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La Commissione europea lancia un appello all’Italia: è urgente accelerare la riqualificazione energetica degli edifici, soprattutto quelli con le prestazioni peggiori. È quanto emerge dal report annuale sullo stato dell’Unione dell’energia, in cui si evidenzia la necessità di incrementare il ritmo e l’intensità delle ristrutturazioni edilizie.
Sul fronte delle energie rinnovabili, la situazione è stazionaria, mentre l’installazione di pompe di calore registra un calo significativo. Nel frattempo, i costi sociali della transizione energetica, che procede a rilento, continuano a salire.
Interviene anche la Corte dei Conti europea, che lancia un monito sui Piani di ripresa e resilienza dei vari Stati membri, segnalando che il contributo “green” è spesso inferiore a quanto dichiarato dalla stessa Commissione. Gli auditor europei stimano infatti che le misure a sostegno degli obiettivi climatici siano sovrastimate per un totale di 34,5 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le case green, la Commissione segnala una situazione critica: nel 2023, il 4,1% degli italiani ha avuto difficoltà a pagare le bollette, mentre il 9,5% non è riuscito a mantenere la propria abitazione calda durante l’inverno. Gli edifici in Italia sono responsabili dell’80% del consumo energetico finale, di cui solo il 21% proviene da fonti rinnovabili. Inoltre, nel 2023 sono state vendute circa 378 mila pompe di calore, un calo del 26% rispetto all’anno precedente, portando il numero totale di unità installate a 4,1 milioni.
Entro giugno 2025, tutti gli Stati membri dell’UE dovranno presentare il proprio Piano Nazionale Sociale per il Clima, necessario per accedere ai fondi del Fondo sociale per il clima. Tra il 2026 e il 2032, saranno disponibili 86,7 miliardi di euro per interventi mirati, come la ristrutturazione di alloggi sociali o il sostegno al reddito, e l’Italia potrebbe ricevere fino a 7,8 miliardi.
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Passando all’azione sul clima prevista dal Recovery Plan, una nuova relazione della Corte dei Conti europea ha ribadito che le misure a supporto degli obiettivi climatici UE, al febbraio 2024, ammontano al 42,5% del totale, pari a 275 miliardi di euro. Tuttavia, secondo l’audit, questi contributi potrebbero essere sovrastimati di almeno 34,5 miliardi, con ulteriori criticità legate alla definizione degli obiettivi, alla rendicontazione delle spese e alla compatibilità ambientale di alcuni progetti classificati come “verdi”.
La Commissione ha comunque sottolineato che le misure per il clima rappresentano il 43% dei fondi totali, superando l’obiettivo del 37% stabilito dal regolamento. Si precisa che il calcolo di questi contributi segue la metodologia prevista dalle norme vigenti, nonostante le osservazioni della Corte dei Conti, che suggerisce un approccio diverso per il futuro.
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ci troveremo a pagare 60.000 euro a famiglia tanto nessuno fa niente come per ildiscorso pensioni tutti a 70 anni fra poco e tutti zitti sindacati soprattutto a cui non interessa un tubo del bene dei lavoratori niente scioperi a tal proposito
ma dove sono finiti i picchetti gli scioperi di una volta quando si protestava realmente e alla fine si otteneva qualcosa
conitnuate a rinstupidirvi con i cellulari..distrazione di massa
Non mi sorprende, visto che i soldi pubblici per la transizione energetica vengono sprecati in “boschi dello sport” e cavolate simili.