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Venezia, Mose su a 110 cm, pubblicato il decreto

A partire da oggi, il sistema Mose entrerà in funzione già quando la marea raggiungerà i 110 centimetri, abbassando così di 10 centimetri la soglia precedentemente stabilita. È un cambiamento significativo, reso ufficiale da un decreto deciso dal Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui partecipano tutti gli enti coinvolti nella […]

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A partire da oggi, il sistema Mose entrerà in funzione già quando la marea raggiungerà i 110 centimetri, abbassando così di 10 centimetri la soglia precedentemente stabilita. È un cambiamento significativo, reso ufficiale da un decreto deciso dal Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui partecipano tutti gli enti coinvolti nella gestione della laguna.

Le squadre operative, dislocate alle bocche di porto, sono già state addestrate secondo le nuove procedure e sono pronte a mettere in atto questo aggiornamento. Intanto, i lavori di manutenzione delle paratoie mobili nella bocca di Lido-Treporti procedono a ritmo serrato, per garantire l’efficacia di questo fondamentale sistema di difesa.

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Perché sono i numeri dell’acqua alta che continuano a destare preoccupazione. Secondo l’Ufficio Maree del Comune di Venezia, il livello medio del mare è aumentato di circa 32 centimetri rispetto a quello rilevato all’inizio del secolo scorso. La fase di maggiore incremento è stata registrata tra il 1930 e il 1970, a causa di fenomeni come la subsidenza e l’eustatismo. Dopo un periodo di relativa stabilità fino al 2008, negli ultimi anni il livello del mare ha ricominciato a salire, in linea con le previsioni legate ai cambiamenti climatici.

Il Mose, nato proprio per proteggere Venezia da questi fenomeni, è ora più che mai al centro delle operazioni di difesa. Fino ad oggi, le paratoie venivano sollevate solo a partire dai 120 centimetri di marea, ma con la nuova soglia ridotta a 110 centimetri, la speranza è di contenere in modo più efficace le sempre più frequenti maree eccezionali.

Nel frattempo, proseguono anche i lavori per le opere complementari al Mose, essenziali per proteggere le zone più vulnerabili della città. A Piazza San Marco, ad esempio, sono in fase di completamento tre valvole che contribuiranno a fermare la marea in punti strategici come il Bacino Orseolo e il Palazzo Reale. Tuttavia, per il collaudo definitivo di queste valvole e la loro piena operatività, servirà ancora del tempo.

Un altro importante intervento riguarda la separazione tra le reti di acque bianche e nere sotto Piazza San Marco. Un lavoro cruciale per evitare che la marea risalga attraverso le acque piovane e per rendere finalmente efficace il blocco delle maree grazie alle nuove valvole, senza intaccare il sistema fognario della città.

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La città di Venezia, dunque, prosegue con determinazione nella sua sfida contro l’acqua alta, un fenomeno che sembra intensificarsi sempre più. Con il Mose in prima linea e con l’abbassamento della soglia di attivazione, si spera che le nuove misure possano garantire una protezione ancora più efficace per la Serenissima e i suoi cittadini.

Riccardo Ridonno
Riccardo Ridonno
Sono di Mestre (ma i miei genitori hanno vissuto a Venezia per moltissimi anni). Amo la fotografia e la musica, ma ho anche la passione di scrivere. riccardo_r@lavocedivenezia.it
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  1. Se come dice l’articolo è importante l’intervento per la separazione tra le reti di acque bianche e nere sotto Piazza San Marco, è altrettanto vero che la stessa operazione dovrebbe essere eseguita in tutta la città in quanto non abbiamo un depuratore.

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