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Venezia, al Cimitero con il cane o a fare lo spuntino

Un uomo passeggia tranquillamente con il cane tra le tombe del Cimitero di San Michele, a Venezia. L’animale, povera bestia, che potrà saperne della sacralità del luogo e del rispetto che necessita alle persone che lo visitano. L’animale, povera bestia, se dovrà abbaiare: abbaierà, se gli “scapperà”: la farà. Dio non voglia su qualche sepoltura […]

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Un uomo passeggia tranquillamente con il cane tra le tombe del Cimitero di San Michele, a Venezia. L’animale, povera bestia, che potrà saperne della sacralità del luogo e del rispetto che necessita alle persone che lo visitano. L’animale, povera bestia, se dovrà abbaiare: abbaierà, se gli “scapperà”: la farà. Dio non voglia su qualche sepoltura a ribadire il chissenefrega del “padrone”.
Non è l’unico comportamento incivile che vede il nostro Camposanto, purtroppo. Gente che fuma, gente che fotografa come in gita, gente che mangia un panino seduta in un piano che speriamo non sia una lapide.
E’ per questo che lancia un appello per il rispetto della gente nei confronti del luogo sacro in assoluto, il cimitero, e in questo caso quello monumentale dell’Isola di San Michele, il diacono Guglielmo Fasan.

La sua è una protesta risentita, un appello per scoraggiare comportamenti irrispettosi verso quel luogo del silenzio, violato talvolta dalla maleducazione dei suoi visitatori, da condotte che non “sarebbero” consentite, per semplici motivi di buon senso e di civiltà.
Né secondo le norme, le raccomandazioni che figurano su evidenti e appositi cartelli, anche in lingua inglese, che avvertono, e ricordano l’inviolabilità tà del luogo.
L’elenco su ciò che è vietato nel camposanto, sono apparentemente semplici e non difficili da accettare. Vestire in modo consono, non fumare, non fotografare, non disturbare i riti religiosi, non mangiare panini, avere cura di non lasciare lattine, bicchieri di plastica in abbandono e altre attenzioni che secondo il diacono, ma anche monsignor Ettore Fornezza, negli ultimi tempi non sono recepite e il cimitero fa un tutt’uno con le abitudini che la stessa Venezia vive e sopporta.

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Un regolamento della polizia comunale esiste, ma evidentemente non viene osservato ciò che del resto dovrebbe essere tacitamente accettato, al di là delle norme municipali.
La sepoltura, i Sepolcri cari a Ugo Foscolo, in queste giornate che richiamano i vivi a visitare i loro morti, sono pieni di fiori, la natura trasforma in prato le tombe e ognuno vive una ricorrenza intima e particolare, vi è l’idea che nel mondo in continuo divenire, soltanto il sepolcro sia il luogo degli affetti e di trasmissione umana del sentimento e della nostalgia.

Mancano all’isola di San Michele, nata nel 1837, quei dodici frati francescani che benedivano le tombe.
Ora il convento è vuoto e in abbandono, salvo alcune stanze che sono state recentemente restaurate dal Comune.
Il camposanto violato, ignorato nel suo significato profondo, è uno spaccato di ciò che la società oggi rivela, ed è un sintomo preoccupante.

Andreina Corso

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Grazie, ricambio i saluti e rifletto e condivido lo stato d’animo di chi ha perso un figlio e vorrebbe saperlo protetto e rispettato nel luogo che lo ha accolto. Comprendo signor Pasquino e grazie per la fiducia. Andreina

  2. La responsabilità è di VERITAS e delle associzioni di recupero che lavorano sic! per il controllo e la manutenzione,basterebbe mettere uno di loro alla porta d’ingresso e vietare di entrare a chi crede di essere al mare.

    Credo ci sia un B&B aperto,in quanto molte persone scendono dal vaporetto in orario di chiusura del Cimitero,cosa severamente vietata ai parenti dei defunti.

    Avendo un figlio che è alloggiato suo malgrado,non vorrei che qualcuno andasse a farsi una canna o una sveltina sulle lapidi,la cosa mi darebbe molto fastidio.

    I signori foresti che vanno a trovare i VIP per farsi fotografare e postare sui social paghino un biglietto d’ingresso di almeno 100 € ,soldi che serviranno per la manutenzione delle tompe di chi non ha avuto la sorte di nascere e morire da pseudo eroe.

    Cordialmente saluto la signora Corso.

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