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lunedì 26 Luglio 2021

Veneto confermato in zona arancione, non c’è per ora la chiusura delle scuole

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I 1.500 contagi delle ultime 24 ore indicano una inversione di tendenza in regione. «Siamo davanti a una mutazione del virus che è dal 43 al 100% più contagiosa», ha commentato il presidente Luca Zaia. L’Rt è cambiato aumentando in una settimana. «Davanti a questo è inevitabile la zona arancione (parte lunedì). Il virus si orienta verso i giovani. Non abbiamo provvedimenti di chiusura in corso delle scuole. Ad oggi la finestra ci vincola a 250 casi su 100 mila abitanti. Ma se dovesse arrivare una forte pressione di contagio, avremmo già un Rt elevato». Il governatore intende attendere i dati della prossima settimana per decidere sulle scuole. C’è una valutazione in corso anche in base alla presenza delle varianti. Il Dpcm prevede la possibilità di chiudere tutte le scuole. «Se iniziamo ad avere pazienti in età pediatrica serviranno diversi ragionamenti. E hanno ragione le famiglie a preoccuparsi per l’organizzazione, è difficile da gestire l’eventuale chiusura degli istituti».

Zona arancione
In zona arancione c’è il divieto di spostamento tra i Comuni, salvo eccezioni. È permessa una sola visita al giorno a casa di parenti o amici, nello stesso Comune. Dai Comuni fino a 5.000 abitanti, spostamenti consentiti entro i 30 chilometri ma  è vietato andare nei capoluoghi di provincia.
Si può spostarsi in altri Comuni per lavoro, salute o necessità o per accedere a servizi non presenti nel proprio. Il coprifuoco rimane dalle 22 alle 5. I centri commerciali restano chiusi nei festivi e prefestivi, salvo all’interno farmacie, parafarmacie, alimentari, tabaccherie, edicole, librerie, vivai. Chiusi musei, mostre teatri, cinema, palestre e piscine. Bar ed esercizi pubblici con il coprifuoco alle 18.

Vaccini
«Sono tanti i milioni di veneti da vaccinare – ha detto Zaia – Spero si possano avere più soldi per ristorare le imprese che sono state colpite pesantemente dal Covid. Ne usciremo solo con il vaccino, a marzo è confermato un aumento del numero delle dosi dal ministero della Salute. E ci sarebbe la possibilità di ricavare dalle confezioni la settima dose di vaccino, utilizzando delle siringhe di precisione che il Veneto ha acquistato».

L’Rt e il tracciamento (si torna a 14 giorni)
La dottoressa Francesca Russo del dipartimento Prevenzione Veneto ha parlato dell’aumento dell’Rt che ha superato l’1. La presenza delle varianti complica la contagiosità. Da circolari ministeriali deve essere fatto un monitoraggio stretto che modifica il contact tracing e monitoraggio, perciò si intende avere la stessa metodologia a tutti i casi con una quarantena di 14 giorni e non 10, la ricerca dei contatti come in passato a 14 giorni e la ripetizione del tampone molecolare confermativo alla fine della quarantena. Vengono considerati anche i contatti a basso rischio per isolare più gente possibile. Infatti, il tracciamento rafforzato con l’isolamento è elemento che ci consente di aumentare la prevenzione.

C’è inoltre, ha detto Russo, un’attenzione particolare al monitoraggio di tutte le positività a scuola. Se il cluster (due o più casi) di contagio perciò è determinato da una variante del virus, la classe, dalla prossima settimana, va tutta in quarantena e l’isolamento può riguardare tutto l’istituto. È previsto il sequenziamento. «In generale avremo l’incidenza per tutti i Comuni, giorno per giorno, per la dinamica della diffusione, oltre alla presenza di varianti. Sarà il servizio di igiene e sanità pubblica d’accordo con i sindaci a decidere eventuali provvedimenti di chiusura sulle aree», ha spiegato Russo. Si cerca di prendere prima possibile misure restrittive contenute per agire chirurgicamente nel fermare la circolazione del virus. Si considera la proiezione del Rt per elaborare modelli per valutare meglio il contesto e adattare le misure. La valutazione è sull’assestamento dei casi nell’arco di una settimana-10 giorni. È un intervallo più confidenziale rispetto a quello considerato per fissare le zone. «Se ci troviamo in una scuola con un cluster di contagio legato a variante – conclude Russo – valutiamo il territorio in generale. Se l’istituto è inserito in un contesto con un elevato indice di contagio, dovremo tenerne conto. Ora si sta valutando la grandezza del territorio da considerare: se Comune o provincia, non vorremmo fosse la regione perché è troppo ampio».

 

 

 

 

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