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Venezia e Topolino: le storie e le copertine disegnate dal maestro Giorgio Cavazzano

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Venezia e Topolino: anche durante le feste ci sono le atmosfere disegnate dal grande fumettista veneziano. I personaggi di Paperopoli e Topolinia, amati da bambini e adulti, prendono infatti forma dalla mano di Giorgio Cavazzano, uno dei più famosi disegnatori del mondo Disney che porta un po’ di Venezia in tutti i suoi lavori.

Da decenni, proprio il maestro del fumetto Cavazzano fa arrivare aria di festa nelle case delle persone colorando le storie di quei buffi paperi e topolini immaginari che hanno caratterizzato la sua lunghissima carriera. Da Minnie a Pippo, da Paperino a Paperina, fino a passare per Topolino, Zio Paperone, Qui Quo Qua e tutti gli altri amici del mondo incantato di Paperopoli, Giorgio Cavazzano veste a festa le storie dei personaggi della Disney immergendoli, con la sua abile mano, in un’atmosfera incantata fatta di addobbi, alberi di Natale, regali, slitte e tanta magia.

Tra le più belle copertine di Topolino sul Natale disegnate da Giorgio Cavazzano c’è quella del 1985 nel numero 1569 del fumetto, una copertina d’altri tempi che augura buone feste ai suoi lettori con Zio Paperone, Paperino e Qui Quo Qua in una bolla incantata tra festoni, regali e alberi di Natale. Oppure nel numero 3038 di Topolino del 2014, Cavazzano traveste da Babbo Natale uno dei personaggi più iconici del mondo della Disney, Zio Paperone trasportando, in un attimo, i lettori del leggendario fumetto nella magica atmosfera del Natale. Un altro capolavoro è la copertina del 1994, nel Topolino numero 2039, dove si viene accolti da un’incantevole scena di vita quotidiana che vede Paperino, nei panni di Babbo Natale rompere la quarta parete e guardare i lettori dritti in faccia per invitarli a fare silenzio e non svegliare i suoi nipotini che dormono sul divano in attesa dell’arrivo dei regali. E poi c’è la copertina natalizia più recente di Cavazzano, quella del Topolino numero 3135 del 2015, dove in un paesaggio innevato Minnie, Topolino, Paperino e Pippo guardano ammirati una slitta piena di regali di Natale, trainata dalle renne e pronta a dare gioia a tutti i bambini del mondo.

Oltre al Natale, Giorgio Cavazzano, porta nelle pagine del leggendario fumetto disneyano, da oltre 50 anni, anche la sua città, Venezia. Cresciuto in Fondamenta degli Ormesini, nel Sestiere di Cannaregio, tra giochi tra le calli, calcetto con gli amici davanti alla casa di Tintoretto e quell’indimenticabile odore di verza e cavolfiore del pranzo delle suore nell’asilo di Sant’Alvise, Cavazzano nasconde Venezia in ogni angolo delle sue storie e in ognuno di quei tratti di matita che, messi l’uno a fianco all’altro, danno forma agli indimenticabili personaggi dell’iconico fumetto per ragazzi.

C’è Venezia tra i contorni di Paperopoli e nei volti dei protagonisti di questo fantastico mondo immaginario. Venezia è nascosta nelle storie di Topolino, Paperino, Minnie e i loro compagni di avventura ma soprattutto, Venezia, che quest’anno compie un compleanno importante, i 1600 anni dalla sua fondazione, è ben fissa nella mente e nel cuore dello stesso Cavazzano che, pur avendola lasciata all’età di 14 anni, per trasferirsi in terraferma con la famiglia, l’ha sempre portata con sé ovunque fosse e qualsiasi cosa stesse facendo.

«Dalla mia finestra vedo sempre Venezia anche se la mia finestra, da molti anni, non si affaccia più su quel meraviglioso panorama – commenta Giorgio Cavazzano – Io, però, davanti ai miei occhi vedo la Madonna della Salute, il Canal Grande, i gabbiani che volano sulle calli con quella visuale dall’alto sulla città che gli ho sempre invidiato. Io sono veneziano e questa mia provenienza non solo la porto sempre con me ma la metto in ognuno dei miei disegni, anche perché la mia città ha condizionato il mio lavoro, anzi, a dirla tutta, l’ha reso possibile»

Con una voce tra il malinconico e il romantico, l’uomo la cui mano è riconoscibilissima sui volti dei personaggi di uno dei fumetti più letti dai bambini di tutti i tempi, ricorda ancora oggi, a 74 anni, il momento esatto in cui ha capito che il suo futuro sarebbe stato quello di disegnare storie.

«Ricordo, ancora oggi, il momento esatto in cui mi sono innamorato del disegno – racconta Cavazzano – avevo otto anni ed era un giorno in cui avevo la febbre. Per farmi compagnia venne a trovarmi mio cugino, già disegnatore, con un pacco di fogli in mano e una matita e mi disse: “disegna delle navi” e io iniziai così, scarabocchiando barche su fogli di carta bianchi. Sono ancora legato visivamente a quel pacco di fogli che riempivo di schizzi, solo, nella mia stanza, in quel pomeriggio di febbre alta e, da quel momento, capii che volevo diventare come mio cugino e passare la mia vita a disegnare»

Di Venezia Cavazzano ama pregi e difetti, il suo rapporto con la città lagunare non si è mai incrinato neanche davanti alle difficoltà.

«Ricordo mio padre che mi leggeva i libri con i guanti per il troppo freddo in casa – commenta ancora Cavazzano – o le giornate in cui la marea saliva talmente tanto che dovevo aiutare i miei genitori a spostare i mobili al piano di sopra per non farli rovinare dall’acqua. Venezia l’ho sempre trovata affascinante, pittoresca anche nei suoi lati oscuri»

Ed è proprio per questo amore nei confronti della sua città di origine che Cavazzano sceglie di darle il palcoscenico in alcune sue storie più belle. Venezia, infatti, compare sullo sfondo di alcune delle avventure più avvincenti del mondo dei fumetti disneyani come quella presente tra le pagine del numero 2858 di Topolino con un Paperino che, nei panni di un veneziano 007, sfreccia tra i canali della città a bordo di un personalissimo gommone a motore. C’è Venezia anche nel fumetto 3249 di Topolino dove Cavazzano fa raccontare, attraverso i suoi occhi e quelli di Minnie, Pippo e Gamba di Legno, la storia della fondazione delle Gallerie dell’Accademia nel racconto “Topolino e il dono dell’Accademia”. Ed è basato su Venezia anche il nuovo progetto del disegnatore veneziano che punta a raccontare una storia vichinga ambientata proprio tra le calli della città lagunare. L’Arsenale di Venezia sarà, infatti, protagonista di una nuova avvincente avventura disneyana attraverso l’abile mano di Cavazzano dove i personaggi dell’iconico fumetto si ritroveranno alle prese con dei misteriosi messaggi vichinghi che compaiono sulle statue dei leoni di marmo all’ingresso dello storico cantiere navale veneziano.

Una storia che va ad aggiungersi alle tante che la Disney ha ambientato nella Serenissima: paperi e topi sono, infatti, spesso protagonisti di strampalate avventure fra calli e canali, alla ricerca di anelli perduti, nel tentativo di salvare i monumenti dall’acqua alta, alla conquista del Leone d’oro della Mostra del Cinema, oppure travestiti da Marco Polo o pronti a combinare guai durante il Carnevale. Eroi di carta, eroi nei sogni di bambini che diventano adulti ma non perdono la magia di mondi sconosciuti, su uno sfondo di una Venezia che è sempre capace di ammaliare, a qualsiasi età.

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