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Ultime borseggiatrici fermate a Venezia? 15, 13, 11 e 10 anni. Ecco perché

Allarme a Venezia per l’abbassamento drastico dell’età delle giovani borseggiatrici attive nel centro storico della nostra città. L’ultimo caso, registrato negli ultimi giorni, ha coinvolto due bambine di soli 10 e 11 anni, fermate dagli agenti della polizia locale nei pressi dei Giardini Reali, non lontano da Piazza San Marco. Le minori erano parte di […]

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Allarme a Venezia per l’abbassamento drastico dell’età delle giovani borseggiatrici attive nel centro storico della nostra città. L’ultimo caso, registrato negli ultimi giorni, ha coinvolto due bambine di soli 10 e 11 anni, fermate dagli agenti della polizia locale nei pressi dei Giardini Reali, non lontano da Piazza San Marco. Le minori erano parte di un gruppo composto da cinque ragazze, tutte di nazionalità bosniaca, sorprese in procinto di “agire” tra i flussi di turisti diretti agli imbarcaderi.

Perché sta accadendo? Secondo quanto riferito dal comando della polizia municipale, le giovani arrivano a Venezia con i primi treni del mattino, provenienti principalmente dai campi rom di Roma e Milano. Viaggiano insieme a ragazze poco più grandi, vestite in modo curato per passare inosservate. Una volta giunte a destinazione, si confondono tra la folla nei luoghi più frequentati, osservando i movimenti dei turisti e approfittando dei momenti di distrazione per sfilare portafogli e altri oggetti di valore. Spesso anche i turisti più attenti “abbassano la guardia” se vicino avvistano bambine così piccole proprio in ragione della loro tenera età.

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Anche il comandante della polizia municipale veneziana ha sottolineato come l’impiego di bambine così giovani rappresenti una preoccupante evoluzione del fenomeno, ma a pensarci bene: se le borseggiatrici fermate non sono mai imputabili perché in stato di gravidanza, di sicuro prima o poi partoriranno, e le bambine e i bambini che cresceranno in questo contesto che tipo di “imprinting” avranno?

La cause di questa nuova tendenza? Il fenomeno delle baby-borseggiatrici sarebbe frutto di una riorganizzazione delle bande criminali che modificano le proprie strategie, forse anche in seguito all’inasprimento delle misure previste dal decreto sicurezza, che consente in alcuni casi l’arresto anche di donne in gravidanza. Dopo ripetuti episodi, infatti, potrebbe diventare rischioso per loro contare sempre su tale impunità, così le reti di sfruttamento si starebbero ora orientando su “manodopera” di minori di età inferiore ai 14 anni, consapevoli del fatto che questi invece non sono proprio penalmente perseguibili.

Negli ultimi giorni, tre delle ragazze fermate – di 21, 23 e 24 anni – erano già destinatarie di fogli di via e sono state deferite all’autorità giudiziaria. Le due bambine di 10 e 11 anni, invece, sono state accompagnate in una struttura di accoglienza. Secondo quanto riferito dalle autorità, in molti casi è difficile risalire ai veri genitori delle minori, e non è raro che altre donne del gruppo criminale tentino di presentarsi come madri per riottenerne la custodia. Le minori, però, vengono trattenute in attesa dell’intervento del Tribunale per i minorenni. Se il Tribunale per i minorenni riesce a trovare i soggetti interessati, però, perché – come ci ha ricordato una giudice recentemente – esiste il problema delle notifiche, in quanto anche le persone con precedenti hanno diritto di conoscere imputazioni e date di udienze. Dunque, se la notifica non risulta regolarmente consegnata all’interessata (e in quegli ambienti è molto facile che accada) tutto si ferma e dopo un paio di tentativi si va verso l’archiviazione.

Nel fine settimana scorso, invece, due ragazze di 13 e 15 anni sono state sorprese in flagranza sul Ponte di Rialto, dopo aver tentato di borseggiare un turista proveniente da Hong Kong e residente negli Stati Uniti. Lo stesso assessore comunale alle Politiche sociali ha definito inquietante questa nuova deriva, evidenziando come le misure attuali non siano sufficienti a contrastare lo sfruttamento sistematico di giovanissimi e minori.

Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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4 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Bisogna togliere la patria potestà e far fare un percorso educativo integrativo scolastico in strutture adeguate alle minori evitando che scappino o che vengano riportate nei campi rom

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