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Venezia e Bisanzio: Un rapporto di amore e odio: a Venezia il primo grande processo di globalizzazione. Di Apostolos Apostolou
“Venezia nasce e si sviluppa come parte dell’impero bizantino, e poi con il passare dei secoli diventerà così forte e potente che arriverà infine a conquistare la sua capitale, durante la famosa IV Crociata, al comando del quale c’è il doge Enrico Dandolo, la cui tomba si trova ancora oggi a Santa Sofia, nel cuore di Sultanahmet”, secondo il sito avecmarisol .it .

“Un legame indissolubile, le cui tracce possiamo trovare ancora oggi nell’architettura, nei mosaici, nella cucina, nella lingua e nella storia di questa nostra città che tanto ha ereditato dalla mitica Costantinopoli”.

I rapporti tra Bisanzio e Venezia erano rapporti di amore e odio. Dalla storia conosciamo che la guerra tra Venezia e Bisanzio tra 1171-1175 fu un conflitto privo di grandi episodi bellici ma dai profondi strascichi geopolitici, combattuto dalla Repubblica di Venezia e dall’Impero bizantino per il controllo del commercio orientale. (vedere: Timothy E. Gregory: A History of Byzantium)

Il primo conflitto tra Bisanzio e Venezia si verificò dopo l’incendio della colonia genovese di Galata, di cui erano stati accusati i Veneziani, l’Imperatore ordinò l’arresto di tutti i cittadini veneti presenti nei territori dell’Impero bizantino e la confisca di tutti i loro beni.

Bisanzio ha dato a Venezia privilegi, concessi con la crisobolla del 1082 di Alessio I Comneno e la successiva crisobolla del 1126 di Giovanni II. (vedere: Greorge Ostrogorsky: History of the byzantine State).

Questo perché con le guerre bizantino normanne (vennero combattute tra il 1050 circa e il 1185) l’alleato principale di Bisanzio era Venezia. Con questi privilegi Venezia aveva una preponderanza commerciale.

Il conflitto totale e il grande odio tra Bisanzio e Venezia lo vediamo con la quarta crociata.

La quarta crociata fu indetta da papa Innocenzo III all’indomani della propria elezione al soglio pontificio nel 1198. Doveva essere diretta contro i musulmani in Terra santa, ma in realtà si risolse nel saccheggio di Costantinopoli da parte dell’esercito crociato, portando alla spartizione dell’Impero bizantino e alla costituzione da parte dei crociati dell’Impero Latino.(vedere: Warren Treadgold. A History of the Byzantine. State and Society).

A Bisanzio esistevano molti traditori, uno era il principe Alessio IV. Tutti gli storici parlano di tradimento del principe. Il principe bizantino Alessio IV angelo, figlio dell’imperatore Isacco II, detronizzato, accecato e tenuto in prigione da suo fratello Alessio III angelo.

Alessio era riuscito a fuggire dalla prigionia nel 1202 e si era rifugiato in Germania presso sua sorella, moglie di Filippo di Svevia. In precedenza Alessio aveva già contattato Venezia da Verona. La proposta del principe bizantino era quella di ottenere la collaborazione dei crociati per riappropriarsi del trono in cambio d’aiuti militari (10.000 soldati), denaro e generi di consumo ai crociati, riunione delle due Chiese e favorevoli accordi mercantili con Venezia (vedere: Averil Cameron. The Byzantines).

A Venezia promise anche di pagare la somma che i crociati non avevano pagato, e di sostenere le spese di 500 cavalieri che dovevano rimanere in Terra Santa.
Alessio aveva fatto capire ai crociati e ai veneziani che sarebbero stati accolti con gioia dalla popolazione, invece trovarono le porte sbarrate e le mura folte di difensori.

Il 17 luglio 1203, dopo alcuni giorni di aspra battaglia, i veneziani riuscirono ad aprire una breccia nelle mura ed entrare nella città. Alessio III, messo alle strette, aveva arraffato quanto poteva del tesoro imperiale e si era dato alla fuga portando con sé la figlia.

Il 24 giugno i crociati arrivarono in vista della capitale imperiale; due giorni dopo, Alessio cercò di farsi proclamare imperatore dalla popolazione, che invece lo respinse, considerandolo un traditore, soprattutto per il suo impegno a far accettare alla Chiesa orientale la supremazia di Roma.

Con la quarta crociata abbiamo anche la prima Troika, cioè un organismo di controllo informale economico. I crociati pongono una Troika economica che controlla Bisanzio. (La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia la seconda come farsa scriveva K. Marx. La prima volta di Troika era con la quarta crociata, la seconda volta era con il fallimento della Grecia 9 anni fa).

Il Patriarca latino di Costantinopoli, il vescovo latino di Syros (Syros è la capitale delle isole Cicladi e la popolazione autoctona dell’isoala è cattolica) e il commissario economico della Chiesa Cattolica che si trova a Costantinopoli.

Con la quarta crociata abbiamo anche la prima caduta o la prima conquista di Costantinopoli. Bisanzio dopo la battaglia di Manzicetta 26 agosto 1071 con Romano VI Diogene viene la decadenza di Costantinopoli. Anche dopo la quarta crociale la Venezia controlla le isole greche con il mercato.

Venezia s’impadronisce ad esempio di una catena d’isole e di porti dell’Egeo e dello Ionio e pone le basi del suo impero marittimo e commerciale. La crociata pose temporaneamente fine all’impero Bizantino e originò l’Impero Latino d’Oriente, che assumeva le forme istituzionali caratteristiche della feudalità occidentale.

Il Senato veneziano prendeva decisioni per molte cose a Costantinopoli. I territori dell’Impero bizantino vennero spartiti in quattro tra l’Imperatore Baldovino di Fiandra, il Marchese del Monferrato, i principi e i baroni franchi e la Serenissima.

Venezia guadagnò molti territori nel Mar Egeo, tra cui le isole di Candia cioè la Creta ed l’ Eubea, e numerosi porti e piazzeforti nel Peloponneso, (la potenza di Venezia è assoluta in questa epoca) oltre ad una posizione di assoluta preminenza nell’effimero Impero Latino creato dai crociati, dove venne riservato al Doge Veneziano il titolo di Signore di un quarto e mezzo dell’Impero Romano d’Oriente, che comportava anche la facoltà di nominare il Patriarca latino di Costantinopoli e di avere un proprio rappresentante a Costantinopoli. In altre parole la Venezia venne gravemente minacciate proprio in Grecia. (Vede: Timothy E. Gregory: A History of Byzantium). Con sviluppo economico di Venezia abbiamo la prima globalizzazione.

La prima globalizzazione è quella che si realizza negli anni tra il 1300 e il 1400 a Venezia. La seconda è quella che si realizza negli anni 1600 ad Amsterdam. La terza globalizzazione è quella dei nostri anni. Dopo la caduta della Costantinopoli che esprimeva il cosmosistema, inizia la prima globalizzazione della Venezia era il passaggio dalla città / economia, all’economia / mondo. Era la strada verso la China, la Venezia esisteva il porto della Nuova Via della seta marittima. Con il Bisanzio e con la Venezia inizia la libertà di movimento dei capitali e la nuova storia del mondo.

Prof. Apostolos Apostolou

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Una persona ha commentato

  1. Interessantissimo articolo. Solo un punto va precisato: il nome Impero Bizantino fu un’artificio dei franchi-occidentali per delegittimare l’Impero Romano d’Oriente e teorizzare la traslatio imperii ad Francos prima e poi ad Germanos dopo (ovverosia che il concetto giuridico medioevale secondo cui il potere imperiale romano sarebbe passato da Roma ai Franchi (Impero Carolingio) e poi ai Germani (Sacro Romano Impero Germanico). I Greci, durante il Medioevo, non si sono mai chiamati Bizantini. Il titolo dell’Imperatore di Costantinopoli -non chiamata Bisanzio dai Greci dell’epoca- era Βασιλεὺς τῶν Ῥωμαίων -Basileús ton romaíon- ovverosia Imperatore dei Romani) siccome si considerava il naturale successore dell’Impero di Roma. L’occupazione dei crociati di vaste aree dell’Impero Romano d’Oriente (non Bisanzio), con l’appoggio del papato di Roma, fu uno dei principali motivi di declino dell’Impero che non poté più resistere all’avanzata turca del 1300-1400. Si evidenziano anche tutti i tentativi attuati dalla Chiesa Romana di prendere il controllo di quella Ortodossa -persecuzioni nel 200-300, Concilio di Ferrara-Firenze della prima metà del 400-, oltre alle vessazioni da parte dei nobili latini-occidentali nei confronti del popolo greco, tanto che nel 1453, anno della caduta di Costantinopoli, larga parte del clero ortodosso e una parte significativa della popolazione addirittura preferivano i Turchi agli Europei, in quanto il martirio era più nobile della sottomissione ai nobili occidentali e ai sottili sofismi teologici di una Chiesa Romana in ampio declino morale (mancavano pochi anni alla “saga” di Papa Borgia). I Cardinali sono alle volte soprannominati ancora oggi i “Carnali” dai Gerontas (anziani monaci) ortodossi tanto per evidenziare il totale impervertimento dell’insegnamento di Cristo che esiste nelle alte sfere del Vaticano (ove dominano ieri come oggi il lusso e l’apparenza). Non a caso l’ultimo Mega Dux dell’Impero d’Oriente, Luca Notara, è noto per aver detto: “Meglio il turbante musulmano che la mitra papale”. Riporto quanto appreso da greci e dai Monaci del Monte Athos al fine di evidenziare che la catastrofe del 1453 è derivata principalmente dalla “pugnalata” inferta da noi occidentali a un Impero che realmente poteva vantare continuità con quello di Roma.

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