Venezia, 4 giovani spacciatori denunciati: vendevano marijuana e hashish anche a minori

ultimo aggiornamento: 18/04/2020 ore 15:49

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spaccio degrado
Giovani che vendono droga ad altri giovani e giovanissimi, anche vicino alle scuole. Dopo l’indagine è scattata l’operazione dei carabinieri della Compagnia di San Donà di Piave contro lo spaccio di sostanze stupefacenti.

All’alba di ieri, 17 aprile 2020, a Musile di Piave, Fossalta di Piave e Zenson di Piave, quest’ultima in provincia di Treviso, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di San Donà di Piave, con il supporto di personale del 4° Battaglione Carabinieri “Veneto” di Venezia-Mestre e del Nucleo Cinofili di Torreglia, hanno eseguito un decreto di perquisizione locale nei confronti di tre giovani tra i 19 e i 21 anni, tutti indagati nell’ambito di un procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica di Venezia il cui pm titolare è Fabrizio Celenza.

Il decreto trae origine da un’indagine avviata nel gennaio dello scorso anno dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di San Donà di Piave dopo il sequestro di 50 grammi di marijuana nei confronti di uno studente, all’epoca 16enne, in un istituto scolastico sandonatese.


Nel corso dell’investigazione si è appurato che la sostanza era stata acquistata da uno degli indagati e gli accertamenti hanno permesso di risalire ad altri giovani pusher, il tutto debitamente riportato all’Autorità giudiziaria.

Un quarto giovane, 21enne, anch’egli indagato e destinatario del provvedimento, non è stato rintracciato in quanto allontanatosi dalla provincia di Venezia.

Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di spaccio aggravato e continuato di sostanze stupefacenti del tipo “marijuana” ed “hashish”, poiché destinate anche a minori e con reati commessi in alcune circostanze in prossimità di istituti scolastici ed avvenuti nei comuni di San Donà di Piave e Fossalta di Piave.


Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti 170 grammi di marijuana e una dose di hashish, oltre a bilancini elettronici di precisione, “bong” (pipe ad acqua) e “grinder” nonché materiale per il confezionamento dello stupefacente.

La droga verrà analizzata in laboratorio ed il rimanente materiale, quale fonte di prova, depositato presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale lagunare.

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