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mercoledì 04 Agosto 2021

Vaccino AstraZeneca: cosa succederà a chi ha già fatto il lotto oggi sospeso?

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Vaccino AstraZeneca e il lotto sospeso oggi: ‘Che mi succederà?’, paura, tante telefonate a hub e Asl mentre cominciano a fioccare le disdette delle prenotazioni.
Un numero seriale – apparentemente anonimo – che allarma tanti vaccinati in tutto il Paese.
Decine di migliaia di dosi già somministrate e altrettante ritirate prima di essere inoculate.
Aumenta con il passare delle ore il rischio che la psicosi prevalga sulla fiducia, dopo i tre casi sospetti dovuti alla morte di persone che da poco si erano vaccinate con il siero di AstraZeneca.
Sotto osservazione c’è in particolare il lotto con la sigla ABV2856, che riguarda complessivamente 500mila dosi (commercializzate sia in Italia che in Europa), di cui è stata ora sequestrata dai Nas la parte non ancora utilizzata.
Quella partita di vaccini era stata destinata in gran parte a personale scolastico e forze dell’ordine, soprattutto la scorsa settimana e all’inizio di questa ma – dopo la notizia dello stop disposto dall’Agenzia italiana del farmaco – la reazione a catena dei dubbi ha raggiunto in poche ore i centralini di Asl e centri vaccinali in tutta Italia, con centinaia di telefonate in diverse regioni.
“A chiamarci sono pazienti fragili, che chiedono di essere rassicurati anche sulla somministrazione del vaccino Pfizer, oltre a varie richieste di annullamento in generale o gente che chiede semplici informazioni. Non sappiamo quanta gente domani si presenterà per le inoculazioni”, spiegano perplessi alcuni medici dell’hub di Catanzaro. Stessa situazione in tante altre strutture, dove i Centri e le aziende sanitarie locali spiegano comunque che chi ha il certificato con quel numero seriale dovrà comunicare l’evento avverso al proprio medico, farmacista o sulla piattaforma nazionale Vigifarmaco. Presa d’assalto anche questa.
“Evitare la seconda dose” è invece una delle frasi più frequenti che gira sui gruppi di chat dei prof di varie scuole.
Come quelle in Campania, dove diversi docenti sono allarmati.
In molti – tra questi diverse persone segnalano effetti collaterali come nausea, vertigini, eruzioni cutanee e mal di pancia –

mostrano il proprio certificato vaccinale con lo stesso codice del lotto e chiedono allarmati delle spiegazioni a presidi, Asl e medici di base.
C’è anche chi, tra i vaccinati, azzarda rimedi fai-da-te come l’assunzione di eparina, tachipirina o altri farmaci.
“Ma c’è chi non ci risponde al telefono e addirittura delle guardie mediche che ci hanno detto di rivolgerci altrove”, spiegano alcune persone che dicono di aver “avvertito sintomi avversi”.
In diversi casi i medici hanno ricordato ai pazienti che avevano firmato un consenso informato in cui si dichiarava di “aver compreso i benefici ed i rischi della vaccinazione” e che “qualora si verificasse qualsiasi effetto collaterale c’è la responsabilità di informare immediatamente il proprio medico curante e seguirne le indicazioni”.
Ma ora in tutte le regioni si stanno svolgendo controlli sui pazienti che hanno ricevuto le dosi del lotto messo al bando.
In Campania si stanno rintracciando le persone a cui sono stati inoculati quei vaccini, contattate per informazioni sulle loro condizioni ed eventuali reazioni avverse.
Dai primi riscontri che stanno arrivando sembrerebbe che non ci sia quasi nessun caso di reazione avversa se non di lieve entità, “ma è chiaro che siamo all’inizio”.
In Liguria sono state consegnate 6.300 di quelle dosi segnalate e 5.500 sono già state utilizzate senza che siano state segnalati casi gravi: da una ricognizione preliminare emergono 23 segnalazioni di reazione avversa al siero di AstraZeneca, di cui nove riguardano le fiale di quel carico.
Nelle Marche, tra le 1.750 persone che hanno ricevuto questo vaccino, si sono verificati soltanto due eventi lievi.
Sospeso in Toscana l’utilizzo di alcune dosi non ancora utilizzate, ma già ne sono state somministrate 15.743 senza che siano emerse “criticità particolari”.
In Trentino ne sono state usate 2.045 sulle 2.200 arrivate.
Col tempo – e alla luce delle indagini attese – si spera che la paura si trasformi in semplice suggestione, per avanzare e tornare a correre verso l’uscita dal tunnel del Covid.

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