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Venezia e Veneto: impennata di casi e ricoveri. Sospetti su nuova variante “più veloce”

Venezia martedì presentava ben 2.051 nuovi casi scoperti nelle ultime 24 ore, “record” di questi ultimi mesi. Il numero porta a 13.674 le persone attualmente positive. L’Ospedale Civile di Venezia oggi ha 14 persone ricoverate nei reparti per non acuti. L’Ospedale dell’Angelo di Mestre ha avuto un ulteriore brusco rialzo nei ricoveri ed oggi conta […]

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Venezia martedì presentava ben 2.051 nuovi casi scoperti nelle ultime 24 ore, “record” di questi ultimi mesi. Il numero porta a 13.674 le persone attualmente positive.
L’Ospedale Civile di Venezia oggi ha 14 persone ricoverate nei reparti per non acuti.

L’Ospedale dell’Angelo di Mestre ha avuto un ulteriore brusco rialzo nei ricoveri ed oggi conta 26 persone degenti nei reparti per non acuti e 2 persone ricoverate in Rianimazione.

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In Veneto martedì sono state scoperte 12.206 nuove positività e il numero fa lievitare a 84.548 gli “attualmente positivi” della Regione.


NUMERI COVID IN ITALIA OGGI

I numeri “locali” riflettono l’andamento su scala nazionale. Sono oltre 132mila in un giorno i nuovi casi, con un tasso di positività sopra il 28% e quasi mezzo milione di tamponi eseguiti.

Salgono anche i morti che tornano ad avvicinarsi alla soglia dei 100, sono esattamente 94 in 24 ore.

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Sale di un punto in 24 ore, tornando al 12%, la percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area non critica occupati da pazienti con Covid-19, stabili invece al 3% le terapie intensive, rileva l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).

Il virus corre oggi in Italia e nella vicina Francia dove sono stati superati i 200mila casi.


PERCHE’ COSI’ TANTI NUOVI CASI COVID IN QUESTA STAGIONE?

Si guarda con apprensione all’arrivo delle nuove varianti, e fra queste in particolare all’ultima che arriva dall’India, BA.2.75.

“Faremo i conti con la ricaduta sugli ospedali”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha annunciato, tra l’altro, un richiamo “allargato” per la quarta dose. L’ipotesi e’ di estenderla ai 60enni e si valuta anche per gli over50.

In particolare si guarda a questa nuova sottovariante di Omicron – BA.2.75 – segnalata in India il 2 giugno scorso, che è “in apparente rapida crescita”, segnala in un tweet il virologo Tom Peacock, dell’Imperial College di Londra.

Su questa nuova arrivata della famiglia Omicron non esistono al momento pubblicazioni scientifiche, ma segnalazioni sul web fra gruppi di esperti, che rilevano soprattutto come questa nuova sottovariante sia una seconda generazione, derivata a sua volta dalla Omicron BA.2 ma diversa da questa per via di nove mutazioni sulla proteina Spike, con la quale il virus si aggancia alle cellule umane.

Proprio a causa di queste ultime, che probabilmente la rendono più trasmissibile, si è preferito distinguerla dalla BA,2 “Vale la pena tenerla d’occhio”, osserva Peacock.

Un’altra probabile caratteristica è la velocità con cui nell’arco di un mese si è diffusa dall’India alla Germania e al Canada, fino alla Nuova Zelanda.

Tuttavia è presto per trarre conclusioni, osserva Peakok, considerando che le “sequenze finora raccolte sono poche”.

Il genetista Massimo Zollo, coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge. “E’ presto per poter dire oggi che la variante diventerà predominante: occorrono dati che oggi non abbiamo, né possiamo immaginare”, spiega il genetista, per il quale “era sicuro che nuove varianti sarebbero arrivate e che potranno arrivarne altre, non essendoci più alcuna restrizione”.

L’infettivologo Matteo Bassetti: “la nuova sotto-variante va tenuta d’occhio in quanto potrebbe essere ancora più contagiosa della Omicron 5 e avere un’elevata capacità di infettare, le persone guarite e vaccinate”.

Intanto c’è attesa per l’arrivo dei vaccini aggiornati. Secondo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), quello bivalente a mRNA aggiornato sul ceppo BA.1 potrebbe “essere approvato” per settembre.

Per quelli aggiornati su BA.4 e 5 bisognerebbe aspettare l’inverno. E per Palù andrebbe somministrato “a tutti gli over60 a prescindere dalla presenza o meno di patologie. Del resto è quello che si fa con il vaccino antinfluenzale”.

Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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