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mercoledì 20 Ottobre 2021

Vaccino AstraZeneca: i casi di morte sospetta oggetto di indagine

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Vaccino AstraZeneca: si aggiungono casi di morte sospetta da indagare nel pieno dell’ondata emotiva che ha accolto anche la sospensione della vaccinazione con questo farmaco in mezza Europa, contemporaneamente però, ogni nesso causale al momento viene escluso.
Una donna ieri a Napoli si è accasciata improvvisamente.
Sonia Battaglia, 54 anni, senza alcuna patologia pregressa, è stramazzata al suolo senza segni premonitori ed ora la donna lotta tra la vita e la morte all’ospedale del Mare, ricoverata in terapia intensiva.
La donna aveva ricevuto una dose di AstraZeneca del lotto ABV5811, lo stesso del professore biellese.
Il professore di musica biellese morto improvvisamente: Sandro Tognatti, 58 anni, insegnante di clarinetto al Conservatorio di Novara, aveva ricevuto l’iniezione nel pomeriggio del giorno prima nel centro vaccinale di Candelo. Alla mattina era rimasto a letto perché non si sentiva bene e poco più tardi la moglie lo aveva trovato senza vita in camera.
Gli episodi mettono sotto la lente di ingrandimento la morte improvvisa di un odontoiatra di 46 anni.
L.M. lo scorso 11 marzo è stramazzato a terra per strada vicino alla sua abitazione. Il vaccino “sospettato” gli era stato inoculato circa un mese prima. Una distanza notevole per quella che pareva una morte per infarto per cause naturali, ma gli ultimi eventi hanno gettato una luce diversa sul decesso dell’odontoiatra che non aveva nessuna patologia precedente ed ora la famiglia vuole vederci chiaro presentando un esposto in procura.
I casi precedenti di cui hanno parlato le cronache: Stefano Paternò, 43 anni, militare di Marina morto per un arresto cardiaco dopo essersi sottoposto il giorno precedente alla prima dose di vaccino.
Il secondo caso è relativo al decesso di Davide Villa, 50 anni, agente della Squadra mobile.
La procura di Trapani invece indaga sulla morte del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, di 54 anni, stroncato da un infarto.
Questa mattina verrà eseguita l’autopsia sul corpo di

Sandro Tognatti, avvenuta a diciassette ore di distanza dalla somministrazione del vaccino AstraZeneca.
In attesa degli esiti, il procuratore Teresa Angela Camelio, che coordina le indagini, non ha escluso la “sussistenza di nesso eziologico” tra l’inoculazione e il decesso. E, prima ancora che l’Aifa vietasse del tutto l’uso del vaccino, ha disposto il sequestro del lotto ‘incriminato’.
Oltre 393mila flaconi che i carabinieri del Nas hanno prelevato in tutta Italia, negli hub di distribuzione e nei centri di vaccinazione a cui erano stati consegnati.
Il lotto ABV5811 è stato il secondo a finire sotto sequestro dopo l’ABV2856, bloccato nei giorni scorsi in seguito alla morte del sottufficiale della Marina militare Stefano Paternò in Sicilia.
Sulla sua morte indaga la procura di Siracusa che, in attesa dell’esito dell’autopsia e dei risultati degli esami istologici e tossicologici, ha autorizzato i funerali. Si svolgeranno mercoledì pomeriggio, alle 16, nel duomo di Catania. Per l’ultimo saluto, il 43enne avrà anche il picchetto d’onore.
Esclude legami con la vaccinazione anti Covid, invece, la Procura di Agrigento in merito al decesso di un operatore sanitario di Licata in servizio in una casa di riposo di Palma di Montechiaro.
All’uomo, per altro, era stata inoculata una dose Pzifer.
Biella si aggiunge dunque alle altre procure che già indagavano sul vaccino, tra cui appunto Catania, Trapani, Siracusa, Bologna e Napoli.
E proprio nel capoluogo campano si è registrato l’ultimo caso sospetto,

quello della 54enne Sonia Battaglia.
La donna lotta tra la vita e la morte all’ospedale del Mare, ricoverata in terapia intensiva dopo una dose AstraZeneca del lotto ABV5811, lo stesso del professore biellese. Come il musicista, non aveva patologie pregresse: “E’ sempre stata sana come un pesce – raccontano i famigliari – e anche dopo il vaccino sembrava stesse bene, tanto che è andata a lavorare. Due giorni dopo ha avuto la febbre, dormiva in continuazione, non riusciva a parlare” fino a diventare “totalmente immobile”.
I legali dei famigliari di Anna Maria Mantile, la professoressa deceduta a Napoli a distanza di alcuni giorni dalla somministrazione di una dose del vaccino anglo-svedese, hanno intanto chiesto alla Procura di Napoli l’acquisizione della documentazione sui dati inerenti le controindicazioni emerse nel corso della fase sperimentale del vaccino, somministrato ad oltre un milione di italiani. Per l’esattezza, le dosi utilizzate sono 1.093.800 sulle 2.196.000 consegnate, ovvero il 49.8% di quelle arrivate nel nostro paese. Le prime inoculazioni l’11 febbraio, quando ne furono fatte 2.919, mentre il picco al momento è stato raggiunto venerdì scorso, con 64.684 dosi somministrate.

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