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Venezia, osterie scomparse o trasformate
DA OSTERIA A IRISH PUB
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“Bottiglieria da Costante” o “Osteria da Costante”, in Corte dei Pali a Cannaregio. Fintantoché rimase tale, e non venisse trasformata nel corso degli anni, com’è noto, in un irish pub, ricordo che, ogniqualvolta vi passavo accanto, vi entravo a colpo sicuro: certo di trovarvi il mio carissimo amico Aldo Vianello, noto poeta veneziano scomparso anni addietro, intento a giocare a carte con altri clienti del locale.
Oppure, come talvolta accadeva, concentrato e pensoso in un tavolino appartato, intento a registrare in un block notes che portava sempre con sé qualche sua lirica, destinata, con ogni probabilità, al libro a cui stava lavorando in quel momento.
Tutte cose a ogni modo che non gli impedivano, tuttavia, di gradire la mia visita e di distaccarsi temporaneamente da esse e farci assieme un’ “ombra” di vino accompagnata da qualche “cicheto”, in particolare dei fagottini di prosciutto crudo di Parma adagiati su fette di pane tostato per i quali il locale era conosciuto.
E parlarmi magari del suo ultimo libro uscito in libreria, proponendomi di cogliere l’occasione di acquistarlo direttamente da lui, con tanto di dedica e di sconto amichevole, come era solito fare.
ENZO PEDROCCO
(Foto tratta da: “Osterie a Venezia”, 1992 – Edizioni del Lombardo – Veneto)
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Mio nonno era oste esperto, osteria “ai bari” fino al 1952, anno della sua morte. Praticamente allora solo vini rossi: locali: nostrano, piave, verona, meno locale albana. Andava personalmente col mediatore nelle campagne per scegliere i vini dai contadini, siccome in quei tempi un po’ bellici non si fidava, una volta scelto il vino, sigillava la botte con ceralacca marcata con un suo anello sigillo speciale. Era molto conosciuto anche per il “foresto” vino molto alcolico (18 gradi) che arrivava dalle Puglie, specialmente da Trani su appositi “caratelli” con i trabaccoli. In quei tempi l’osteria chiudeva alle 2 di notte e apriva alle 5 di mattina. Io sono nato in casa sopra l’osteria, dove ancora abito, sul muro accanto la porta di strada esiste ancora la targa in pietra con il cognome del nonno. Posseggo ancora dei “cimeli” storici come un antico provinatore per misurare la gradazione del vino, e varie “misure” (1/4, 1/2, 1 lt, 2 lt) in vetro fatte a mano a Murano con inserito nel vetro lo stemma sabaudo.
che bella questa cosa Fulvio