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Caldo? Facciamo il bagno. Conosco un posto: il Cimitero di San Michele

Il Cimitero San Michele, a Venezia, è ormai anch’esso meta di turisti o di gitanti che ci organizzano persino picnic. Il cartello all’ingresso invita a tenere un comportamento adeguato al luogo sacro, ma chi è tenuto a farlo rispettare? Era questo l’incipit di un articolo dell’anno scorso che traeva spunto dalla segnalazione di un lettore. […]

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Il Cimitero San Michele, a Venezia, è ormai anch’esso meta di turisti o di gitanti che ci organizzano persino picnic. Il cartello all’ingresso invita a tenere un comportamento adeguato al luogo sacro, ma chi è tenuto a farlo rispettare?
Era questo l’incipit di un articolo dell’anno scorso che traeva spunto dalla segnalazione di un lettore. L’oggetto era, ancora una volta, come si tollerino i comportamenti più “sbracati” in nome del turismo imperante che molto spesso è low-cost.

“Desidero a questo punto far presente a chi non è di Venezia che hanno aperto una nuova spiaggia, si chiama Cimitero di San Michele, e hanno pensato bene di mettere una statua con Dante che indica a Virgilio in mezzo alla laguna dove si trova la fermata ACTV per scendere. In questo luogo si può entrare vestiti come si vuole, si può anche far merenda o picnic, e pasteggiare e bere al fresco dei cipressi, seduti comodamente sopra una lapide. Forse quella di un vostro defunto, chi lo sa?”. Si chiedeva in tono sarcastico il nostro lettore dopo aver visto e ripreso giovani banchettare usando le lapidi come tavolo giusto un anno fa.

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Scopri come fare

Ieri la profezia si è completata. Due giovani hanno pensato bene di fare il bagno scendendo in acqua dalla riva del Cimitero, davanti alle porte della chiesa. Così, nella povera isola dove dovrebbe regnare il silenzio e il rispetto per i defunti, abbiamo finalmente visto di tutto: panini, affettati e bibite sulle lapidi con giovani seduti a farne picnic, altri stesi sulle panchine a riposare, ed ora il bagno rinfrescante davanti alla porta della chiesa, dove entrano ed escono le bare per le celebrazioni.

L’idea è balenata in un attimo. Vista la giornata calda e afosa, giunti in isola per una visita come fosse una tappa turistica, approfittando della giusta quiete del luogo, via: giù i pantaloni nel sagrato e via le magliette, appoggiando il tutto davanti alla porta della chiesa. E subito in acqua per un rinfrescante bagno di mare.

Ad un certo punto è passato davanti il motoscafo che procedeva in direzione Murano e alcuni residente hanno gridato in direzione dei “bagnanti”, che però non hanno capito o hanno preferito non capire. Così hanno assunto la posa di galleggiamento “a morto” (nella foto) che speriamo non abbiano scelto per sottolineare la situazione.

Del fatto è stato girato un video che poi è stato pubblicato sui social ad ennesima dimostrazione del degrado e della mancanza di rispetto per la città.

Laura Beggiora
Laura Beggiora
Giornalista, speaker radiofonica e presentatrice tv. Curatrice di eventi, trasferita in Veneto dopo lunga permanenza in Toscana. Ospite in alcune trasmissioni di Canale 5. laura_b@lavocedivenezia.it
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8 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

    • Caro Rino,

      È più facile prendere la leptospirosi facendo il bagno nella Senna. Non sono arrabbiato perché hanno fatto il bagno, chi se ne frega. Sono arrabbiato per la sacralità del posto. Fare il bagno di per sé non è un reato. Soffro per la mancanza di rispetto per le nostre tradizioni e per il vilipendio della nostra religione cattolica. Per visitare le loro moschee, sinagoghe o templi di altre religioni, non ci sogneremmo mai di entrare con le scarpe, scollati o ridendo e cantando. Forse perché sappiamo cosa ci aspetterebbe se lo facessimo. Al contrario, qui da noi possono fare tutto quello che vogliono, aiutati anche da una certa politica di sinistra che tende a smontare il nostro credo religioso.

      Un saluto

    • Vorrei far presente che non si può raggiungere il piazzale dove alcune persone hanno fatto il bagno senza attraversare un bel tratto di cimitero, dove dovrebbero esserci controlli da parte del personale cimiteriale. Gli uffici sono proprio sopra il luogo della foto e si affacciano su di esso; è possibile che nessuno abbia visto niente?

      Al contrario, ho assistito personalmente a una scena in cui una signora veneziana, scesa dal vaporetto con due figli di circa 10-12 anni e una in carrozzina, è stata fermata dall’unico controllore non veneziano che la invitava a chiudere la carrozzina. Lei ha risposto con gentilezza che doveva andare ad assistere a un funerale di un parente e che non sapeva come fare con la carrozzina chiusa. Il tutto mentre accanto c’era un gruppo di persone con zaini sulle spalle, chiassosi al punto di disturbare anche i defunti.

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