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Venezia – Inter, i complimenti di Zanetti

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Venezia – Inter si può forse riassumere nel tweet del Venezia a fine gara: “Il gioco dell’Inter è mozzafiato”.
Raramente arrivano complimenti così espliciti da parte della squadra che perde, invece la società arancioneroverde offre una grande prova di sportività nel momento in cui, terminata la partita persa 2-0 contro l’Inter, rivolge, con un tweet dalla valutazione anche tecnica, i complimenti ai nerazzurri per quanto hanno dimostrato sul campo: “Il gioco dell’Inter di Inzaghi è mozzafiato, non possiamo che rendere onore al merito”, ha scritto il club lagunare sul proprio account ufficiale di Twitter.
“Ma abbiamo lottato con le unghie e con i denti per 90′ – ha aggiunto -. C’è di che essere fieri: ci sono le basi per migliorare la nostra giovane squadra”.

La qualità dell’inter e un jolly da fuori area di Calhanoglu alla fine hanno punito un Venezia bravo a soffrire, ma insufficiente nel tenere testa ai nerazzurri.
L’Inter, grazie al lampo del turco e al rigore a tempo scaduto di Lautaro, stende un Venezia che propone troppo poco per impensierirli.
E così la ‘Beneamata’ si porta a -1 dal tetto del campionato, per una sera, risalendo e ponendosi dietro alla coppia Milan-Napoli.

Il primo tempo parla nerazzurro, l’Inter cambia modulo e si presenta con una sorta di 4-3-3 che diventa 3-5-2 in fase offensiva e che, per alcuni momenti della partita, si è sviluppato anche con un 4-4-2.
L’obiettivo di Simone Inzaghi è di sparigliare le carte all’interno di un Venezia che appare sempre molto ordinato nel 4-3-3.
I lagunari oppongono disciplina e calma davanti a una corazzata che spinge, ma non trova la via del gol.

Facile per l’Inter arrivare sulla trequarti, ma lì si scontra con un Venezia che non si lascia sorprendere facilmente.
La differenza, ad un certo punto, la fa solo una gran botta di Calhanoglu che, al 34′, dopo un paio di minuti di ricerca di spazi da parte dei nerazzurri, sembra spazientirsi: con grande tecnica stoppa di destro, fa due passi e rifila un siluro a fil di palo. Romero ci prova, si stende alla sua destra, ma nulla può.

Lo spartito del Venezia è chiaro, lasciare agli ospiti il pallino del gioco, compattarsi ed esser pronti e reattivi a sfruttare la rapidità di Okereke o la tecnica di Aramu. Troppo poco, però, per impensierire i campioni d’Italia.
L’Inter ci prova con continuità, a turno i tiri arrivano anche da fuori, ma senza sfondare.

Emblematico come poco prima del 20′ anche Bastoni provi il tiro: alto.
Il Venezia, per contro, oppone al 39′ un gran tiro di Aramu. Il fantasista lagunare calcia una botta potente a scendere che impensierisce Handanovic, ma il portiere si salva.

Secondo tempo che fila via sulla scia di quanto visto nella prima parte di gioco: Venezia che ci prova quando e come può (al 2′ st ancora Aramu da fuori alto), ma l’Inter non si fa mai sorprendere, giungendo allo scadere a guadagnarsi un rigore per fallo di mano di Haps, dopo aver dato parecchio da fare a Romero. Il difensore lagunare, nel tentativo di opporsi a un tiro in porta, alza troppo il braccio. Rigore e giallo assegnati grazie al Var.

Nel tema tattico della partita, curioso il posizionamento di Darmian, cui Inzaghi chiede in fase di copertura di allinearsi alla difesa a quattro a destra, mentre in proiezione offensiva gioca larghissimo con i piedi sulla linea del fallo laterale (come Perisic), all’altezza di Dzeko.
Un modo per cercare di allargare la difesa lagunare, che non si fa sorprendere.

Ci pensano le incursioni di Barella e dei centrocampisti a creare problemi e alla fine il successo al Penzo arriva come da pronostico ma il Venezia ha fatto il suo e può senz’altro far sentire la sua voce in questo campionato.

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Paolo Pradolin
Giornalista e conduttore radiofonico, una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Musica e teatro le sue passioni, con la sua Venezia sempre al primo posto di ogni avventura e esperienza

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