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Tweet di un'altra nave questa notte: "Siamo diretti a Lampedusa, non abbiamo paura di Salvini"

“Con 65 persone soccorse a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa. Non siamo intimiditi da un ministro dell’interno ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo”.
Queste le parole di Sea Eye in un tweet, sulla rotta presa dalla nave Alan Kurdi dopo il salvataggio di ieri.

La nave Alan Kurdi (“nave tedesca di ong tedesca”) il Viminale ha predisposto il divieto di ingresso in acque territoriali italiane. La nave, indicano al ministero, “potrà fare rotta verso la Tunisia o verso la Germania. Anche in questo caso, come nel caso della “Alex” la posizione del governo italiano è perfettamente coincidente con quella di Malta.

Malta si è detta infatti ieri disponibile ad accogliere i rifugiati a bordo dalla “Alex“, ma l’Ong Mediterranea – proprietaria – rifiuta la destinazione.
Questo comportamento, secondo il ministero dell’Interno è una “provocazione” e dimostra che l’organizzazione si preoccupa di ottenere “l’impunità”.

Il giorno dopo il salvataggio di 54 migranti – tredici dei quali sono stati portati già a terra – il veliero che li ha raccolti è fermo a sud di Lampedusa, in acque internazionali.

La Valletta ha dato la sua disponibilità, ma come far giungere i migranti sull’isola? “Non siamo attrezzati a percorrere 100 miglia”, aveva detto la ong, prima di rifiutare.
“E’ una questione di principio, non decidono loro dove sbarcare”, dicono al Viminale, che non vuole far riprendere il mare all’imbarcazione umanitaria dopo aver portato a termine la sua missione.

L’obiettivo è il sequestro. Meglio se a La Valletta. Mentre in 13 (donne e bambini) sono già stati evacuati nel pomeriggio portandoli a terra dal veliero.

Come già la Sea Watch qualche giorno fa, anche la Alex è così ferma al limite delle acque territoriali italiane, a sud di Lampedusa.

 
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Il veliero di 18 metri (con 11 persone di equipaggio) è adatto per crociere nelle isole del Mediterraneo, ma non ad ospitare per molti giorni una cinquantina di migranti (11 donne e 4 bambini) scampati dai centri di detenzione libici.

La nave è stata raggiunta dai militari della Guardia di finanza che le hanno notificato il divieto d’ingresso nelle acque italiane firmato nella notte da Salvini e dai colleghi di Difesa e Trasporti.

Questo divieto, protesta Mediterranea, “E’ illegittimo perché non può applicarsi a una nave che ha effettuato una operazione di soccorso. E perché non può essere vietato a una bandiera italiana ingresso nelle acque del proprio Paese”.

Una via per uscire dall’impasse era arrivata da Malta – negli ultimi mesi diventata alleata dell’Italia sul fronte migranti – che aveva offerto di accogliere i 54 della Alex. In cambio, l’Italia avrebbe dovuto prendere 55 migranti attualmente sull’isola per non aumentare troppo la pressione sull’isola.

Ma l’offerta di Malta è rimasta per ora sulla carta. Nessuna nave – né italiana né maltese – si è ancora mossa.

La Difesa ha informato il Viminale che la Marina è pronta a mandare un suo mezzo per il trasbordo dei naufraghi. Da Salvini non c’è però stato il via libera.

La questione, tra l’altro, diventa anche un altro capitolo del complicato rapporto tra i due alleati di governo, tanto che il vicepremier Luigi Di Maio, pur accusando Mediterranea di “fare lo show sulla pelle dei disperati”, non risparmia una frecciata al collega: “non ci si può occupare dei migranti – osserva – solo quando fanno notizia, qui ci sono 54 persone su una barca ma ne sono sbarcate 300 nell’ultimo mese. Dobbiamo lavorare sempre a difendere i confini e non solo quando ci sono le ong”.

Il ministro dell’Interno, da parte sua, tiene il punto: “Alex – è l’invito del Viminale – si diriga verso Malta, l’Italia è pronta ad offrire collaborazione per il trasbordo degli immigrati a patto che attracchi a La Valletta per le verifiche di legge”. In sostanza, l’ultima offerta alla Alex era quella di affiancarle una nave militare italiana che potrebbe prendere a bordo una parte dei 41 e poi ‘scortarla’ in sicurezza verso Malta.

L’offerta però è rispedita al mittente.
La Valletta ha una legislazione più dura sugli interventi delle navi umanitarie, quindi la proposta è “poco gradita”. Lo stallo, dunque, continua.

Sul veliero intanto, informa la ong, è stata “una giornata interminabile”. Col sole a picco, le coperte termiche sono state legate sopra il ponte per fare un po’ d’ombra.

La visita di medici a bordo è servita a far scendere a terra i 13 “soggetti deboli”. Sono stati evacuati da una motovedetta della Guardia costiera a Lampedusa: donne (3 incinte), bimbi (tra loro anche la piccola Jasmine, di soli 2 anni), e famiglie intere.

Ed intanto, come si diceva in apertura, è arrivata un’altra ‘grana’: la Alan Kurdi, nave della tedesca Sea Eye, ha soccorso 65 persone al largo della Libia e si sta dirigendo verso nord.

La nave Alan Kurdi è in navigazione dalle acque sar libiche verso quelle territoriali di Italia o Malta.
A bordo 65 migranti prelevati da un gommone.

Salvini ha subito scritto al collega tedesco Seehofer: provveda la Germania a farli sbarcare, ma non in Italia, “neppure ai fini di una prima accoglienza, in vista di una successiva, ipotetica operazione di redistribuzione delle persone a bordo verso altri Stati”.

Il messaggio di Salvini al collega Horst Seehofer è chiaro: “se ne occupi la Germania, non verranno in Italia”.

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