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Venezia e lo spopolamento in favore di conversione a luogo di attrazione turistica: se non si può chiamarlo esodo, chiamiamolo declino demografico. A Venezia centro storico si tocca infatti un nuovo minimo storico, con i residenti nel cuore della città lagunare che scendono a 49.039, come confermato dal “contapersone” di campo San Bartolomio. La fuga verso la terraferma continua a essere una tendenza, con 119 residenti in più che hanno optato per un cambio di residenza in soli trenta giorni, e si tratta soprattutto di giovani in cerca di prospettive al di fuori delle mura veneziane.
Il centro storico, che abbraccia sestieri e zone di San Marco, Castello, Sant’Elena, Cannaregio, Dorsoduro, San Polo, Santa Croce, Giudecca e Sacca Fisola, non riesce ad arrestare la sua discesa verso uno spopolamento sempre più evidente. Le cause di questo declino sono molteplici e vanno dal caro affitti al costo della vita elevato, dall’impossibilità di trovare alloggi alle possibilità di guadagno facile che offre il mercato turistico, dalle difficoltà di mobilità alla qualità della vita resa soffocante dal settore turistico, dalla mancanza di servizi necessari ai residenti alla conversione degli spazi a servizi per turisti.
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Il sindaco Brugnaro, però, ha una visione diversa del problema, per cui esso non risiede tanto nell’abbandono di Venezia da parte dei residenti, ma piuttosto nel fenomeno nazionale della bassa natalità. “Questa città, come l’Italia”, ha affermato Brugnaro nella conferenza stampa di ieri, “sta vedendo sempre meno nascite. Non si può invertire la curva demografica con politiche superficiali per incentivare le nascite. È una questione culturale profonda. Le donne oggi tendono ad avere un solo figlio, se ne hanno uno, e poi si fermano. Dobbiamo accettare il fatto che stiamo diventando un paese sempre più vecchio.”
Il sindaco ha anche toccato il tema della diminuzione dei residenti, che al giorno di Pasqua erano scesi a 49.027, avvicinandosi pericolosamente al traguardo psicologico dei 49.000. “Non c’è un’esodo da Venezia”, ha continuato il sindaco, “il saldo demografico è sostanzialmente in equilibrio. Il problema principale è l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di nuove nascite”.
Secondo Brugnaro: “Non c’è gente che va via da Venezia, il bilancio è in pareggio. In compenso c’è gente che non ha la residenza all’anagrafe, ma a Venezia ci vive, come gli studenti”.
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Sindaco, la sua amministrazione è davvero un modello di efficienza e impegno! Non c’è nulla di più stimolante che vedere giovani coppie veneziane cercare disperatamente affitti o acquisti abbordabili nel centro storico, mentre l’economia del turismo prospera. Bravo!
E poi, chi ha bisogno di una casa quando si può semplicemente vivere nell’entusiasmante mondo delle tasse turistiche e dei musei affollati? ️
Eh sì, le Amministrazioni precedenti avevano proprio torto a investire in giovani e a promuovere la residenzialità. Che sciocchezza!
Comunque, cordiali saluti!
Sindaco, per favore prima di fare affermazioni come quelle che leggo nell’articolo, che da residente veneziano doc reputo ridicole e inaccettabili, dichiari pubblicamente e soprattutto dimostri cosa ha fatto per promuovere e sostenere la residenzialità nel centro storico durante il suo ben doppio mandato. Nulla! Ci sono giovani coppie veneziane che cercano disperatamente ma inutilmente affitti o acquisti abbordabili che NON ESISTONO. Le ricordo che Amministrazioni precedenti hanno fatto ben altre politiche, tra cui quella – s’informi! – di investire danaro del Comune di Venezia – con bando pubblico – per l’acquisto della prima casa da parte di giovani che hanno ricevuto un contributo comunale a fondo perduto o in forma di mutuo agevolato. Io sono tra quelli e i miei figli oggi non trovano nulla. La sua amministrazione ha lasciato che l’economia del turismo avesse il sopravvento, INCENTIVANDOLA IN OGNI MODO IERI, OGGI E, SE A ROMA PASSA IL TERZO MANDATO, DOMANI!
Nessun cordiale saluto.
i Ca’ Foscarini … Gigio dichiara residenti in colombi e semo apposto.
Sogno una Venezia di studenti e bangla.
Grazie sindaco
Caro Brugnaro, se potessi me ne andrei anch’io da questa citta’. Mi fa schifo come è diventata. E la colpa e’ tutta e solo di chi amministra. Chi è stato dovrebbe vergognarsi di quello che ha fatto per cupidigia.