si trovavano in città per trascorrere qualche giorno di vacanza e incontrare alcuni amici di famiglia. Mentre passeggiavano tra la folla tre giovani donne, tutte di origine bosniaca, avrebbero individuato l’anziana come possibile bersaglio, tentando di sottrarle il portafoglio approfittando della calca e della distrazione dei turisti. La figlia, tuttavia, si sarebbe accorta dei movimenti sospetti del gruppo. In particolare, ha visto che una delle tre giovani teneva in mano un portafoglio identico a quello della madre. L’agente si è così qualificata e ha fermato due delle tre borseggiatrici, mentre la terza è riuscita a fuggire facendo perdere le proprie tracce.

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Le due donne bloccate avrebbero tentato di giustificarsi, sostenendo di aver trovato il portafoglio per terra e di volerlo restituire. La versione non ha convinto l’agente, che ha proceduto all’arresto in flagranza. Sebbene in vacanza, la poliziotta ha potuto intervenire in quanto, per legge, gli appartenenti alla Polizia di Stato sono considerati in servizio anche fuori dall’orario di lavoro, quando si trovano davanti a un reato.

Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia locale e della questura di Venezia, che hanno preso in consegna le due arrestate. Una delle donne, di 24 anni e in stato di gravidanza, è stata rilasciata poco dopo con una nuova misura restrittiva per fatti precedenti. La seconda, di 32 anni, è stata trattenuta in cella per una notte e poi condotta il giorno successivo davanti al giudice monocratico Riccardo Incardona per la convalida dell’arresto.

Durante l’udienza, la donna, ha visto convalidato l’arresto. Nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Venezia. La difesa ha chiesto i termini per preparare il caso, e il processo per direttissima è stato fissato per il 28 gennaio. Le indagini proseguono per individuare la terza componente del gruppo, riuscita a fuggire al momento dell’intervento della poliziotta.

Le autorità locali hanno evidenziato come le zone di San Zulian e delle Mercerie siano da tempo considerate aree a rischio per la presenza di bande di borseggiatori, spesso composte da donne che agiscono in gruppo e colpiscono i turisti nei momenti di maggiore affollamento. Così, l’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle città d’arte e sulle misure necessarie per contrastare il fenomeno dei furti con destrezza.

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Nelle stesse ore, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha annunciato che il tema sarà affrontato nel prossimo decreto sicurezza in fase di elaborazione. Tra le proposte, la reintroduzione della procedibilità d’ufficio per i reati di borseggio, superando la necessità della querela di parte prevista dalla legge Cartabia.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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4 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Pare che la legge Cartabia, approvata nel 2021 sotto il governo Draghi, sia misteriosamente diventata responsabilità del governo Meloni. Magia? No, solo memoria selettiva.

    Ricordiamolo:

    Draghi, il salvatore chiamato dalle élite europee, dalle multinazionali e dalla sinistra, ha messo la firma su quella riforma.

    Cartabia, ministra della giustizia, non era certo in quota Fratelli d’Italia.

    Ma tranquilli, se qualcosa non funziona… è colpa di Meloni. Sempre. Anche se non c’era.

  2. La legge Cartabia è stata fatta per i colletti bianchi , i politici amici degli amici etc…. purtroppo vale anche per scippatori e spacciatori …..e così qualcuno sta con le ch**ppe coperte e la gente viene derubata e la droga gira libera…

  3. Ecco, stavolta la fortuna ha voluto che la figlia fosse un agente di polizia e così la Legge Cartabia non ha fatto danni, ma no sempre è così….eliminare sta Legge che tutela i farabutti!!!!

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