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giovedì 29 Luglio 2021

Veneto in zona gialla da lunedì: è ufficiale

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Veneto in zona gialla da lunedì: è ufficiale. Ma è in generale l’Italia che si tinge di giallo, qui comprendendo anche la Lombardia.
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà infatti in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì primo febbraio.
Sono in area arancione le Regioni Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano.
Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in area gialla.
Tanto è appena stato confermato da fonti del Ministero della Salute.
Intanto è arrivata la conferma che

il Trentino rimane ancora zona gialla.
“In ogni guerra niente va dato per scontato ed ogni giorno che passa è il risultato di una conquista fatta di sacrifici e spesso di dolore. Ringrazio per questo le trentine ed i trentini che in questa lunga guerra contro il Covid-19 stanno tenendo duro. È grazie al loro impegno, alle loro fatiche, alle rinunce ed alla loro disciplina che continuiamo a rimanere zona gialla”.
Con queste parole – affidate ad una nota – il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, anticipa la classificazione settimanale attesa dall’Istituto superiore di sanità e dal Ministero.
“Ho sentito il ministro Roberto Speranza – aggiunge Fugatti – che mi ha dato rassicurazioni in tal senso. Da parte nostra ho rinnovato il massimo impegno delle istituzioni e di tutta la comunità trentina a continuare a fare il massimo per non allentare la presa ed evitare che si vanifichi, per un calo di prudenza, l’enorme sforzo fin qui sostenuto dai nostri concittadini e dalle nostre imprese”.

Con il passaggio della Sicilia e della Provincia autonoma di Bolzano alla zona arancione, in Italia, in base alle ordinanze che il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà in giornata e che andranno in vigore a partire da domenica 31 gennaio, in Italia non ci sono più zone rosse.
Cinque le regioni, in arancione: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano.
15 regioni e la provincia autonoma di Trento sono in giallo.

“I dati riguardanti la situazione epidemiologica della Lombardia erano chiari e ben definiti da giorni e la collocazione in zona gialla è la conferma di quanto sosteniamo da giorni”. Così la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Letizia Moratti commenta la notizia del passaggio della Lombardia in zona gialla.
“Confidiamo comunque nella responsabilità dei lombardi – aggiunge Moratti – e siamo lieti che le imprese e i lavoratori della nostra regione potranno finalmente tornare alle proprie attività a pieno regime: la locomotiva d’Italia si rimette in moto”.

Sul “Veneto Giallo” è intervenuto pochi minuti fa anche il presidente Zaia: “Ho avuto questo pomeriggio una conversazione col ministro Speranza che mi ha confermato che il Veneto diventerà zona gialla. Ma, come ho sempre detto, le zone non sono un gioco a premi dove si vince o si perde”.
“Dobbiamo prendere atto – prosegue – che siamo ancora nel pieno della pandemia, ed è fuori luogo pensare che sia finita. Non è catastrofismo ma la presa d’atto di quello che accade, non solo in Italia, ma in tutta Europa”.
“Il ritorno in area gialla va vissuto da ognuno di noi con responsabilità, evitando gli assembramenti, indossando in modo maniacale la mascherina e igienizzando con grande frequenza le mani, perché in un battibaleno lo scenario potrebbe cambiare in arancio o in rosso, e quindi – conclude Zaia – portare a nuove chiusure”.

Il discorso del presidente è di ampio respiro: “Non guardiamo solo a noi, ma anche all’Europa – aggiunge Zaia – dove la Germania è in lockdown duro ma fatica a uscirne, la Francia ha annunciato nuove dure restrizioni, come l’Inghilterra che ha superato i centomila morti, la Spagna sta ricominciando a crescere. Questo per capire che il rischio di considerarsi un’isola felice va assolutamente evitato. Nell’auspicio che ciò non accada, la Sanità del Veneto ci mette e ci metterà tutto l’impegno umanamente e strutturalmente possibile. Con la prevenzione, i controlli, il contact tracing e il monitoraggio di tutto quanto accade nella comunità, per essere tempestivi nel monitorare e nell’intervenire, con il lavoro strenuo di tutti i sanitari in tutti gli ospedali”.
Secondo Zaia “anche se la vita potrà sembrare riavvicinarsi alla normalità come movimentazione complessiva, la vera sfida si dovrà combattere ancora, perché se le cose peggiorano gli ospedali rischiano il collasso, e se vanno in collasso gli ospedali non potranno più essere garantite le migliori cure ai malati Covid, ma anche a tutti i portatori di altre patologie. Evitarlo è la sfida che tutti noi dobbiamo contribuire a vincere. Perderla – conclude – si tradurrebbe in malattia per le singole persone e nel collasso per gli ospedali”.

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