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mercoledì 28 Luglio 2021

Venezia città di commissari. Di Andreina Corso

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Ci scusiamo con le lettrici e i lettori per la premessa un po’ noiosa, ma crediamo che molti cittadini, come noi, si siano chiesti qualcosa sul significato della parola “commissario”, quando non è riferita alla polizia e tanto presente nella nostra città e non solo.
Quel che si era capito è che questa figura sostituiva qualcosa o qualcuno e che doveva risolvere problemi che altri non erano riusciti a superare, o smuovere e rimuovere gli elementi di crisi delle amministrazioni pubbliche.
“Il commissario straordinario, nell’ordinamento giuridico italiano, è un ufficiale di governo nominato per far fronte a incarichi urgenti o straordinari tramite un accentramento o un aumento dei poteri e un’azione in deroga, per un tempo determinato (da uno a due anni)”.
Il commissario quindi è un tecnico, un delegato del governo che curerà le attività di competenza delle amministrazioni pubbliche necessarie alla realizzazione degli interventi, nel rispetto delle disposizioni comunitarie, avvalendosi, ove necessario, dei poteri di sostituzione e di deroga insiti nel decreto legge che lo contempla.
Un tempo era di nomina prefettizia. In tempi più recenti, con la legge 23 agosto 1988, n. 400, si fissarono le sue attribuzioni. In particolare si precisò: “Al fine di realizzare specifici obiettivi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei ministri, o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento tra amministrazioni statali, si può procedere alla nomina di commissari straordinari del Governo”. (Wikipedia)

Il destino di una città commissariata, preoccupa il deputato veneziano del Pd Nicola Pellicani, che ne rileva i limiti oggettivi nel dover operare in un ambito di provvisorietà e d’incerta coesione politica.
Per queste ragioni l’esponente dem intende convocare al più presto i rappresentanti istituzionali, con l’approvazione del prefetto Vittorio Zappalorto, per ragionare con le rappresentanze sindacali le categorie e i politici sui bisogni della città.
L’incontro avverrà dopo i tre giorni del G20 a luglio, che impegneranno tutte le istituzioni cittadine e nazionali nell’accoglienza e nella sicurezza per gli ospiti e per la città.
Avrà un peso grande e qualificante il dossier dell’Unesco con i suoi ammonimenti in difesa della città e le sue richieste di allontanamento delle grandi navi da tutta la laguna.
Il deputato Nicola Pellicani sollecita con urgenza uno studio approfondito sui problemi di Venezia, afferma che i lavori devono essere seguiti e affrontati dai due rami del Parlamento. E chiede che siano trasferiti i fondi all’Autorità per la Laguna di Venezia, che dovrà occuparsi del Mose e del completamento delle opere di restauro.

La panoramica dei commissari
C’è anche il rafforzamento della linee ferroviaria Venezia Trieste fra le grandi opere sbloccate dal Governo e per il quale è stato nominato commissario  Vincenzo Macello
Macello è uno dei ventinove Commissari straordinari  nominati per gestire 57 opere pubbliche da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative.

Il Mose con Elisabetta Spitz, il Consorzio Venezia Nuova con Massimo Miani, il Porto con Cinzia Zincone, che ora ha lasciato l’incarico dopo la recente nomina di Fulvio Lino Di Blasio.

Se ne prevedono altri, che investiranno problemi come la bretella ferroviaria di collegamento all’Aeroporto Marco Polo, la Zona Logistica di Marghera, il passaggio delle grandi navi, l’alta marea: questioni che il governo sta affrontando.

Andreina Corso

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