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Una data storica per la professione e per la città: giovedì 9 maggio, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia ha celebrato i suoi primi cento anni con un evento solenne e partecipato nella prestigiosa cornice della Scuola Grande di San Rocco. Oltre 350 tra iscritti, autorità, rappresentanti istituzionali, accademici e cittadini hanno preso parte a una giornata che ha saputo coniugare memoria, bilanci, cultura e riflessione sul futuro della professione.
Fondata nel 1925, la realtà veneziana rappresenta oggi un punto di riferimento per l’intera categoria, forte di una lunga tradizione e di una crescente attenzione verso l’innovazione e la formazione continua. Non casuale la coincidenza con la Giornata dell’Europa: un richiamo simbolico che il presidente dell’Ordine, Massimo Da Re, ha voluto sottolineare nel suo intervento inaugurale. “Come l’Europa, anche la nostra professione ha attraversato guerre, ricostruzioni, crisi e innovazioni. Oggi siamo chiamati a costruire fiducia, coesione e responsabilità, guardando avanti senza dimenticare le nostre radici veneziane”.
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Un secolo tra etica, resilienza e servizio
I lavori si sono aperti con una nutrita serie di saluti istituzionali: Michele Zuin, assessore al Bilancio del Comune di Venezia, ha evidenziato il ruolo dei commercialisti come garanti dell’equilibrio economico del territorio; Riccardo Borgato, presidente della Conferenza degli Ordini del Triveneto, ha riconosciuto in Venezia un esempio per l’intera area del Nordest. Non è mancato il messaggio del presidente nazionale della categoria, Elbano De Nuccio, che ha definito il centenario “un simbolo della resilienza di una professione capace di evolversi senza mai smarrire il proprio fondamento etico”.
I numeri di una professione in trasformazione
Cuore della giornata, l’annuale assemblea degli iscritti, durante la quale è stato approvato all’unanimità il Bilancio Consuntivo 2024. Presentato anche il Bilancio di Genere, a cura del Comitato Pari Opportunità, che ha fotografato un settore in transizione. L’Albo conta 1.216 iscritti, di cui quasi il 25% donne, mentre i tirocinanti – 52 in tutto – vedono una prevalenza femminile. Tuttavia, il dato sull’anzianità professionale evidenzia una criticità: oltre l’82% degli iscritti ha più di dieci anni di attività, e solo l’8,4% è iscritto da meno di sei anni, segnale di un ricambio generazionale rallentato.
Nel 2024 sono stati organizzati 54 eventi formativi, con una media di oltre 53 ore di formazione per iscritto, a conferma dell’impegno della categoria nell’aggiornamento continuo e nella qualità del servizio professionale.
Cultura e dialogo intergenerazionale
Ad arricchire la giornata, una lettura teatrale intensa e apprezzata dell’attrice Ottavia Piccolo, che ha dato voce all’etica del lavoro del professionista, con un testo che ha toccato corde profonde del pubblico e suscitato un lungo applauso. Un momento di grande spessore culturale, che ha restituito valore umano e civile al mestiere del commercialista.
A seguire, la tavola rotonda “Tre epoche, una visione”, ha riunito tre presidenti dell’Ordine: Giancarlo Tomasin (1986–1992), che ha parlato dell’importanza della deontologia e del rispetto tra colleghi; Giovanna Ciriotto, oggi presidente della Fondazione, che ha evidenziato il valore della formazione continua; Gabriele Andreola (2013–2016), che ha posto l’accento sul dialogo con i giovani come chiave per il futuro della professione. Il presidente Da Re ha infine ricordato i contributi degli ex presidenti Marino Grimani, Massimo Miani ed Ezio Tagliaro, che hanno segnato tappe decisive dell’evoluzione dell’Ordine.
Sostegno al territorio e sguardo al futuro
Tra le attività più significative dell’Ordine, l’OCC “Commercialisti Serenissima” si conferma un presidio concreto a supporto di famiglie e imprese in difficoltà, con 25 nuove procedure avviate nel 2024 e 95 gestori iscritti all’albo. Un dato che attesta la competenza dell’Ordine nella gestione delle crisi da sovraindebitamento.
Nel discorso conclusivo, Massimo Da Re ha riassunto lo spirito dell’intera giornata: “Celebrare un secolo di storia significa sentirne il peso, ma anche la forza. La storia non è solo dietro di noi, è dentro di noi. E abbiamo il dovere di custodirla e rilanciarla ogni giorno, con competenza, passione e coraggio”.
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