Vendevano mezzo chilo di droga al mese tra Pordenone e Venezia. Rete dello spaccio smantellata dai carabinieri: 13 misure cautelari

ultimo aggiornamento: 16/04/2020 ore 17:54

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Vendevano mezzo chilo di droga al mese. E’ scattata l’operazione antidroga dei carabinieri di Pordedone che ha smantellato una rete dello spaccio tra albanese e italiani che arrivava fino a Venezia. L’indagine è durata due anni ed terminata oggi con tredici le misure cautelari.

L’attività di monitoraggio e contrasto del locale fenomeno dello spaccio/uso di sostanze stupefacenti svolta dai carabinieri del Comando Provinciale di Pordenone non si è interrotta neanche con la pandemia da coronacvirus.

Infatti, l’ennesima indagine, questa volta svolta su alcuni soggetti residenti in questa provincia, con precedenti specifici, ha permesso di individuare e smantellare una ramificata attività di traffico di sostanze stupefacenti, strutturata su più livelli, operante sia nell’approvvigionamento che nel successivo spaccio al dettaglio di sostanza stupefacente, specie del tipo cocaina, tra le provincie di Pordenone e Venezia.


L’operazione di oggi ha visto l’impiego di oltre 50 carabinieri col supporto di unità cinofile, si è conclusa con l’esecuzione di tredici ordinanze cautelari tra cui 2 in carcere, 6 agli arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora e 2 obblighi di presentazione alla P.G..
Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale di Pordenone che concordava con le risultanze investigative prodotte dai carabinieri, puntualmente riferite dalla Procura della Repubblica al Tribunale di Pordenone.

L’INDAGINE PARTITA DUE ANNI FA
L’indagine è stata condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Pordenone coadiuvato dai militari della Stazione Carabinieri di Aviano e avviata nell’aprile del 2018 sotto la direzione del sostituto Procuratore della Repubblica di Pordenone, Federico Facchin.

Indagine che ha consentito di documentare il profilo criminale di ogni soggetto coinvolto nell’attività illecita, attraverso un’articolata azione investigativa incentrata su tradizionali servizi dinamici sul territorio e integrata da complesse e differenziate attività tecniche. Il tutto ha permesso l’arresto in flagranza di reato di ulteriori 6 persone nonché di denunciare 10 soggetti in stato di libertà, sequestrando nel contempo oltre mezzo chilogrammo di stupefacente, prevalentemente cocaina.


Tra i soggetti principali, aventi un ruolo di spacciatori, emergono sicuramente Alexsander Zhava, cittadino albanese, che con la complicità della fidanzata Lisa Zille e Davide Zuccalà, cittadini italiani,
era dedito alla vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti nel territorio pordenonese, con circa un volume
di mezzo chilo al mese.

A sua volta, Zhava si procurava la droga inizialmente presso i connazionali Jashar Tusha, Kristjan Doda e Tonin Ndoci, quali fornitori di primo livello, e successivamente, quali fornitori di secondo livello, dagli albanesi Sulejman Tivari e Ali Tivari, che erano in grado di garantirgli le quantità e la qualità da lui ricercate, con un volume d’affari di circa un chilo al mese.

L’attività di spaccio su Pordenone, svolta pure dall’albanese Ivan Bolgan e dagli italiani Claudio Marrocco, Stefano Ferro e Andrea Poletto, si estendeva anche alla provincia di Venezia e, in particolare, nel portogruarese, con la presenza attiva di Nicola Vendrame, che era anche assuntore.

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