I venditori abusivi si sono spostati in Strada Nuova e crescono i problemi

ultima modifica: 24/11/2016 ore 10:26

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I venditori abusivi si sono spostati in massa in Strada Nuova e crescono i problemi stando alle proteste di negozianti e passanti, “battuti” con troppa “decisione” dagli ambulanti.

Certo non deve essere facile la vita di chi, in quanto ambulante sprovvisto di autorizzazione , scappa dalle proteste, dalle minacce dei commercianti veneziani, che non li vogliono davanti alla loro bottega, dalla polizia che li insegue e loro cercano rifugio in gran corsa fra campi e campielli, investendo spesso la gente per strada, tanta è la fretta di ripararsi, di difendere quella merce, che una volta sequestrata riduce a zero le prospettive minime di vita.

Eppure hanno ragione tutti, i negozianti e gli ambulanti (autorizzati) che si sentono minacciati dalla concorrenza (sleale) di chi vende in promiscuità, magari stendendo lenzuola per terra e appoggiando appena la loro merce, proprio davanti alla porta o alla vetrina dei negozi. Basta un cenno, un fischio che annuncia l’arrivo dei vigili prontamente chiamati dai veneziani d’hoc, e la tovaglia diventa un fagotto annodato in fretta e furia, a riparare “la roba”.

Ha ragione la gente che cammina e che non ce la fa a passare la ressa, che invade tutta la zona che partendo dalla Stazione Ferroviaria si snoda verso san Leonardo e la Strada Nova, ha ragione chi si arrabbia perché a causa della folla perde il treno.

Ha ragione chi è stato minacciato da qualche ambulante straniero esasperato dal bisogno di sussistenza, ha ragione chi richiama a comportamenti più educati e civili. Ha ragione chi se la prende con il Comune che non riesce ad organizzare le compatibilità commerciali presenti in città, ha ragione chi vuole legalità e legittimità e la pretende. Ha ragione chi cerca si sopravvivere in una città a livelli turistici inusitati, dove tutti o quasi ci guadagnano.

E passando ai torti si richiama la politica del nostro Comune che ha disatteso le aspettative delle categorie che dentro e fuori del commercio si muovono. Sì, manca sì una regolamentazione “complessiva” e in molti si chiedono dove sia andato a finire quel progetto di assegnare campi e spazi agli ambulanti, perlopiù senegalesi, che avrebbero accettato volentieri di vendere i loro prodotti insieme ad altri, anche veneziani, in virtù di formazioni lavorative eterogenee, ma condivise, al fine di evitare luoghi discriminanti e appartati.

Ha torto quella politica che non indica una filosofia di convivenza possibile e che nelle sue conseguenze più gravi arriva a determinare problemi che più della politica finiscono con l’ interessare una assurda ed evitabile guerra civile e problemi di ordine pubblico.

Andreina Corso

24/11/2016

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Una persona ha commentato

  1. Salve parlo come operatore ho un banco con sede fissa autorizzato dal comune e purtropp vedo un accanimento verso i banchetti di Venezia da parte di alcuni mentre l’amministrazione non fa’ nulla nei confronti dell’illegalità anzi la favorisce a danno di quei pochi italiani superstiti

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