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Venezia la “Smart-Serenissima”, come si sviluppano le TIC nella città dei Dogi?

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L’antica città lagunare di Venezia, patrimonio artistico, architettonico e culturale unico al mondo, si è avviata verso la trasformazione digitale e tecnologica che la renderà una delle prime Smart City italiane. Il progetto sta prendendo forma con l’utilizzo della piattaforma DiMe, la quale è in grado di gestire i servizi telefonici e digitali per mezzo dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un vantaggio tecnologico che ha consentito ai cittadini di potersi rivolgere alla Pubblica amministrazione senza contrattempi, anche durante il lockdown. Prossimamente, grazie al Recovery Fund – ossia, ai fondi europei Next Generation EU – pari a 209 miliardi, di cui 81 a fondo perduto, sarà finanziata la transizione digitale dell’intero Paese con l’obiettivo primario di coniugare tutela ambientale e sviluppo economico. Un percorso che la città di Venezia ha recentemente intrapreso, classificandosi fin dal 2017 come la quarta città italiana “smart” – dopo Milano, Bologna e Firenze. Difatti, nell’indagine realizzata da Forum PA, Venezia risultava al primo posto assoluto per le variabili ambientali del verde urbano ed il consumo di suolo, al secondo per la sicurezza ed in terza posizione per mobilità sostenibile, turismo e cultura.
Con l’impiego di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), sistemi interconnessi con funzionalità avanzate – come i sensori per dispositivi Internet of Things (IoT), connettività 5G, Cloud Computing e piattaforme centralizzate per l’analisi dei dati –, Venezia sta per essere proiettata nel futuro.

Un’antica città all’avanguardia
L’iniziativa “Venezia Smart City” è nata dalla cooperazione dell’amministrazione comunale con Venis – azienda di servizi TIC ed operatore locale di comunicazioni elettroniche – e Tim. Secondo Alessandra Poggiani, direttore generale di Venis, l’importanza di un utilizzo intelligente dei dati e delle reti assume un ruolo preponderante, soprattutto nel contesto dell’attuale emergenza pandemica. “Se ci fosse già stato uno spazio comune europeo di dati sanitari, ed un uso integrato di applicazioni IA, le autorità sanitarie mondiali avrebbero avuto gli strumenti per utilizzare i dati come una risorsa essenziale per fronteggiare più tempestivamente il propagarsi del virus. Ecco perché la crisi scatenata dal Covid-19 deve darci una spinta all’implementazione di IA e integrazioni dati”, ha sottolineato Poggiani durante l’intervento allo Strategy Innovation Forum, tenutosi a settembre.

Assieme a Venis ed alla multiutility Veritas, all’interno del centro di controllo veneziano vi sono operatori di Centro Maree, Polizia Locale, Protezione Civile, Comune di Venezia ed Azienda Veneziana della Mobilità. I differenti flussi di Big Data, raccolti dai dispositivi IoT ed aggregati nel rispetto della vigente normativa europea sulla tutela dei dati personali, sono sottoposti al monitoraggio dei funzionari con il supporto dei sistemi intelligenti adattivi. Il servizio di connettività a banda ultralarga è garantito dalla tempestiva posa del cavo fibra ottica, oltre ai 290 nuovi hotspot Wi-Fi di nuova generazione dislocati in città. Le criticità dell’attuale modello di sviluppo urbano – spesso provocate dalla mancanza di connessione fra le diverse risorse –, possono essere superate tramite l’analisi dei flussi di dati, l’utilizzo del Cloud e dei dispositivi IoT, con il conseguente miglioramento dei servizi pubblici ed una più attiva partecipazione dei cittadini.

Tecnologie innovative per affrontare le criticità urbane
Le tecnologie digitali di quarta generazione non costituiscono un rigido modello da integrare indistintamente nelle città, bensì si prestano ad un’elevata flessibilità, adattabilità e caratterizzazione. Con l’obiettivo di raggiungere un’economia sostenibile ed, al contempo, apportando benessere, è possibile sviluppare un progetto adatto all’identità di ciascuna area metropolitana, adeguando le innovazioni tecnologiche alle diverse connotazioni. Secondo le stime del Dipartimento degli affari socio-economici delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale insediata nelle aree metropolitane aumenterà fino al 70%, entro il 2050. Non è pensabile affrontare uno scenario simile senza l’ausilio di sistemi in grado di gestire enormi flussi di dati in tempo reale.
L’intelligenza artificiale può supportare l’uomo in tale gravoso compito, ad esempio per individuare anomalie e segnalare disservizi nelle reti di distribuzioni energetiche, nonché suggerendo soluzioni efficaci e rapide. Inquinamento idrico ed atmosferico, traffico congestionato, violenza urbana e molte altre problematiche sono difficilmente risolvibili mantenendo l’attuale modello di sviluppo urbano. Al contrario, una maggiore densità dei centri urbani diverrà un’aggravante, se non si attua al più presto una strategia mirata alla coesione territoriale, sociale ed alla sostenibilità.
Va inoltre tenuto conto delle nuove opportunità di business offerte dalle applicazioni infrastrutturali, energetiche, robotiche ed edilizie presenti nell’ambito di una città intelligente.  

     
L’esempio di Venezia
Tra le principali innovazioni implementate nella città lagunare, vi è il sistema per monitorare i flussi turistici per mezzo di celle telefoniche. “Stiamo sviluppando reti sempre più intelligenti a beneficio delle nostre città, delle aziende e di tutti gli ambiti della vita sociale. In futuro, edifici ed abitazioni saranno sempre più connessi e abiliteranno nuovi servizi per la pubblica sicurezza, il monitoraggio ambientale e la mobilità urbana intelligente”, afferma Luigi Gubitosi – amministratore delegato di Tim. Di primo piano anche centinaia di sensori collocati lungo i canali per la gestione del traffico, attraverso i quali – con il supporto degli algoritmi – è possibile modificare tempestivamente la viabilità in caso di incidenti, attivare in tempo reale l’intervento degli agenti o prevenire ingorghi con la gestione da remoto della segnaletica.

Per rendere il progetto “Venezia Smart City” pienamente operativo, saranno indispensabili il potenziamento delle capacità di rete, un maggiore utilizzo dell’apprendimento automatico (Machine Learning) ed ulteriori livelli di automazione. Le finalità del modello di Smart City sul territorio nazionale si pongono nell’ottica dello sviluppo sostenibile, come evidenziato dall’Agenda Digitale Europea, nonché in una prospettiva indirizzata all’inclusione sociale ed alla rinascita dei centri storici – coniugando l’antico con il moderno per apportare innovazioni nelle nostre città, caratterizzate da secoli di stratificazione storica, artistica, architettonica e sociale.

La tutela dei dati personali
Di certo, vi starete domandando come sarà possibile tutelare i dati personali in un contesto urbano ove telecamere e sensori si troveranno ovunque. Riconosciuto come diritto fondamentale dei cittadini dell’Unione Europea, il diritto alla protezione dei dati personali è regolamentato dal General Data Protection Regulation (GDPR), in vigore il 24 maggio 2016. Sebbene un totale adeguamento alla normativa comunitaria sulla Privacy sia ancora in atto e – trattandosi di un fenomeno globale – richieda ulteriori approfondimenti, vi è molta attenzione in merito da parte dell’UE, anche per quanto riguarda il contrasto di posizioni dominanti delle società TIC private e la regolamentazione delle applicazioni di intelligenza artificiale.

Flora Liliana Menicocci

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