Deve andare a lavorare, entra in pontile dall’uscita causa turisti: pontoniera la fa multare

ultimo aggiornamento: 22/10/2017 ore 07:17

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Trasporti in affanno a Venezia, tutti sperano negli accessi differenziati

Una brutta multa e un brutto gesto.

Una multa salata ad inizio settimana, come buongiorno. E la rabbia per una multa di 67 euro per essere entrata dalla parte dell’uscita del pontile della linea 1 sul piazzale di Santa Lucia. E’ vero, che la signora che abita a Campalto e che tutti i giorni arriva a Venezia per recarsi a scuola a lavorare non ha rispettato una regola, ma è vero anche che la coda di turisti e valigie sull’imbarcadero diretto a Rialto era tale, da suggerirle, in fondo, quel che è stato un ingenuo stratagemma per poter arrivare in orario sul posto di lavoro.

Ad aggravare la situazione di disagio della lavoratrice pendolare, l’atteggiamento risoluto di una pontoniera, che per meglio contestare “l’abuso”, ha chiamato tre ispettori che le hanno fatto il verbale e sancito il pagamento della multa per aver violato l’articolo 25 per l’utilizzo improprio degli accessi aziendali.

Questo episodio mette in luce ancora una volta l’incomunicabilità e il disagio che la gente vive, se è vero che la donna ha violato una regola (e per necessità) quante sono quelle violate contro i cittadini? Con una città in ginocchio, con le code insuperabili di turisti sui pontili, ci si scaglia contro chi deve fare i salti mortali per andare al lavoro?

Un po’ di comprensione sarebbe dovuta verso chi sopporta pazientemente un caos tutti i santi giorni, questa multa è un atto di arroganza che arriva da un sistema incapace di affrontare le esigenze dei lavoratori, di chi osserva con smarrimento lunghe file di gente in attesa di un vaporetto e si chiede come rimediare. Chi dovrebbe provvedere li abbandona a sé stessi e quando sono in difficoltà, li multa.

Andreina Corso

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11 persone hanno commentato questa notizia

  1. Gentile signor Pasquino, sono io ad esserle grata per le questioni che pone e che mettono in evidenza la difficoltà che oggi un po’ tutti viviamo quando ancora ci aspettiamo educazione, buon senso, e invece la nostra fiducia, le nostre aspettative vengono ignorate o ferite.
    Non so se sia possibile un cambiamento di questo stato di cose. Siamo una folla di persone sole, che stentano a capirsi, che abbiamo difficoltà a riconoscerci nell’altro, altra, che siamo un’isola dentro altre isole e anche la città diventa un corpo estraneo, è vero, i vaporetti, le code, gli anziani in piedi sui mezzi, la rabbia che sale quando si assiste a situazioni critiche, ingiuste. Certo i servizi pubblici devono fare la loro parte, non saprei come, ma credo che siamo anche noi attori e protagonisti della società in cui viviamo. Talvolta siamo comparse, è vero, però io non vorrei mai perdere la fiducia negli altri, non voglio imparare ad odiare i miei simili, vorrei tanto capire come fare, come essere e rendermi responsabile di questa città che ci contiene. Da dove partire? Ai miei alunni e anche alle mie figlie e ora ai miei nipoti, ho cercato di insegnare, non tanto con le parole, ma con i fatti cos’è la capacità di immedesimazione, penso che tentare di vestire l’abito, che magari non ci piace o ci sta stretto, sia l’unico modo possibile per migliorare la nostra e altrui umanità. Scusi, so di essere andata al di là e al di fuori di un ragionare concreto, ma la sua lettera garbata mi ha spinto a parlare con lei, fiduciosa nella sua comprensione. Grazie ancora e buonanotte.
    Andreina

  2. Beh, basta venire in Sacca Fisola orario studenti per far soldi a palate con questo tipo di multa….no ho MAI visto, pero’, multato ALCUN turista al riguardo . Riguardo i cani senza museruola sappia la Signora Patrizia che il regolamento Actv al riguardo NON e’ corretto . La Gazzetta Ufficiale del 2016 sancisce che TUTTI i cani devono essere tenuti al guinzaglio MA i cani di piccola taglia NON hanno l’obbligo di museruola.

  3. Civile è chi rispetta le regole, è stato detto, e sono d’accordo. Per questo auguro un po’ di civiltà ai pontonieri che, nelle stazioni dove esistono i doppi pontili per residenti e turisti, li aprono in rapida successione. A causa di questa manovra mi è capitato più di una volta di essere nel pontile “residenti” più affollato e di salire sul vaporetto per ultimo, dopo che erano saliti anche tutti i turisti contenuti in quello turistico, meno affollato. Mi rendo conto che se non si facesse così probabilmente in certi periodi i turisti non potrebbero più prendere il vaporetto però mi chiedo se sia valsa la pena spendere i soldi dei doppi pontili e delle doppie apparecchiature di controllo quando in periodi di minor afflusso questa soluzione risulti essere solo una presa in giro nei confronti dei residenti che, a causa del comportamento di alcuni pontonieri, al posto di usufruire di un’agevolazione ne ricevono uno svantaggio. Perché non me la sento di escludere del tutto che qualche residente, magari anziano, in caso di maltempo potrebbe preferire un posto in cabina, magari anche seduto, piuttosto che all’aperto, in piedi e sotto la pioggia.

  4. Gentile signor Pasquino, sento di doverle un pensiero, un’impressione, come è giusto che sia.
    Lei ha ragione quando dice che le regole devono essere rispettate da tutti, ma vorrei chiederle, come fa una persone che nonostante le buone intenzioni, non ce la fa a non accorgersi che il suo tempo, il suo bisogno di certezza per potersi recare al lavoro, è violato da situazioni che non riesce a controllare, a superare?
    L’aspetto della civiltà che esprimeva la signora Patrizia, sta nell’essersi fatta carico del disagio, della rabbia di una lavoratrice che non ce la fa ad arrivare in orario al lavoro. Quando c’è immedesimazione, c’è civiltà.
    E convengo con lei che la civiltà è “anche” e soprattutto data dalle regole che fanno di noi dei cittadini che ci tengono a rispettarle, ma a volte, come può essere capitato alla pontoniera, che ha voluto multare la lavoratrice, in nome di queste si fanno cose che non si vorrebbero fare, proprio perché dentro come lei ad un insieme di insoddisfazioni, che spesso si rivoltano contro all’ultimo capitato e sortiscono tristi relazioni conflittuali. E allora ci chiediamo: è possibile evitare situazioni come queste?
    La ringrazio per aver scritto ed essersi preso a cuore la vicenda. La saluto cordialmente.
    Andreina

    • Gentilissima signora Corso,credo che alla base ci sia un problema di educazione civica,posso capire una persona che per una volta, per la fretta di arrivare puntuale sul posto di lavoro entri per l’uscita,ma mi creda io personalmente tutte le volte che prendo un vaporetto mi trovo costretto a litigare con i veneziani che sistematicamente entrano per l’uscita,e incuranti di chi è dietro la catena e che aspettano che sia l’operatore ACTV a permettere di salire a bordo,si sistemano davanti e ancora prima che le persone siano scese salgono a bordo,ora io per abitudine non mi vado mai a sedere preferisco restare fuori ( se possibile ),ma molte persone non hanno la possibilità di sedere mai anche se anziane.Lei sa che cosa ti rispondono ? che non sono c…i tuoi,che loro pagano, e che tutti fanno così.Lei si chiede : “è possibile evitare situazioni come queste ? ” certo che è possibile, basterebbe cambiare la testa al 90 % di chi usa i mezzi di trasporto pubblico come fosse un bene privato,non a caso chi usa prendere i mezzi messi a disposizione da alilaguna ( servizio privato )lo sa bene che si sale uno alla volta esibendo il biglietto o l’abbonamento,e sa anche che in caso di nebbia alilaguna gira sempre e ti porta dove devi andare in orario.Forse se la gestione ACTV fosse in mano di privati certe cose si potrebbero evitare,la paura di essere licenziati a volte rende le persone più disponibili nei confronti del Cliente.La ringrazio per il tempo che a dedicato per rispondermi,le auguro una buona giornata.
      p.s le chiedo se al posto della lavoratrice ci fosse stato un professionista ci sarebbe stata la stessa indignazione per la sanzione ?

  5. Grazie, Patrizia. Sono certa che la solidarietà faccia bene alla lavoratrice multata, spiace tutta questa vicenda, anche perché in fondo ci riguarda tutti. Ci chiediamo perché la dipendente ACTV non abbia capito la circostanza e non si sia accontentata di “riprendere verbalmente” eventualmente la signora che aveva fretta. Mi vien da pensare che anche lei, forse vive qualche disagio fra turisti e valigie e che si senta obbligata, quasi, a comportarsi così.
    Oppure che sia travolta dal caos e dalla stanchezza… I vertici ACTV e il Comune dovrebbero prendere in considerazione, anche questi aspetti, perché quando si perde l’umanità nei rapporti fra le persone, c’è sempre un motivo di fondo.
    Grazie Patrizia per il suo pensiero civile.
    Andreina

  6. La regola che non ha rispettato la povera signora, non viene rispettata da nessuno , VENEZIANI E FORESTIERI, e nessuno la fa rispettare, compresi i marinai ed i piloti ACTV che fanno caricare nei vaporetti CARICHI SUPERIORI ALLA REGOLA e PARLO DI CARRI DA LAVORO CON MATERIALE EDILE ED ALTRO, I CANI SENZA GUINZAGLIO, SENZA MUSERUOLA sdraiati sul pavimento del vaporetto a mo di tappeto. Si presume che la pontoniera sia una lavoratrice precaria in cerca di punteggio. Leviamo una protesta a favore di questa Signora pendolare.

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