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sabato 23 Ottobre 2021

Ulss veneziane: in arrivo provvedimenti contro sanitari che non si vaccinano

HomeVaccinazioni obbligatorieUlss veneziane: in arrivo provvedimenti contro sanitari che non si vaccinano

Le Ulss veneziane scendono in campo in una battaglia che avrebbero volentieri evitato.
Le aziende sanitarie ancora una volta richiamano quei dipendenti che non si sono ancora vaccinati, invitandoli a valutare bene la scelta, perché stavolta è una sorta di ultimatum.
L’appello giunge in un momento in cui si registra un lieve aumento della variante Delta, che gli scienziati sperano si stabilizzi e si argini ma che incute qualche preoccupazione e suggerisce di non abbandonare le misure preventive.
L’Ulss 4, l’Azienda sanitaria del Veneto Orientale, ha inviato l’ennesima comunicazione per sollecitare gli operatori a vaccinarsi.
Sono un centinaio, i diretti interessati, però per venti di loro potrebbe sussistere l’esonero in virtù delle certificazioni mediche presentate.

 

 

I dirigenti non vorrebbero applicare le sanzioni previste dal decreto che obbliga tutti i sanitari a esercitare il diritto – dovere di vaccinarsi.
Con i 284 solleciti individuali degli ultimi mesi, 133 dipendenti si sono convinti, altri intendono giustificarsi con le adeguate certificazioni e se consideriamo che l’Ulss 4 annovera un totale di 2500 dipendenti, non sono poi così tanti i non vaccinati, che se insistessero nella loro scelta potrebbero trovarsi nella sgradevole situazione di essere trasferiti, sospesi e ‘sia mai’, senza stipendio.
L’appello della Direzione generale è teso ad evitare questi provvedimenti e si dice disponibile all’incontro e al confronto.
Alla soddisfazione di aver verificato che la campagna vaccinale nel Veneto Orientale ha raggiunto una solida adesione e non senza qualche timore per le notizie recenti di focolai e varianti al Covid 19, la direzione dell’Azienda accelera il passo e cerca di eseguire più tamponi che può, in modo da riconoscere subito gli eventuali casi di positività, di isolarli e di prevenire eventuali e spiacevoli svolte. 

 

 

L’Usl di Padova conta 6 mila operatori sanitari no-vax, 600 dei quali sono dipendenti dell’Usl Euganea.
A Treviso, sono circa cinquanta tra medici e infermieri che si oppongono al vaccino, a dire che in realtà questo braccio di ferro necessita una tregua e sembra che le Direzioni sanitarie cerchino occasioni di chiarimento, più che mai necessarie se si valutano l’ambiente e le persone malate che gli ospedali accolgono.
Se non si sottoporranno al vaccino, verranno tutti ricollocati in reparti no-Covid?
Come ha avvertito il direttore dell’Ulss di Treviso
Francesco Benazzi che sta realizzando un piano di riposizionamento dei dipendenti non immunizzati, minacciando azioni disciplinari e procedimenti legali (per procurata epidemia) nel caso in cui i non vaccinati provocassero focolai all’interno dell’ospedale.
“Come datore di lavoro mi preme l’obbligo di assicurare la salute di pazienti e lavoratori – spiega – così in via prudenziale, di concerto col medico del lavoro, tali persone saranno ricollocate in unità operative no-Covid”. (Fonte Nurse 24+it).

Questioni deontologiche, lavorative di diritti e doveri, ideologiche, agitano anche l’Ulss 3 Serenissima, che chiama all’appello duemila sanitari fra dipendenti dell’azienda, della sanità privata e convenzionata, oltre i dipendenti delle residenze per anziani e liberi professionisti, specialisti, terapeuti, farmacisti.
Anche in questa circostanza sono partite le lettere che la Direzione sanitaria ha inviato ai dissidenti, sperando che siano accolti gli auspici alla vaccinazione e di evitare quindi le sanzioni che potrebbero arrivare alla sospensione dal posto di lavoro.
Nella lettera sarà indicato il giorno e l’ora dell’appuntamento e il 5 Agosto sarà il termine massimo concesso all’incertezza.

Nel frattempo i lavoratori hanno però tutto il diritto di presentare giustificazioni mediche, di motivare la scelta, in modo che la Commissione, nata allo scopo, possa valutare la consistenza di una richiesta di esonero.

L’Ordine professionale dei medici e degli infermieri informa di aver sospeso i sanitari non vaccinati: sono oltre 45mila e rappresentano il 2,36 della categoria.
A questi lavoratori l’Ordine ricorda che la legge prevede l’obbligo vaccinale quale requisito per l’esercizio della professione.

Andreina Corso

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

Data prima pubblicazione della notizia:

2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Gentile Silvia, mi spiace la sua amarezza e mi scuso se sono stata involontariamente indelicata: è vero che tutti gli operatori sanitari si sono spesi allo stremo per curare i malati e che avete garantito un servizio, una dedizione grandissima e generosa.
    E proprio perché avete salvato tante vite e rispettato tutte le regole che tutti vi sono davvero tanto riconoscenti e si inchinano di fronte alla vostra fatica,. Purtroppo (e per fortuna) la vaccinazione, anche alla luce delle ultime notizie, sembra essere l’unica prevenzione possibile ad un rialzo della pandemia. O non è così?
    In realtà, l’obbligo di legge non sarebbe stato necessario perché è la ragionevolezza che potrebbe convincere sull’opportunità di vaccinarsi quando si lavora con i malati in ambito ospedaliero. Mi scusi, non voglio ferire la sua sensibilità e rispetto le sue convinzioni. che immagino siano supportate da motivi convincenti ma augurandomi che mai arrivino sanzioni, rimango perplessa, anche quando mi sforzo di capire. Grazie Silvia per aver scritto il suo pensiero e se vorrà aiutarmi a capire, scriva ancora. Grazie

  2. Vergogna! È una semplice e pura vergogna appellarsi all obbligo per legge di dover vaccinarsi solo perché sono medici..! Mesi addietro vi ricordò che quelli che ora si vogliono sospendere o altro provvedimento erano in prima linea senza riposi ridotti ad abitare all interno del proprio ospedale per garantire la salute del prossimo che magari aveva contratto il virus solo perché non aveva rispettato le regole..Li cosa avrebbero dovuto fare? Se si fossero appellati alla legge o comunque al senso di civiltà non sarebbero stati a contatto con la malattia ogni secondo della loro esistenza..! Pensateci voi che dite l obbligo è giusto.. quelli che ora obbligate tempo fa erano coloro che rischiavano la vita per salvarne altre che non hanno rispettato il dpcm..!

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