Venezia, ieri minacciava con un martello la gente, oggi minaccia medici con forbici [video]

ultimo aggiornamento: 26/08/2020 ore 19:24

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Venezia, ieri minaccia con un martello la gente, oggi minaccia medici con forbici
Gli agenti della Volante di Polizia appena usciti dal reparto di Psichiatria al termine dell’intervento di questa mattina, si avviano all’uscita dell’Ospedale Civile di Venezia.

Venezia, un video ieri sera si era rapidamente diffuso attraverso i social. Nelle immagini si poteva vedere una donna esagitata scagliarsi contro due agenti, senza capirne la ragione, impugnando un martelletto come un’arma.

Il martelletto era uno di quelli che si trovano normalmente nei mezzi pubblici per mandare in frantumi un finestrino in caso di pericolo. Appuntito, quindi, con pesantezza e maneggevolezza giusti per essere molto pericoloso in caso di uso improprio.

La storia completa ce l’ha poi raccontata la Polizia Ferroviaria:
Una donna, in pieno stato di alterazione, nel pomeriggio di ieri aveva danneggiato con il martelletto gli interni della Chiesa di Santa Maria di Nazareth (degli Scalzi) vicina alla stazione, ed aveva aggredito numerosi passanti per strada senza motivo.


La donna è stata bloccata infine dagli agenti e posta in condizione di non nuocere. Successivamente è stata accompagnata all’Ospedale Civile nel reparto di psichiatria con l’ausilio di una idroambulanza del 118.
[Video dell’intervento qui sotto]

Ma la vicenda era lontana da essere conclusa: questa mattina, infatti, la signora ha avuto un’altra ‘crisi’: dopo essersi rifiutata di sottoporsi a cure mediche con grande ‘fermezza e veemenza’, la donna si è scagliata contro il personale sanitario, minacciando un medico con delle forbici e colpendo un infermiere.


Nuovo intervento della volante di Polizia, questa volta all’Ospedale Civile di Venezia, dove, con grande fatica, la situazione è stata riportata alla calma.

La donna, 50enne, italiana, che risulta avere già precedenti, ora ha collezionato due denunce per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale in due giorni, anche se molto lo diranno i certificati dei medici.

In tutto ciò, c’è anche chi ha accusato l’intervento (quello di cui il video riporta la fase finale, ndr) della Polizia di inappropriatezza, senza valutare che la situazione che si presentava era oggettivamente difficile.

Sul punto è intervenuto Mauro Armelao, segretario generale regionale di Fsp Polizia di Stato Veneto: “I colleghi hanno agito in maniera professionale utilizzando tutti gli strumenti consentiti in loro possesso e solamente per far desistere la donna dall’utilizzare un martelletto infrangivetro usato poco prima per danneggiare delle vetrine, cercando di colpire solamente la mano che impugnava l’oggetto. Inutile quindi indignarsi di fronte a delle immagini senza capire e sapere cosa era accaduto poco prima”.

“Fa tristezza – continua Armelao – vedere comunque agenti totalmente abbandonati in un paese ipocrita. Le istituzioni prendano una posizione forte. Oramai le forze dell’ordine vengono aggredite per impedire loro di svolgere il proprio lavoro, questo è il simbolo dell’ipocrisia di un paese privo delle garanzie minime dovute agli operatori della sicurezza”.

“Sono scene che indignano quando vediamo le forze dell’ordine aggredite, ma indigna con pari se non con maggiore intensità il silenzio che segue certi comportamenti inammissibili, da parte di ogni rappresentante istituzionale che ha invece il dovere di prendere con forza posizione a favore dei servitori dello Stato. Comportamenti come quelli visti a in altre parti d’Italia da ultimo proprio quelle di Marina di Carrara, infatti, con poliziotti che subiscono senza alcuna reazione di difesa come accade esclusivamente nel nostro Paese, sono figli dell’ipocrisia di una cultura che, ad intermittenza e a seconda dei bisogni, vuole le forze dell’ordine prive di ogni dignità professionale ed a cui, di conseguenza, non è dovuto alcun rispetto”.

“Il primo a indignarsi per queste scene dovrebbe essere il presidente della Repubblica, seguito da tutti gli apparati istituzionali, perché è bene ricordare che le forze dell’ordine nell’esercizio delle deputate funzioni rappresentano lo Stato. Gli operatori inoltre, a partire dal più giovane, sono quotidianamente chiamati e obbligati, in circostanze avverse e in frazioni di secondo, ad assumersi responsabilità penali e civili che nessun altro burocrate si assumerebbe senza interpellare una serie di uffici legali. Solo per questo gli agenti meriterebbero ben altro rispetto e che fosse chiaro a tutti come il loro lavoro non si può e non si deve ostacolare, perché questo vuol dire commettere un reato molto grave” conclude il segretario generale regionale di Fsp Polizia di Stato Veneto.

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