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VENEZIA – Condanna definitiva per peculato e calunnia nei confronti di M.C., ex addetto alla contabilità di Avm: ieri il Tribunale di Venezia ha emesso una sentenza di quattro anni e dieci mesi di reclusione per i fatti che risalgono al periodo 2016-2021, durante il quale l’imputato avrebbe sottratto oltre 300 mila euro che avrebbe dovuto invece versare nelle casse dell’azienda pubblica.
L’illecito è emerso all’interno del cosiddetto Progetto Alberghi, programma volto a rifornire hotel e strutture ricettive di pacchetti di biglietti per vaporetti e autobus destinati ai loro ospiti in cambio di corrispettivi che, secondo le accuse, M.C. incassava direttamente in contanti facendole sparire, invece di consegnarle ad Avm. Il sistema sarebbe rimasto attivo per anni, fino a quando un controllo casuale non mise in luce l’ammanco, inducendo l’azienda a sospendere definitivamente il progetto.
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Contestualmente al peculato, a carico di M.C. pendeva anche l’accusa di calunnia: una volta sotto indagine, avrebbe chiamato in causa colleghi che sapeva essere innocenti, tentando in questo modo di deviare le responsabilità, ma questo procedimento è stato celebrato con rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari Benedetta Vitolo con verdetto finale di quattro anni e dieci mesi. Durante l’udienza, M.C. ha ammesso le sue responsabilità e chiesto scusa agli ex colleghi per le false accuse.
Avm, rappresentata dall’avvocato Marco Vianello, ha chiesto un risarcimento aggiuntivo di circa 213 mila euro. Il difensore di M.C. ha sottolineato l’atteggiamento collaborativo dell’imputato anche in sede extraprocessuale, inclusa la non opposizione al provvedimento di espropriazione della sua abitazione a Mestre, così M.C. è stato condannato a 3 anni e 6 mesi per peculato e a 1 anno e 4 mesi per calunnia, oltre al risarcimento che verrà quantificato in sede civile.
Anche la moglie di M.C., F.G., è coinvolta: accusata di riciclaggio per aver ricevuto circa 40-42 mila euro provenienti dai soldi sottratti dal marito, ha scelto il patteggiamento. Difesa dall’avvocato Claudio Beltrame, ha ottenuto una pena di due anni, con sospensione, e una multa di 2.700 euro.
Va ricordato che, già in precedenza, la Corte dei Conti aveva condannato M.C. al risarcimento patrimoniale verso Avm per un importo che superava i 370 mila euro, implicando anche responsabilità per dirigenti dell’azienda incaricati di controllo contabile. Restano ora da depositare le motivazioni della sentenza, entro novanta giorni.
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