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Questa mattina, poco prima delle 7, le forze dell’ordine hanno dato il via a un’operazione congiunta all’interno dell’ex sede Telecom, uno stabile abbandonato nel cuore della città da anni diventato rifugio per sbandati e senzatetto. La struttura era tornata tristemente alla ribalta nei giorni scorsi, dopo che una donna di 32 anni è stata vittima di ripetute violenze sessuali proprio all’interno dell’edificio.
L’operazione, condotta in sinergia tra Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale e Guardia di Finanza, ha avuto come obiettivo la bonifica e la messa in sicurezza dell’immobile, da tempo al centro delle segnalazioni da parte di residenti e commercianti della zona. Il blitz ha coinvolto anche una ditta specializzata, incaricata di chiudere tutti gli accessi allo stabile per impedirne nuove occupazioni abusive.
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Scopri come fare
Il palazzo, situato in pieno centro cittadino, rappresenta da anni un simbolo del degrado urbano che interessa alcune zone di Mestre. Nonostante le numerose richieste d’intervento, la struttura era rimasta accessibile, diventando un luogo di fortuna per persone senza fissa dimora, ma anche teatro di episodi di microcriminalità e, come emerso recentemente, di gravi fatti di cronaca.
La vicenda della giovane veneta, che ha denunciato di essere stata tenuta segregata e abusata più volte all’interno dell’edificio, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e ha spinto le istituzioni ad agire rapidamente. La donna, attualmente affidata alle cure dei servizi sociali e seguita da un’équipe di psicologi, ha raccontato di essere stata avvicinata da un uomo che l’avrebbe convinta a seguirlo nell’edificio, dove poi si sarebbero consumate le violenze.
La Procura di Venezia ha aperto un’indagine e sono in corso accertamenti per individuare eventuali responsabili, mentre la presenza sul posto di uomini in divisa ha riportato per qualche ora un senso di legalità in una zona da tempo considerata insicura.
“È un intervento necessario e doveroso, anche per dare una risposta concreta ai cittadini che da troppo tempo lamentano una situazione fuori controllo”, ha dichiarato un portavoce della Polizia Municipale. Il Comune di Venezia ha assicurato che, al termine della messa in sicurezza, verranno valutate soluzioni definitive per il futuro della struttura.
Intanto, il blitz ha riacceso il dibattito pubblico sulla gestione degli immobili dismessi e sulla necessità di un piano organico per il recupero urbano. Una questione che tocca da vicino il decoro cittadino, la sicurezza e, non da ultimo, la tutela delle persone più fragili che spesso si ritrovano a vivere ai margini, senza tutele e senza voce.
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Ci voleva che una povera donna fosse violentata per cinque giorni e rischiasse la vita per sgomberare quel posto?
credo che non sia semplice risolvere i problemi ora che hanno trasformato le città in centri per il bivacco grazie a questa politica scellerata di accoglienza, però quello che è successo alla ragazza è una pura e semplice vergogna