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Vaccinazioni in Veneto: Zaia ordina verifiche sui vaccinati ‘non meglio classificati’

Vaccinazioni in Veneto: il presidente del Veneto, Luca Zaia, e l’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin, hanno dato mandato oggi ai direttori generali delle Ulss di avviare delle verifiche sui vaccini già eseguiti. Lo scopo è arrivare a catalogare i soggetti “non meglio classificati” che hanno ricevuto finora in regione 40.000 somministrazioni di vaccino anti-Covid. Questo, […]

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Vaccinazioni in Veneto: il presidente del Veneto, Luca Zaia, e l’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin, hanno dato mandato oggi ai direttori generali delle Ulss di avviare delle verifiche sui vaccini già eseguiti.
Lo scopo è arrivare a catalogare i soggetti “non meglio classificati” che hanno ricevuto finora in regione 40.000 somministrazioni di vaccino anti-Covid.
Questo, spiega la Regione, premesso che “l’attribuzione di una specifica categoria di rischio è effettuata dall’operatore della seduta vaccinale e pertanto può essere soggetta ad un margine di errore, soprattutto nei momenti di massimo afflusso ai centri”.
Il sottogruppo pari a circa 40.000 somministrazioni, elencato nella categoria ‘Altro’, costituisce il 3,5% del totale delle somministrazioni effettuate in Veneto, che ad oggi ammontano a circa 1.150.000.

Tra questi soggetti, spiega la Regione, rispondendo alle polemiche sollevate dall’opposizione in Consiglio regionale, rientrano persone “che attualmente non sono classificate in una delle altre condizioni di rischio previste dal Ministero della Salute (risultano classificati come ‘Nessuna condizione di rischio’, ‘Altro’ o ‘Mancante’).
In misura minore rientrano altre voci, come, ad esempio, viaggiatori internazionali, soggetti a rischio Epatite B, residenti aree a maggior rischio, profilassi post-esposizione, donne in età fertile, comportamento a rischio, che derivano da precedenti classificazioni del medesimo soggetto.

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Il sistema regionale è lo stesso utilizzato per le vaccinazioni ordinarie, non necessariamente anti-Covid19, e un soggetto già vaccinato per altri motivi – chiarisce la Regione – può risultare “già classificato in una categoria di rischio associata a precedenti vaccinazioni, ma non coerente con la campagna anti-Covid”.
Oggi, quindi, in relazione alle 40.000 somministrazioni non classificate, è stato dato mandato ai direttori generali delle Ulss, di verificare e incrociare i propri dati e catalogare i soggetti che compongono quel macro gruppo.

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