Venezia, chiudono i caffè storici in Piazza San Marco: da domani anche Lavena

ultima modifica: 03/11/2020 ore 18:42

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Piazza San Marco asciutta 15 ottobre acqua alta mose attivato

Venezia, chiudono i caffè storici in Piazza San Marco.


Pian piano abbassano le serrande tutti i locali e l’immagine è quella di una Piazza San Marco che chiude. Tra qualche giorno potrebbe non esserci più un esercizio aperto in cui bere un caffè, bere un aperitivo o semplicemente un bicchier d’acqua, andare al bagno. Una situazione che di riflesso rischia di colpire anche le altre attività, negozi di lusso e gioiellerie.

Da domani chiuderà il Gran Caffè Lavena: una decisione dolorosa assunta dalla proprietà in queste ultime ore, dopo che dai 35 lavoratori stagionali il lavoro era già passato a 21, in rotazione, con la cassa integrazione. Lunedì si fermerà anche il Gran Caffè Quadri della famiglia Alajmo.


Il Caffè Aurora e il Gran Caffè Chioggia sono già chiusi, così come il Caffè Gelateria al Todaro che aprirà solo nei weekend e oggi pomeriggio per dare supporto alle riprese del settimo film della serie Mission Impossible con Tom Cruise.

L’unico a resistere, per ora, in Piazza San Marco è il Caffè Florian, il più antico.

E’ un’emorragia continua, con plateatici accatastati, porte chiuse e luci spente, in una piazza dove si sono silenziate anche le orchestre dei caffè storici che prima allietavano i turisti di passaggio. Per i locali all’ombra del campanile, pesano gli incassi ai minimi storici e i numeri della nuova ondata di positivi al Covid. L’ipotesi e la speranza è di poter riaprire durante le feste natalizie.

“E’ dal 12 novembre 2019 con l’acqua alta eccezionale che siamo in ginocchio – spiega Claudio Vernier, presidente dell’Associazione Piazza San Marco – dopo quell’evento c’è stato il panico da marea e non tutti i danni sono stati ancora liquidati. Poi c’è stato il lockdown e l’emergenza sanitaria.

Basta con gli interventi a pioggia – aggiunge Vernier – servono aiuti economici, mirati, in base all’effettivo calo di fatturato, in particolare per le attività dei centri storici e artistici, i più colpiti”.

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2 persone hanno commentato questa notizia

  1. Già, qualcuno dimentica che a Venezia si chiudeva a novembre e si apriva a Pasqua. In tempi successivi e migliori, a carnevale.
    E poi, la polemica della chiusura dei ristoranti alle 11 non la capisco: in questa stagione era tanto se le cucine erano aperte fino alle 22…
    Queste cose mi ricordano i piagnistei alla “Dè Paperoni…
    Ma questa, naturalmente, è una mia opinione.
    Prof. Fabio Mozzatto
    Veneziano “d.o.c.”

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